18.4.11

Vittorio Mezzogiorno



è stato un attore italiano. Ultimo di sette fratelli, è nato a Cercola, ha vissuto a Sant'Anastasia dove i genitori si erano trasferiti temporaneamente dal capoluogo campano. Tornato a Napoli, vi compie con impegno gli studi classici. Studente modello del liceo Umberto, sognava di diventare campione del ring. Il pugilato: una passione che lo accompagnerà per tutta la vita. Nella Napoli tra Riviera di Chiaia e viale Regina Elena, studiando di giorno e, di nascosto dai genitori, con addosso la febbre di scorribande notturne a contatto con ogni emarginazione o rischio della città. Una doppia vita che non gli precluse una laurea in legge. Ma intanto un fratello maggiore, Vincenzo, con velleità da regista lo istruiva nei panni di Caronte, in una scenografia di sedie accatastate. A diciotto anni, si iscrisse all'Università, frequentò Medicina per un anno, poi passò a Giurisprudenza. Nel periodo universitario, per pura curiosità intellettuale, fa le sue prime esperienze di palcoscenico con il Teatro S, recitando in lavori di Beckett e Ionesco. Per impostarsi la voce e perfezionare la propria dizione, doveva approfittare delle ore di studio. Per interminabili pomeriggi e anni accademici, la famiglia lo udì declamare drammaticamente lunghi capitoli di storia del Diritto e sequele di commi del Codice Penale. Solo più tardi, dopo aver recitato per due intere stagioni (1966/67, 1967/68) nella compagnia di Eduardo De Filippo, e dopo essersi laureato, finirà per riconoscere la propria vocazione di attore. Nel 1969 incontra l'attrice Cecilia Sacchi, recitavano assieme in Le donne di Aristofane, nel Teatro Greco di Segesta in Sicilia. Con Cecilia si stabilisce un rapporto personale saldissimo coronato con il matrimonio, il 14 ottobre 1972, e la nascita di Giovanna, il 9 novembre 1974. Trasferitosi a Roma, per qualche tempo si dedica ancora al teatro; sarà in compagnia con i fratelli Aldo Giuffrè e Carlo Giuffrè e Lauretta Masiero, poi con Gianni Santuccio, Gianrico Tedeschi e Mario Scaccia, in cooperativa con Flavio Bucci, Stefano Satta Flores, Cristiano Censi e Isabella Del Bianco. Dopo l'esordio con Michele Placido (Indagine su una rapina con la regia di Gian Pietro Calasso), partecipa in televisione al primo ciclo (1965) della serie di telefilm Le avventure di Laura Storm, con Lauretta Masiero, e - due anni dopo, nel 1967 - alla realizzazione de La fiera della vanità, sceneggiato televisivo diretto da Anton Giulio Majano. Nel 1973 è nel cast de Il picciotto di Alberto Negrin. Con il film Cecilia - Storia di una comune anarchica di Jean Louis Comolli nel 1975, debutta nel cinema. Proprio nel momento di massima popolarità della sua carriera, raggiunta grazie al ruolo di Davide Licata nelle fiction televisive "La Piovra 5" e "La Piovra 6", Vittorio Mezzogiorno scompare il 7 gennaio 1994, stroncato da un male incurabile. Al termine de "La Piovra 6" Licata muore: la scomparsa del personaggio non era stata preventivamente annunciata ai media, come invece era accaduto al suo predecessore Michele Placido nel ruolo di Corrado Cattani, e colse di sorpresa il pubblico che non era a conoscenza delle condizioni di salute di Mezzogiorno, già ammalato.

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