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10.11.11

Ellekappa




Laura Pellegrini, conosciuta con lo pseudonimo di Ellekappa, è una fumettista e disegnatrice italiana.
Diplomata in un istituto professionale per stilisti di moda, viene assunta in un ufficio ministeriale romano. Nei primi anni settanta entra nel circolo anarchico Carlo Cafiero; si avvicina in seguito al PCI e inizia a lavorare come illustratrice per il settimanale della FGCI “Città futura”.
L'esperienza le permette di scoprire il proprio talento come autrice di satira politica e di costume; negli anni successivi pubblica vignette su Linus, Satyricon (inserto satirico di Repubblica, che pure le dà spazio), Tango, Cuore, il manifesto, Noi Donne, L'Unità, Smemoranda e Corriere della Sera.
Con Gino e Michele ha inoltre collaborato come autrice di testi alla trasmissione televisiva Drive In e alla prima edizione di Striscia la notizia.
Inseguita da tutte le testate giornalistiche italiane, respinge regolarmente al mittente le richieste di interviste, centellinando nel contempo anche le apparizioni televisive, foss'anche come semplice spettatrice. Schiva e riservata nella vita privata, tanto da apparire timidissima, affida alla sua matita tagliente il ruolo di fustigatrice delle grossolanità, dei luoghi comuni, delle meschinità e degli interessi illegittimi presenti nella politica e nella società italiana.

Le vignette di Ellekappa

Le vignette di Ellekappa sono solitamente in bianco e nero e non contengono elementi sullo sfondo, concentrando l'attenzione del lettore unicamente sui personaggi centrali. Nella maggior parte dei casi vi sono due donne, spesso con in mano un quotidiano, oppure davanti ad un televisore. Il tratto della vignettista è inconfondibile: i tratti dei personaggi sono marcatamente pasciuti e curvilinei, con occhi sporgenti, nasi appuntiti e menti pronunciati.
Spesso i personaggi affrontano temi di attualità, dalla politica al costume nazionale, con l'intento umoristico di smascherare i luoghi comuni, le idee preconcette, i facili slogan, e più in generale le peggiori abitudini della nostra società. La satira di Ellekappa, apertamente di sinistra, non si accontenta di scagliarsi contro la retorica e le contraddizioni degli avversari politici, ma è particolarmente graffiante quando si misura con i difetti e l'autolesionismo della sinistra italiana. Nella maggior parte dei casi, uno dei due personaggi espone il nucleo del problema affrontato e l'altro risponde con la battuta. Più raramente, un solo personaggio svolge entrambi i ruoli.

30.10.11

Tintin





è il protagonista del fumetto belga Le avventure di Tintin di Hergé.
Tintin è un giovane reporter belga, protagonista di avventure in ogni parte del globo insieme all'inseparabile cagnolino Milù (Milou). A partire dal nono albo della serie Il granchio d'oro è affiancato dal collerico capitano Haddock, e a partire dal dodicesimo albo Il tesoro di Rackam il Rosso dallo scienziato Trifone Girasole.
Tintin non ha passato né famiglia; di lui non si conosce l'età e nonostante la sua professione dichiarata sia quella di reporter, vive molte avventure senza che questa professione venga direttamente esercitata. Per "ovviare" alla contraddizione data da un personaggio costantemente impegnato in viaggi attorno al mondo senza una evidente fonte di reddito, l'autore Hergé lo fa partecipare (nella sua prima "avventura in due parti") a una fortunata caccia al tesoro, che (evidentemente) permette a lui e ai suoi soci (il capitano Haddock e il bizzarro scienziato Professor Trifone Girasole) di vivere di rendita.
I personaggi cattivi con cui Tintin si deve confrontare sono in genere spie, falsari, trafficanti di droga e schiavi.
Negli anni sessanta sono stati prodotti 2 film con Jean-Pierre Talbot nel ruolo principale: Tintin et le Mystère de la Toison d'or e Tintin et les Oranges bleues. Entrambi i film, mai distribuiti in Italia, non sono tratti dalle avventure a fumetti ma sono storie a se stanti. Nel 2011 è stato prodotto un film di animazione diretto da Steven Spielberg e prodotto da Peter Jackson, dal titolo Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno che trae ispirazione da 3 albi. Secondo le intenzioni degli autori questo titolo dovrebbe essere il primo di una trilogia.

14.10.11

Vauro






Vauro Senesi, noto semplicemente come Vauro, è un disegnatore, scrittore e personaggio televisivo italiano. Vauro è uno dei vignettisti più conosciuti in Italia.
Vauro è stato allievo di Pino Zac, con il quale nel 1978 ha fondato Il Male. Dal 1986 al 2006 è stato editorialista e vignettista de il manifesto, collaborazione che prosegue tuttora in maniera più saltuaria. Le sue vignette sono state pubblicate sulle più importanti testate italiane e estere: Satyricon, Linus, Cuore, I Quaderni del Sale, L'Echo des Savanes, El Jueves e Il Diavolo. È stato direttore del settimanale satirico Boxer, collaboratore del Corriere della Sera e di Smemoranda.
Nel 1996 ha vinto il Premio di Satira politica di Forte dei Marmi.
Attualmente è vignettista ed inviato di PeaceReporter e collabora con la ONG Emergency, occupandosi dell'informazione e della comunicazione. È stato membro del Comitato Centrale del Partito dei Comunisti Italiani.
Nel 1994 è stato querelato dalla senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati per una vignetta pubblicata sul settimanale Il Venerdì di Repubblica, insieme al direttore responsabile del periodico. È stato assolto nel 1998 con sentenza di terzo grado. Nel 1997 è condannato dal tribunale di Roma per vilipendio alla religione cattolica, per una vignetta ritenuta offensiva apparsa sul quotidiano il manifesto. Dal 14 settembre 2006 è nel cast della trasmissione televisiva di informazione Annozero, condotta da Michele Santoro: nei minuti finali della trasmissione legge una sequenza di vignette disegnate nel corso della puntata. Alla fine dello stesso anno aderisce alla mostra di vignette satiriche MafiaCartoon organizzata dall'ARCI.
Nel 2008 ha presenziato a mostre di fumetti, sempre in collaborazione con l'ARCI, in Sicilia, ad Agrigento, riscuotendo sempre più consensi per la critica sulla satira politica. Il 15 aprile 2009 viene sospeso dalla RAI per una sua vignetta mostrata durante la trasmissione di Raidue AnnoZero. La vignetta satirica, con la frase "Aumento delle cubature. Dei cimiteri", è stata ritenuta «gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico». Faceva riferimento a due eventi, il terremoto dell'Aquila del 2009 e l'emanazione di un decreto previsto dal governo Berlusconi riguardante l'aumento di spazio abitativo.
La sua sospensione causa diverse critiche, sia da esponenti non politici come Beppe Grillo, sia da esponenti politici come Dario Franceschini, Antonio Di Pietro e Paolo Ferrero (segretari rispettivamente di PD, Italia dei Valori e Partito della Rifondazione Comunista). Sabina Guzzanti lo "processa" in una parodia (a favore del vignettista) durante la puntata successiva di Annozero, sostituendo Vauro negli ultimi minuti del programma. La sospensione resta in vigore per una sola puntata, dopo di che il vignettista viene reintegrato nel programma.
Nel 2011 recita un piccolo cameo nel film Manuale d'amore 3, regia di Giovanni Veronesi.

Collaborazione con Emergency

Vauro collabora spesso con l'associazione umanitaria italiana fondata da Gino Strada e altri medici nel 1994 a Milano, Emergency. Ad esempio, nel dicembre 2008 ha collaborato alla stesura del calendario della società per l'anno seguente.

8.10.11

Popeye





Popeye è un personaggio della serie omonima originariamente chiamata con il nome The Thimble Theatre e creata da Elzie Crisler Segar nel 1919. Anche se Braccio di Ferro è apparso solamente il 10 settembre 1928, è diventato subito il personaggio principale di questo fumetto (a cominciare dal 17 gennaio 1929). È protagonista anche di molti cartoni animati.
Braccio di Ferro è un marinaio, guercio di un occhio, con una caratteristica pipa sempre in bocca, che in alcuni episodi si trasforma in diversi oggetti che lo portano in salvo, e altresì utile per la caratteristica sigla finale nel cartone animato per via del particolare suono che emette (simile a quello di un piroscafo); ha un corpo nerboruto, soprattutto gli avambracci sproporzionati, abbinate a gambe corte, che portano entrambi un tatuaggio tipico dei marinai: un'ancora. Sembrerebbe quasi una corporatura scimmiesca, ma Popeye è una persona con una postura assolutamente corretta, e la schiena ben diritta.
Esistono fondamentali differenze tra il personaggio dei fumetti e quello derivato nei cartoni animati. Il secondo è un tipico prodotto d'intrattenimento, privo di spessore nelle narrazioni, che sono costituite da scazzottate, rapimenti, risse e il lieto fine. Le ultime serie del cartoon sono di qualità realmente bassa rispetto alle prime, se non altro molto belle graficamente.
Il personaggio originale è sostanzialmente un uomo di mare, forte, ignorante, indurito da risse, bevute e permanenze in galera. La sua forza sovrumana e la sua resistenza sono all'inizio poco marcate, e quando i suoi 'poteri' si manifestano, sono un qualcosa che ha a che vedere con intenti spesso satirici e non di spettacolo. Inizialmente Popeye (che significa occhio sporgente) non è un personaggio che va in giro con gli spinaci. Ne mangia, perché la loro ricchezza in ferro all'epoca era molto apprezzata nelle diete dei pugili, ma non li usa come pozione magica. Eppure è talmente duro da resistere anche ai proiettili delle pistole.
Egli è un uomo di buon cuore e di pessima cultura. Il suo linguaggio è sgrammaticato, la sua vera forza è un atavico buon senso. Una delle sue frasi preferite è: "È all'incirca la mia unica buona qualità. Non serve cervello per essere buoni".
Col tempo il personaggio si evolve, ma la sua figura resta sempre quella di un ammazzagiganti, che sembra indifferente alla stazza dei suoi avversari, quasi che il detto 'più sono grossi più fanno rumore quando cadono' gli si adatti alla perfezione. Il suo fisico è a tutti gli effetti, comparabile nel mondo reale con quello di un pugile di media taglia. La sua prontezza muscolare è evidente quando colpisce gli avversari: spesso, con le sue lunghe braccia e i suoi grossi e pesanti pugni, arriva in faccia agli avversari con colpi micidiali prima ancora che il malcapitato abbia il modo di proteggersi o di reagire. La rapidità del movimento e il peso dei pugni di Popeye sono capaci usualmente di stendere un avversario con un colpo solo. Anche come incassatore Popeye è formidabile, come anche la sua forza.

Nascita del personaggio

Braccio di Ferro nacque dalla matita del fumettista Segar, il quale inizialmente non aveva intenzione di conferire al personaggio il ruolo di protagonista della serie (chiamata originariamente The Thimble Theatre). Tuttavia tra i lettori delle strisce del fumettista Segar il personaggio di Braccio di Ferro piacque a tal punto che ne diventò immediatamente il protagonista assoluto.

Prime storie a fumetti

Una delle prime che vengono pubblicate vede Popeye combattere contro un terribile fuorilegge: Bruto Scanna, che somiglia non poco a John Wayne (somiglianza casuale, visto che è un'avventura del 1929). I vari inconvenienti che ha vivendo nel deserto, lui che è un marinaio, sono fonte di continue gag (chiede a Castor Oyl, che è arrivato a salvarlo: hai qualcosa da bere? anche acqua), mentre Olivia da il suo contributo alla sconfitta di Scanna, sparando a 13 uomini della sua banda che entravano nella cucina, dove era stata messa a lavorare dopo il suo rapimento da parte della banda.
Vi è un'avventura (Nuvole di guerra), in cui egli diviene lo scopritore di un'isola e vi conduce un gruppo di omuncoli, di cui diventa il capo. La terra si chiama 'Spinachova' (Spinaciuga). Ma questa cosa non piace al Re di Brutia, arrabbiato "per via che gli ho scoperto quest'isola sotto il naso". E così manda una affascinante spia, chiamata Zexa Peal, che seduce Popeye e gli fa dire che il suo regno non ha neanche un esercito. Scoperta da Olivia (gelosissima) viene messa in prigione. Implora Popeye di non fucilarla all'alba. Lui le risponde, assecondandola, che non lo permetterà:ti farò fucilare con la luna piena, è più romantico. Ma Zexa scappa, dopo che per un'intera mattinata il plotone d'esecuzione ha cercato di fucilarla mancandola di continuo. Il re manda allora la flotta e l'esercito. Popeye arriva con una barca a remi sulla corazzata dell'ammiraglio, e gli dice chiaramente: smetti di spararci, non siamo pronti!. L'ammiraglio gli risponde (dopo avere invano tentato di farlo catturare) che il suo regno dovrebbe rispondere al fuoco, è la guerra. Allora Popeye gli demolisce la corazzata (è la guerra, giusto?) e dopo che hanno cominciato a sparare da un'altra nave, sale anche su quella e la svita pezzo per pezzo. Alla fine di una battaglia combattuta dopo avere trasformato i suoi pavidi soldati in mangiatori di spinaci, vince 'a cazzottoni' l'esercito nemico. Questa storia di Popeye mostra una critica feroce al militarismo imperante (un po' in versione prussiana) in molte nazioni dell'epoca, e la rinuncia alla guerra convenzionale come soluzione dei mali del mondo. Ma dimostra capacità di satira anche nei confronti delle soluzioni democratiche. Quando il suo popolo gli intima che vuole la repubblica, butta via la corona e mette la bombetta: adesso sono il vostro presidente.
La ricerca di Babbo di bordo (Trinchetto), il suo genitore che l'ha lasciato 40 anni prima, quando Popeye aveva 2 anni, è un altro pezzo fondamentale della storia. Il suo genitore, nonostante sia quasi centenario, è ancora combattivo e abile pugilatore come il figlio, e quasi altrettanto forte. La ricerca del genitore si svolge con una nave abitata da pericolosi fantasmi (che poi si scopre essere proprio il genitore di Popeye, camuffato con un lenzuolo), piovre, sirene. Alla fine la missione è compiuta, ma la civilizzazione di Babbo di Bordo sarà difficile, anche perché non perde occasione di picchiare Olivia, la 'maschia' che gli sta antipatica, con sonori pugni.
Popeye ha anche altri spunti, per esempio, in un episodio protegge una giovane mendicante e l'aiuta finché non esce dai guai (il riferimento alla depressione è evidente).
In generale, il Popeye di Segar è un personaggio le cui avventure sono sempre occasione per fare satire al potere e ai potenti. È molto più complesso di quello che viene ritratto dai cartoni animati, e anche dai fumetti realizzati in Italia. Per verificare tutto questo si può agevolmente comparare le storie delle strisce originali, pubblicate anche in Italia, con i derivati successivi.
Il taglio del disegno di Popeye è scarno ed essenziale. A differenza di altri fumetti grossomodo contemporanei, come Flash Gordon, le vignette sono disegnate in maniera tale da prediligere il tratto e l'effetto. I paesaggi dello sfondo sono privi di molti dettagli, le inquadrature dei personaggi sono in genere piuttosto strette, il disegno è caricaturale, tuttavia Segar ha un tratto tale da non farlo sentire un limite. Per quello che le storie mostrano, anche dei personaggi, c'è tutto quello che serve per inquadrarle.

Influenza culturale

Società

Essendo gli spinaci un alimento vegetale ad alto contenuto di ferro, ed essendo Braccio di Ferro un personaggio immaginario con una forza sovrumana, l'associazione Braccio di Ferro-spinaci, ovvero il fatto che mangiando spinaci si diventa forti come Braccio di Ferro nacque a scopo promozionale per invogliare i bambini a nutrirsi di questa verdura senza fare capricci. Il personaggio di Braccio di Ferro, non a caso, fece la fortuna dei coltivatori di spinaci, tanto che i contadini di una località texana, Crystal City, gli eressero una statua per ringraziarlo. Nel mondo sportivo del calcio italiano il personaggio Braccio di Ferro è il simbolo dei "Granata South Force", un gruppo ultrà della tifoseria organizzata della Salernitana.

Media

Braccio di Ferro è stato, negli anni 2000, oggetto di parodia in alcune commedie di situazione americane a cartoni animati:
in un episodio de I Simpson (Jaws Wired Shut) il personaggio Homer beve una birra in lattina (proprio come Braccio di Ferro mangerebbe i suoi spinaci in scatola) per trarre in salvo sua moglie Marge Simpson che invece fa le veci della fidanzata Olivia attraverso anche il tipico movimento ondulante delle braccia che quest'ultima fa spesso quando è in pericolo. Ne I Simpson ci sono state anche altre occasioni in cui il personaggio è stato oggetto di parodia.
Popeye è apparso nella serie Drawn Together nell'episodio intitolato "The Lemon-AIDS Walk".
in un episodio de I Griffin (Ora puoi anche baciare... il ragazzo) il personaggio Braccio di Ferro appare in una scena in cui si sta facendo visitare dal medico di famiglia dei Griffin. In questo caso l'effetto comico è dato dal fatto che, secondo il medico, la situazione fisica del marinaio è molto precaria, e non gli resta molto da vivere, anche se quest'ultimo è conosciuto al grande pubblico proprio per quelle sue caratteristiche fisiche. In particolare, i due avambracci sproporzionati sarebbero due tumori.
Popeye è apparso anche in alcuni episodi di Robot Chicken.
Anche la satirica serie di South Park utilizza, in un episodio, il personaggio di Braccio di Ferro a scopo parodistico.
Braccio di Ferro è apparso, infine, in un episodio di Seth MacFarlane's Cavalcade of Cartoon

27.9.11

Giovanna Casotto





è una fumettista e illustratrice italiana.
Appassionata di disegno e fumetto, prima di intraprendere la carriera di fumettista Giovanna Casotto lavorava come casalinga. Frequenta per tre anni la scuola del fumetto di Milano, finita la quale pubblica alcune storie brevi per L'Intrepido sceneggiate da Mauro Muroni. Particolarmente attratta dalla figura umana nuda, la sua fonte di ispirazione principale è lo stile di Franco Saudelli, con il quale ha in seguito avuto modo di collaborare in più di un'occasione.
L'editore Stefano Trentini le propone nel 1991 di disegnare storie a sfondo calcistico, ma lei rifiuta non sentendosi attratta dal genere. Lo stesso Trentini, tre anni dopo, la coinvolge nel progetto della rivista di cultura erotica e fumetti Selen. Alla chiusura della rivista passa all'analoga pubblicazione mensile Blue, edita da Coniglio Editore e inizia a pubblicare tavole erotiche per la rivista inglese Desire. Ritiene la storia un particolare non fondamentale nei suoi fumetti, perché "il disegno si racconta da sè".
Le sue tavole e le sue illustrazioni sono state oggetto di numerose mostre, sia personali che collettive.

Pubblicazioni

La carne e lo Spirito
Storie brevi
Cattive attitudini
Fetish photos
Pigiama party
Femmine folli
Mia moglie è una santa

22.9.11

i Simpson










(in inglese The Simpsons) è una popolare sitcom animata creata dal fumettista statunitense Matt Groening a fine degli anni ottanta per la Fox Broadcasting Company. È una parodia satirica della società e dello stile di vita statunitensi, personificati dalla famiglia protagonista, di cui fanno parte Homer, Marge e i loro tre figli Bart, Lisa e Maggie.
Ambientato in una cittadina statunitense chiamata Springfield, lo show tratta in chiave umoristica molti aspetti della condizione umana, così come la cultura, la società in generale e la stessa televisione.
La famiglia fu ideata da Matt Groening e James L. Brooks in una serie di corti animati di un minuto, da mandare in onda durante il Tracey Ullman Show. La loro prima apparizione nel talk show si ebbe il 19 aprile 1987 in un corto intitolato "Good Night". Da quel momento, per due anni, I Simpson andarono in onda durante gli intermezzi pubblicitari dello show ottenendo un buon successo. Lo show debuttò sotto forma di episodi di mezz'ora in prima serata il 17 dicembre 1989.
I Simpson furono subito uno show di punta della FOX, grande casa produttrice di film; nel corso degli anni ha vinto numerosi e importanti premi televisivi. Il numero del magazine Time del 31 dicembre 1999 lo ha acclamato come "miglior serie televisiva del secolo". Il 14 gennaio 2000 lo show ha ottenuto una stella nella Hollywood Walk of Fame. È, a tutt'oggi, la più lunga sitcom e serie animata statunitense mai trasmessa. Come prova dell'influenza che lo show ha avuto nella cultura popolare, l'esclamazione contrariata di Homer Simpson, "D'oh!", è stata introdotta nell'Oxford English Dictionary. I Simpson hanno inoltre influenzato diverse altre serie animate per adulti prodotte da metà anni novanta in poi. Nel 2002, la rivista TV Guide ha classificato I Simpson all'8° posto tra I migliori 50 spettacoli televisivi di tutti i tempi, miglior posizione tra le serie animate.
In Italia, lo show è trasmesso attraverso la televisione analogica terrestre dalle emittenti del gruppo Mediaset e dalla piattaforma satellitare Sky. Il primo episodio è andato in onda il 1º ottobre 1991 su Canale 5 in seconda serata, ma il resto sono state trasmesse anche nelle giornate pomeridiane prima del momento di Bim Bum Bam. Nell'ottobre 1997, la programmazione si è spostata successivamente sull'emittente Italia 1. Dal suo debutto, sono stati finora mandati in onda oltre 400 episodi per 22 stagioni. Nel 2007 è stato tratto un lungometraggio dalla serie, intitolato I Simpson - Il film (titolo originale The Simpsons Movie), uscito in quasi tutto il mondo il 27 luglio 2007, mentre in Italia il 14 settembre.

Groening concepì la famiglia Simpson con l'aiuto di Brooks. All'inizio Groening pensò ad un adattamento televisivo della sua striscia a fumetti Life in Hell, ma quando si rese conto che ciò avrebbe comportato la rescissione dei diritti di pubblicazione per quest'ultima opera decise di prendere un'altra strada. Ebbe l'idea di delineare come protagonista dei corti la sua versione di una famiglia disfunzionale, e diede ai personaggi lo stesso nome di quello dei suoi familiari, tranne Bart. Nelle intenzioni di Groening, lo show avrebbe dovuto rappresentare una novità fin dalla prima apparizione. La scelta del colore giallo come colore della pelle dei personaggi animati ne è un esempio. Matt Selman, sceneggiatore della serie fin dai primi anni, ha affermato in un'intervista che «l'idea è stata di Matt Groening. Voleva che una volta accesi i televisori, il pubblico pensasse che il colore giallo fosse legato ad un problema tecnico. Si sarebbe domandato "Oh, perché sono gialli?" ed avrebbe provato a sintonizzare il canale senza peraltro riuscirci, perché il giallo era reale. Era un tentativo innovativo per far cadere in inganno i telespettatori; è una cosa che facciamo spesso nel mondo dello spettacolo».
La famiglia Simpson fece il suo debutto nel Tracey Ullman Show, come protagonista di cortometraggi animati, con "Good Night", che andò in onda il 19 aprile 1987. La famiglia era rozzamente disegnata, poiché Groening aveva sottoposto schizzi di base agli animatori, supponendo che li avrebbero "puliti"; invece semplicemente ricalcarono i suoi disegni. Nel 1989, I Simpson furono adattati in una serie di mezz'ora per la Fox Network da una squadra di compagnie produttrici, inclusa l'attuale Klasky Csupo. Siccome la Fox era da poco nata e quindi alle prime armi, Jim Brooks ottenne un'inusuale clausola contrattuale dall'emittente, la quale assicurava che non avrebbe interferito col processo creativo dello show. Groening ha affermato che l'obiettivo chiave dello show era «offrire un'alternativa al pubblico, e mostrare a loro che c'è qualcos'altro oltre alla spazzatura mainstream che gli viene presentato come l'unica scelta».
La Fox era riluttante a trasmettere la serie, in quanto non credeva potesse reggere la durata di un normale episodio di venti minuti-mezz'ora. Proposero agli autori di produrre tre corti da sette minuti ciascuno e quattro speciali, per vedere le reazioni del pubblico e farli abituare alla lunghezza dello show (anche se il vero problema, secondo gli ideatori, era quello di rendere plausibili e ben voluti dei personaggi così grotteschi). Alla fine, però, vista l'insistenza degli ideatori, la Fox chiese tredici episodi dalla durata di trenta minuti. Il primo episodio della serie vera e propria fu Un Natale da cani (in originale Simpsons Roasting on an Open Fire) scelto in un confronto con quello che alla fine fu l'ultimo episodio della prima stagione, Sola, senza amore (Some Enchanted Evening). Quest'ultimo episodio fu il finale di stagione poiché gli animatori lo dovettero ridisegnare, avendo visto la stessa povera qualità del disegno con cui Groening aveva realizzato i corti. I Simpsons furono la prima serie televisiva della Fox Network ad apparire nella top 30 degli show più visti, nella stagione 1989-90. Il successo dello show convinse la Fox che si poteva cambiare l'orario di messa in onda dello show, in modo da competere in audience con il The Cosby Show (noto in Italia come I Robinson), una mossa che abbassò gli ascolti de I Simpson. Tracey Ullman, intanto, aveva intentato una causa legale, affermando che il suo show era la fonte del successo de I Simpson e richiedendo perciò una parte dei guadagni provenienti dai corti. Alla fine, fu la Fox Network a vincere la causa. Lo show fu anche coinvolto in una polemica a causa della personalità di Bart Simpson – un ribelle ai dettami familiari da cui frequentemente scappava senza alcuna punizione – che spinse alcune associazioni di genitori e portavoce "conservatrici" a sostenere che Bart fosse un pessimo modello per i bambini. George Bush senior, all'epoca presidente degli Stati Uniti, accusò: «stiamo provando a rafforzare la famiglia americana, in modo da farla assomigliare di più ai Waltons e di meno ai Simpsons». Le t-shirts dei Simpsons, così come altro merchandise, furono bandite da diverse scuole pubbliche in diverse zone degli Stati Uniti. Ciò nonostante, le vendite mondiali arrivarono, in solo 14 mesi, a 2 miliardi di dollari di ricavo.

Personaggi
Protagonisti

Una rappresentazione di Homer Simpson situata nelle vicinanze del villaggio inglese di Cerne Abbas.
Quella dei Simpson è una vita basata sul lifestyle della famiglia statunitense media.
Homer Simpson (Homer Jay Simpson) è un pigro, ottuso, stupido, inetto, irresponsabile e incompetente ispettore di sicurezza nel settore 7G della centrale nucleare di Springfield; all'apparenza senza sentimenti, adora strafogarsi di cibo, soprattutto ciambelle e costolette di maiale, e bere birra Duff. Adora guardare la TV con una birra in mano.

Marge Simpson (Marjorie Simpson, nata Bouvier) è per la maggior parte della serie il ritratto della tipica madre e casalinga statunitense: molto protettiva nei confronti dei figli, è dotata di una spiccata "moralità".

Bart Simpson (Bartholomew Jojo Simpson) è un bambino di dieci anni furbo e insofferente alle regole: ama lo skateboard, e adora la TV. La sua attività preferita è combinare scherzi insieme al suo amico Milhouse Van Houten, soprattutto ai danni del barista Boe Szyslak e del preside della sua scuola, Seymour Skinner.

Lisa Simpson (Lisa Marie Simpson) è una bambina di otto anni, con un altissimo Q.I., vegetariana, buddhista, "intellettuale", sensibile e anticonformista che si ritrova spesso coinvolta nell'attivismo progressista. La sua aspirazione è di diventare presidente degli Stati Uniti e la sua passione è suonare il sassofono.

Maggie Simpson (Margaret Eve Simpson) è una neonata (ha un anno di età) la cui unica attività è succhiare un ciuccio. Non riesce a camminare, ed ogni volta che ci prova cade in avanti; spesso viene dimenticata davanti al piccolo schermo. Tranne estemporanee eccezioni, non si è mai sentita la sua voce, tranne in una puntata " La prima parola di Lisa" nella quale Maggie dice " papà" e in "Bart sfida il giorno del ringraziamento" dove Maggie accusa Bart in un sogno di quest'ultimo. Maggie molte volte si rivela una neonata piena di intelletto ed anche molto astuta, con un buon senso di responsabilità.

La famiglia ha anche due animali:
Piccolo aiutante di Babbo Natale, un cane;
Palla di neve II, un gatto.
Nonostante il fatto che passino gli anni e in vari episodi siano stati trattati compleanni, i personaggi della serie non invecchiano. Pochi sono i morti durante la serie, e ciò è avvenuto tanto in circostanze tragicomiche, quanto più semplicemente in occasione di una grave malattia. Altri personaggi sono stati invece soggetti a delle "resurrezioni", come Hans Uomo Talpa e Marvin Monroe. Altri co-protagonisti dello show, invece, non sono più comparsi nel corso degli anni, generalmente a causa della morte del doppiatore originale: l'esempio più famoso è rappresentato dai personaggi di Troy McClure e Lionel Hutz, ritirati dopo la morte di Phil Hartman.

Mafalda









Mafalda è la protagonista dell'omonima striscia a fumetti scritta e disegnata dall'argentino Joaquín Lavado, in arte Quino, pubblicata dal 1964 al 1973, molto popolare in America Latina e in Europa.
Mafalda è una bambina dallo spirito ribelle, profondamente preoccupata per l'umanità e per la pace nel mondo. Pone a sé e ai suoi genitori domande candide e disarmanti a cui è difficile, e a volte impossibile, rispondere. Sono domande che mostrano le contraddizioni e le difficoltà del mondo degli adulti, nel quale Mafalda rifiuta di integrarsi.
La striscia è pubblicata per la prima volta in Italia nel 1968, in un’antologia edita da Feltrinelli. Nel 1969 esce la prima raccolta intitolata Mafalda la contestataria, pubblicata da Bompiani. La prefazione è scritta da Umberto Eco che paragona Mafalda a Charlie Brown di Charles M. Schulz. I due personaggi hanno la stessa età, ma il loro atteggiamento nei confronti del mondo è molto diverso.
Mafalda è tradotta anche in cinese. Non è mai stata pubblicata negli Stati Uniti.
Anche se Quino si è sempre opposto all'adattamento della striscia per il cinema o il teatro, Carlos Márquez ha prodotto un film d'animazione nel 1982.
Mafalda è tanto conosciuta in America Latina che le è stata dedicata una piazza di Buenos Aires.
Il nome del personaggio è ispirato a quello di una bambina di un romanzo di David Viñas, Dar la cara, pubblicato nel 1962 in Argentina. Mafalda nasce nel 1963 per promuovere una linea di elettrodomestici in una campagna pubblicitaria sul quotidiano Clarín. Ma all'ultimo momento non si raggiunge un accordo e la campagna è annullata.
Mafalda diventa un fumetto su suggerimento di Julián Delgado, a quel tempo editore del settimanale Primera Plana e amico intimo di Quino. La prima striscia compare sul settimanale il 29 settembre 1964. Il successivo 9 marzo, la pubblicazione è sospesa per una controversia legale.
Il 15 marzo 1965, Mafalda appare quotidianamente sulle pagine del El Mundo di Buenos Aires, permettendo all'autore di seguire da vicino l'attualità. Alcune settimane dopo nascono i personaggi di Manolito, Susanita e di Felipe, mentre la mamma di Mafalda è incinta quando il giornale chiude, il 22 dicembre 1967.
Alla fine del 1966 sono pubblicate, in una raccolta, le vignette già uscite sui quotidiani. Senza bisogno di molta pubblicità le vendite hanno un successo inaspettato e in quindici giorni la prima edizione è esaurita. Nei dodici anni successivi in Spagna sono vendute cinque milioni di copie. La striscia viene distribuita in tutta l'America del sud.
Le pubblicazioni riprendono il 2 giugno 1968, nel settimanale Siete Días Illustrados. Dato che il fumetto deve essere preparato almeno due settimane prima della pubblicazione, Quino non riesce più a seguire l'attualità come aveva fatto in precedenza. Smette definitivamente di pubblicare la striscia il 25 giugno 1973.
Nel 1970 Mafalda è pubblicata in Spagna, in Portogallo e in Brasile dove compare su una rivista di pediatria e pedagogia. Sempre nello stesso anno, in Italia, Mafalda è pubblicata quotidianamente da Paese Sera, il primo di molti giornali che decideranno di pubblicare la striscia.
Nei due anni successivi il successo di Mafalda è mondiale. Nel frattempo Quino stipula un contratto per realizzare 260 animazioni a colori di 90 secondi l'una. I primi cartoni sono trasmessi in Argentina nel 1973, a cui segue una seconda serie di corti nel 1993.
Da allora, Quino disegna Mafalda pochissime altre volte e solo per attività connesse alla promozione dei diritti umani. Nel 1976 realizza un poster per l'UNICEF che illustra la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia.
Nel 1986 accetta di usare Mafalda nella campagna spagnola sulle prime elezioni dei consigli scolastici. Per questo progetto si riadattano dei vecchi disegni.
Nel 1987 Joan Manuel Serrat, cantautore catalano, chiede a Quino una striscia per il lancio del nuovo disco. Ma "per un equivoco tra un catalano e un andaluso", racconta Quino, la striscia arriva quando il disco è ormai in uscita.
Nel 1988 il Ministero per gli affari esteri argentino usa Mafalda per un manifesto che celebra la giornata universale dei diritti umani (10 dicembre) e il quinto anniversario della fine della dittatura.
Nel 1988 Quino realizza per l'Italia un manifesto sull'ecologia.
Il 23 ottobre 2009 Mafalda riappare, dopo 33 anni, in una vignetta sul quotidiano italiano La Repubblica, come critica alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi: la contestataria infatti riprende la frase "Non sono una donna a sua disposizione", pronunciata da Rosy Bindi e slogan di una campagna contro la sottomissione della donna.

I personaggi

Mafalda: ha sei anni e odia la minestra. Si comporta come ogni bambina della sua età, ma ha anche uno sguardo acuto e indagatore sul mondo e sulla vita. Si interessa dei problemi del mondo, come la Guerra del Vietnam, la fame o il razzismo. Quando chiede spiegazioni agli adulti, le sue domande sono sempre dirette e disarmanti, fino a provocare in loro crisi di nervi, curate col calmante "Nervocalm".

Mamma (Raquel, 6 ottobre 1964) e papá (Angel, 29 settembre 1964): i genitori di Mafalda sono una coppia normalissima, spesso sono in difficoltà a causa della personalità della figlia. Il papà lavora in un alienante ufficio di assicurazioni ed è appassionato di botanica. La mamma è casalinga, ha studiato pianoforte e frequentato l'università, ma l'ha abbandonata dopo il matrimonio. In una delle prime strisce, Mafalda incolpa il padre di questa rinuncia.

Felipe (19 gennaio 1965): è il migliore amico di Mafalda, con lui condivide le riflessioni sul mondo. È un sognatore, odia la scuola e preferisce i fumetti del Cavaliere solitario. Spesso è in difficoltà per il suo eccessivo senso di responsabilità. Abita nello stesso condominio di Mafalda. È ispirato al giornalista Jorge Timossi, amico di Quino.

Manolito (Manuel Goreiro, 29 marzo 1965): figlio di un droghiere spagnolo (che molte volte vende roba avariata o di scarsa qualità), mette il denaro sopra ogni altra cosa. Vende spesso caramelle agli amici fingendo di offrirle. A scuola è un po' zuccone, tuttavia va bene in matematica e in tutto ciò che può essere utile alla bottega del padre, in cui lavora come garzone. Sogna di essere un ricco manager e di possedere una catena di negozi.

Susanita (Susana Beatriz Chirusi, 6 giugno 1965): la sua visione del mondo è praticamente opposta a quella di Mafalda. Frivola e superficiale, tutto ciò che vuole dalla vita è un marito ricco e un numero enorme di figli, di cui uno che sia un medico affermato. Si disinteressa apertamente dei problemi del mondo e mostra disprezzo per i poveri e i bisognosi.

Guille (Guillermo, 1968): è il fratellino di Mafalda (in italiano Nando). Al contrario della sorella adora la minestra. A volte compete con Mafalda nelle sue riflessioni, ma lo fa inconsapevolmente. Gli piace molto Brigitte Bardot.

Miguelito (Miguel Pitti): è il personaggio più giovane e innocente. È vittima di numerose frustrazioni causate dal suo egoismo dietro il quale spesso si difende, ma in realtà è molto generoso. Con grande scandalo di Mafalda, ammira Mussolini, di cui "il nonno parla sempre così bene".

Libertad (15 febbraio 1970): è una bambina piccola piccola. La madre è una traduttrice di francese. Il padre non appare mai nelle strisce; di lui si sa solo che è socialista, che lavora in un "postaccio di fame" e che parla spesso alla figlia di una "rivoluzione sociale" da realizzare in un futuro imprecisato. Vive in un appartamento molto piccolo, la sua famiglia è in brutte condizioni economiche.

16.8.11

Silver






pseudonimo di Guido Silvestri, è un autore di fumetti italiano, noto soprattutto per aver dato vita al personaggio umoristico di Lupo Alberto.
Silver inizia a lavorare nel campo del fumetto nello studio di Franco Bonvicini - alias Bonvi - autore delle Sturmtruppen, con il quale compie il suo apprendistato. Lavora inizialmente su personaggi già famosi come Cattivik, Nick Carter e Capitan Posapiano; in breve amplia le sue attività iniziando ad essere autore delle proprie storie, sempre con questi personaggi come protagonisti.
Nel 1974 avviene la svolta nella sua carriera. Sul Corriere dei Ragazzi iniziano a essere pubblicate delle strisce con protagonisti gli animali di una fattoria. Nonostante la prima striscia in assoluto abbia come protagonista un gallo, è un simpatico lupo azzurro il vero protagonista della serie, ambientata nella Fattoria McKenzie, Lupo Alberto, appunto, follemente innamorato di una gallina, Marta, ed ostacolato da un grosso cane bobtail di nome Mosè, guardiano del pollaio. Il personaggio ed i suoi comprimari riscuotono subito un grande successo, sia nella redazione che tra il pubblico.
Le sue strisce, oltre che nel fumetto in edicola, si possono trovare anche sul settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, dove fa il verso ai programmi della televisione italiana.
Da oltre vent'anni vive a Milano.

20.7.11

peanuts










(letteralmente noccioline) era un fumetto giornaliero scritto e illustrato da Charles Monroe Schulz, pubblicato dal 2 ottobre 1950 al 13 febbraio 2000 (il giorno dopo la morte dell'autore). La striscia di fumetti (il fumetto era costituito appunto da strisce) è stata una delle più famose ed influenti in tutta la storia dei fumetti: è stata infatti pubblicata in oltre 2600 giornali, con un bacino di 355 milioni di lettori in 75 Paesi nel mondo ed è stata tradotta in 21 lingue diverse.
Nel 1999 Schulz decise di smettere di disegnare le strisce dei Peanuts, che pertanto si interruppero, secondo l'esplicita volontà dell'autore di non volere eredi che continuassero la serie.

La striscia Peanuts nacque originariamente con il titolo di Li'l Folks (personcine), una tavola domenicale a fumetti che comparve sul giornale della città natale di Schulz, il St. Paul Pioneer Press, dal 1947 al 1950. Il suo lavoro fu notato dalla United Feature Syndicate, che decise di pubblicare la nuova striscia che Schulz stava mettendo a punto. La striscia era simile alla tavola domenicale, ma presentava una serie di personaggi, anziché tanti piccoli personaggi senza nome. Avrebbe forse potuto mantenere il nome originale, non fosse che questo era troppo simile a quello di altre strisce famose all'epoca: Li'l Abner di Al Capp ed una striscia oggi dimenticata, Little Folks. Per evitare confusione, la syndication scelse il nome di "Peanuts", una scelta che non trovò Schulz particolarmente entusiasta. In un'intervista del 1987 questi dichiarò che "è un nome totalmente ridicolo, non ha significato, crea confusione e non ha dignità - e io credo che il mio umorismo abbia dignità". Presto la striscia ebbe un suo personaggio principale, Charlie Brown, modellato sull'infanzia dell'autore stesso, cui Schulz avrebbe voluto intitolare la striscia, cambiandone il nome in Good Ol' Charlie Brown.
Peanuts debutta il 2 ottobre 1950 su sette quotidiani statunitensi: il Washington Post, il Chicago Tribune, il Minneapolis Tribune, l'Allentown Call-Chronicle, il Bethlehem Globe-Times, il Denver Post ed il Seattle Times. Inizialmente venne pubblicata per sei giorni, le tavole domenicali non apparvero fino al gennaio 1952.
I primi anni della striscia somigliano già a ciò che sarebbe diventata in futuro, tuttavia vi sono alcune differenze. Il tratto è più spesso, il disegno più pulito e semplice ed i personaggi sono più tozzi; un esempio è la testa di Charlie Brown, che nelle prime strisce ha una forma più simile a quella di un pallone da rugby.
Peanuts è notevole per la sua abile critica sociale, specialmente se comparata con gli altri fumetti ad essa contemporanei negli anni cinquanta e sessanta. Schulz non denuncia esplicitamente i problemi legati alla razza, al genere ed alla disuguaglianza sociale ma li rende evidenti ad esempio nel disegnare un personaggio come Piperita Patty, la cui abilità atletica e la cui forza di carattere sono date per scontate, stridente con l'immagine delle ragazze veicolata dai media dell'epoca. Benché fosse cristiano ed avesse illustrato la Bibbia in classi di catechismo, Schulz si definiva un "umanista secolare". Politicamente moderato, ebbe anche a fare satira contro l'estrema destra cristiana, presentandola come ipocrita ed auto-assolutoria.
Schulz riuscì ad essere pungente con ogni tema che scelse. Nel corso degli anni spaziò su tutto, dalla guerra del Vietnam ai regolamenti sull'abbigliamento scolastico alla "nuova matematica". Una delle sue sequenze più premonitrici risale al 1963, quando inserì nel cast il personaggio di un bambino chiamato "5", le cui sorelle si chiamano "3" e "4", il cui padre ha cambiato il cognome della famiglia nel proprio codice postale per protestare su come i numeri vadano a sostituirsi alle identità delle persone. Un'altra sequenza critica l'ossessivo voler organizzare i giochi dei bambini, quando tutti i bambini del cast aderiscono a squadre organizzate per la realizzazione competitiva di pupazzi di neve e criticano Charlie Brown per il suo insistere a voler fare il proprio pupazzo di neve da solo, senza squadre e allenatori.
La serie di vignette di cui Schulz andò più fiero fu dei primi anni settanta, quando Charlie Brown comincia ad accusare uno strano disturbo che gli fa vedere ogni oggetto sferico - come il sole o le palline del gelato - come fosse una palla da baseball. Il disturbo peggiora fino a quando sulla sua testa rotonda si forma una strana cicatrice che somiglia in tutto e per tutto alle linee di giunzione di una palla da baseball. Charlie Brown viene mandato in campeggio per rimettersi e tiene in testa per tutto il tempo un sacchetto di carta. Gli altri bambini lo soprannominano "Sacco" e lo trattano con insolito rispetto fino addirittura ad eleggerlo presidente del campo. Pensando di essere ormai guarito, Charlie Brown esce una mattina presto per vedere l'alba, ma il sole, al suo sorgere nel cielo, gli appare come un'enorme faccia umana dall'espressione canzonatoria.
Peanuts è stata probabilmente la striscia a fumetti di maggior successo popolare tra gli anni 1965 e 1980, che possono esserne definiti il culmine. Moltissimi sono stati i libri e le raccolte pubblicati. Tuttavia, a metà degli anni ottanta altre strisce hanno raggiunto i Peanuts in popolarità: tra esse Doonesbury, Garfield, The Far Side, Bloom County e Calvin & Hobbes. Con la sua diffusione sui giornali, il merchandising e la cessione di licenze d'uso per le immagini, Peanuts ha rappresentato una grande fonte di reddito per Schulz.
Le strisce quotidiane dei Peanuts erano impaginate nel formato "salva-spazio" a 4 vignette sin dagli anni '50, con rarissime eccezioni sviluppate su 8 vignette. Nel 1975 lo spazio fu leggermente accorciato in orizzontale e nel 1988 Schulz abbandona lo schema classico iniziando ad utilizzare l'intera lunghezza della striscia, in parte per combattere le continue riduzioni di spazio, in parte per sperimentare.
Schulz ha disegnato ininterrottamente la striscia per 50 anni, senza avvalersi di assistenti, nemmeno per i testi e la colorazione. A cominciare dai primi anni '80 il suo tratto ha cominciato a tremare: il tremolio è diventato più visibile nel decennio successivo. Ciononostante ha continuato a disegnare fino a quando i suoi problemi di salute sono diventati insormontabili. L'ultima striscia è stata disegnata il 3 gennaio 2000 e pubblicata il giorno dopo la morte di Schulz, avvenuta il 12 febbraio successivo. Molti giornali statunitensi hanno cominciato a ripubblicare le vecchie strisce con il titolo di Classic Peanuts, questo in virtù delle ultime volonta di Schulz che nel suo testamento ha proibito la continuazione della serie dopo la sua morte.

I personaggi

Peanuts non ebbe un personaggio principale fin dall'inizio. Il suo cast iniziale era ridotto e vi comparivano solo Charlie Brown, Shermy, Patty (non Piperita Patty, che arrivò più tardi), ed un bracchetto, Snoopy. Presto però la striscia iniziò a concentrarsi maggiormente su Charlie Brown. Uno dei tratti principali di Charlie Brown è la sua instancabile testardaggine: non riesce mai a vincere una partita, ma continua a giocare a baseball; non riesce mai a far volare un aquilone, ma continua a provarci. Per qualcuno è l'esempio di un'ammirevole determinazione a cercare di fare del proprio meglio contro ogni avversità. Benché il suo complesso d'inferiorità sia evidente fin dall'inizio, nelle prime strisce riesce anche a piazzare qualche colpo nel confronto con Patty e Shermy. Alcune delle prime strisce raccontano anche dell'attrazione che Charlie Brown prova per Violet, il personaggio che viene successivamente aggiunto al cast.
Col passare degli anni Shermy e Patty appaiono meno spesso, mentre nuovi personaggi principali vengono aggiunti. Schroeder, Lucy van Pelt e suo fratello Linus debuttano come bambini molto piccoli - Schroeder esordisce avvolto in pannolini ed ancora incapace di parlare. Nelle prime strisce Snoopy compare come un cane sostanzialmente normale nei comportamenti, i cui pensieri ancora non vengono scritti esplicitamente.
I personaggi dei Peanuts non invecchiano, o lo fanno molto lentamente, eccetto il caso di personaggi neonati che nell'arco di pochi mesi o pochi anni raggiungono un'età simile a quella degli altri personaggi già presenti da tempo. Linus, ad esempio, nasce durante il primo paio d'anni della pubblicazione della striscia. Nell'arco dei primi dieci anni passa dall'infanzia ad un'età simile a quella di Charlie Brown, durante i quali lo vediamo imparare a parlare e a camminare con l'aiuto di Charlie Brown e della sorella maggiore, Lucy. Linus poi smette di crescere quando la sua età è circa un anno inferiore a quella di Charlie Brown. Lo stesso Charlie Brown debutta sulla striscia come un bambino di quattro anni e nell'arco dei vent'anni di pubblicazione successivi passa ad avere otto anni, dopo i quali la sua età si ferma. L'intera banda dei Peanuts può essere grossomodo divisa in tre generazioni:
Charlie Brown ed i suoi coetanei (Lucy, Shermy, Violet, Schroeder, etc.) - bambini di terza elementare
i fratelli e le sorelle minori (Linus, Sally, Frieda, Eudora e qualche altro personaggio minore) - circa uno o due anni più giovani rispetto ai precedenti
Replica (Ripresa in alcune strisce), il fratello più giovane di Linus e Lucy. Un altro personaggio che debutta come neonato e raggiunge poi un'età da asilo d'infanzia.
Negli anni sessanta la striscia inizia a dedicarsi maggiormente a Snoopy. A partire da questo periodo molti episodi iniziano a ruotare attorno alle vite fittizie di Snoopy, in cui esso s'immagina un asso del volo della prima guerra mondiale o un famoso giocatore di hockey, col divertimento e lo sbigottimento dei bambini che s'interrogano su cosa stia facendo e che talvolta partecipano all'azione. Nel corso della striscia, Snoopy ha impersonato oltre 150 personaggi diversi, da "Joe Falchetto" ("Joe Cool" in inglese) a Topolino, dall'avvoltoio all'avvocato.
Schulz continuò ad aggiungere nuovi personaggi, in particolare quello di Patricia Reichardt, meglio nota come Piperita Patty (Peppermint Patty nell'originale). Patty è una bambina decisa, atletica, un poco grossolana che sconvolge il mondo di Charlie Brown chiamandolo "Ciccio" (Chuck nell'originale), facendogli la corte e rivolgendogli complimenti che lui non è ben sicuro di meritare. Patty - capitano di un'altra squadra di baseball che si incontra con la squadra di Charlie Brown - porta con sé una nuova serie di personaggi, tra cui il primo personaggio nero, Franklin, e l'amica "secchiona" Marcie Johnson, che chiama Patty "capo" (sir nell'originale) e Charlie Brown "Charles" (tutti gli altri personaggi lo chiamano sempre "Charlie Brown" eccetto Eudora, che lo chiama anch'essa "Charles" e Peggy Jean - un personaggio minore dei primi anni '90 - che, fuorviata involontariamente dallo stesso Charlie Brown, lo chiama "Brownie Charles"). Qualcuno ha ipotizzato che Piperita Patty e Marcie rappresentino un'allusione a una coppia lesbica, ma questa sembra essere una mera speculazione, dato il manifesto affetto che entrambe provano per Charlie Brown. Nell'aspetto e nel comportamento, Marcie ricorda una versione più giovane del personaggio di Zolletta Huan in Doonesbury.
Tra gli altri personaggi si annoverano la sorella minore di Charlie Brown, Sally, innamorata cotta di Linus; l'uccello Woodstock amico di Snoopy che parla una sua lingua resa solo con serie di barrette verticali e che qualche volta lo si può vedere insieme ai suoi coetanei (Conrad, Bill e Olivier); Pigpen, il bambino perennemente sporco, capace di sollevare nubi di polvere persino da un marciapiede pulito e Spike, uno dei fratelli di Snoopy, che vive nel deserto. Un altro personaggio importantissimo (ma sempre "fuori campo" e mai disegnato) è la ragazzina dai capelli rossi di cui Charlie Brown è innamorato cotto senza riuscire a trovare mai il coraggio di parlarle a causa della sua estrema timidezza. Un altro personaggio spesso citato (ma comparso una sola volta nelle strisce) merita una menzione lo stupido gatto dei vicini, odiatissimo (e altrettanto temuto) da Snoopy; eterno avversario del bracchetto nella vita "reale" almeno quanto il maledetto barone rosso lo è nella fantasia. In alcune strisce, oltre a Spike, appaiono altri due fratelli di Snoopy: un maschio, Pallino, e una femmina, Belle, che vive a Kansas City col figlio.
Peggy Jean è una ragazza che Charlie Brown conosce ad un campeggio. La loro storia non durerà molto: infatti la prima volta che Charlie Brown vede Peggy si confonde e dice di chiamarsi "Browny Charles". Così tutte le lettere che la ragazza manda a Charlie vengono destinate con il nome sbagliato. Sally, raccogliendo la posta e non conoscendo quel nome, non dà le lettere al fratello rendendo impossibile la relazione tra i due bambini.