venerdì 30 settembre 2011

Virginia Woolf





« Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna? »
(Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé, 1929)

Adeline Virginia Woolf, nata Stephen, è stata una scrittrice, saggista e attivista britannica. Considerata come uno dei principali letterati del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi; fu, assieme al marito, militante del fabianesimo, nel periodo fra le due guerre fu membro del Bloomsbury Group e figura di rilievo nell'ambiente letterario londinese. Le sue più famose opere comprendono i romanzi La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927) e Orlando (1928). Tra le opere di saggistica emergono Il lettore comune (1925) e Una stanza tutta per sé (1929); nella quale ultima opera compare il famoso detto "una donna deve avere denaro, cibo adeguato e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi".
Virginia Woolf nacque a Londra nel 1882 in una casa al civico 22 di Hyde Park Gate; da genitori entrambi vedovi alle seconde nozze. Suo padre, sir Leslie Stephen fu un notevole autore, critico e alpinista. Sua madre, Julia Prinsep-Stephen (nata Jackson) (1846-1895), venne al mondo in India dal dottor John e dalla moglie Mary Pattle Jackson e in seguito si trasferì in Inghilterra con la madre, dove iniziò una carriera come modella per pittori del calibro di Edward Burne-Jones. A parte i rispettivi figli di primo letto e Virginia, gli Stephen ebbero altri tre figli: Vanessa (1879-1961), Thoby (1880-1906) e Adrian (1883-1948). Julia aveva già avuto tre figli dal suo primo marito, Herbert Duckworth: George (1868-1934), Stella (1869-1897) e Gerald Duckworth (1870-1937). Leslie aveva avuto una figlia dalla sua prima moglie, Minny Thackeray: Laura M. Stephen (1870-1945), che venne successivamente dichiarata mentalmente instabile.
Leslie Stephen, quale letterato di fama nell'ambiente inglese e per la sua parentela col popolarissimo William Thackeray in quanto vedovo della figlia Minny Thackeray), fece sì che i suoi figli fossero allevati in un ambiente colmo di influenze della società letteraria vittoriana. Henry James, Thomas Stearns Eliot, George Henry Lewes, Julia Margaret Cameron (una zia di Julia Stephen), e James Russell Lowell (padrino della stessa Virginia) furono tra i più frequenti visitatori di casa Stephen. Anche la madre della giovane scrittrice aveva rapporti ed affinità con personaggi di rilievo; addirittura discendente di un servitore di Maria Antonietta, ella proveniva da una famiglia che ha lasciato vive impronte nella società britannica del tempo , modelli per artisti e fotografi successivi. A Virginia, come prescriveva la regola educativa vittoriana, non fu concesso di frequentare alcun istituto scolastico. La madre si premurò di darle direttamente o indirettamente lezioni di latino e francese, ed il padre le consentì sempre di leggere i libri che teneva nella biblioteca del suo studio.
Virginia e il fratello Thoby manifestano subito la loro inclinazione letteraria e danno vita ad un giornale domestico Hyde Park Gate News, in cui scrivono storie inventate e danno vita ad una sorta di diario familiare. Secondo le memorie della Woolf, i ricordi più vivi e sereni della sua infanzia non erano quelli di Londra ma quelli invece di Saint Ives in Cornovaglia, dove la famiglia passava ogni estate fino al 1895 e dove fa importanti conoscenze per esempio con Meredith e Henry James. La residenza estiva degli Stephens, Talland House, guardava sulla Baia di Porthminster. Le memorie e le impressioni di queste vacanze in famiglia confluirono e influenzarono successivamente uno dei suoi scritti di maggior successo, Gita al faro. Tuttavia il periodo di felicità non durò molto. Nel 1895, a soli tredici anni Virginia è colpita da un primo grave lutto: muore la madre. Il padre, anche lui duramente colpito dalla perdita, vende l'amata casa al mare. Solo due anni dopo muore invece la sorellastra, Stella e nel 1904 il padre. Questi eventi la portano al primo serio crollo nervoso.
Nel racconto autobiografico "Momenti di essere e altri racconti" riportò che lei e la sorella Vanessa Bell subirono abusi sessuali da parte dei fratellastri George e Gerald Duckworth. Questo ha sicuramente influito sui frequenti esaurimenti nervosi, sulle crisi depressive e sui forti sbalzi d'umore che hanno caratterizzato la vita della scrittrice e che la porteranno, dopo diversi tentativi, al suicidio. Le moderne tecniche diagnostiche hanno portato ad una postuma diagnosi di disturbo bipolare unito, probabilmente, negli ultimi anni, ad una psicosi.
Dopo la morte del padre, dunque, si trasferì con la sorella a Bloomsbury, dove con ella diede vita al primo nucleo del circolo intellettuale noto come Bloomsbury Group. Cominciò a scrivere nel 1905, inizialmente, per il supplemento letterario del Times. Fa conoscenza con importanti intellettuali, tra cui Bertrand Russell, Edward Morgan Forster, Ludwig Wittgenstein e colui che successivamente diverrà suo marito. Il gruppo si fa chiamare Gli apostoli. Nel 1912 sposò Leonard Woolf, un teorico della politica. Il suo primo libro The Voyage Out (La crociera), fu pubblicato nel 1915. Ebbe relazioni con alcune donne come Violet Dickinson, Vita Sackville-West, Ethel Smyth, che influenzarono profondamente la sua vita e le sue opera letterarie.
Assieme ai fratelli Thoby e Vanessa si trasferisce presso Hyde Park Gate, nel quartiere londinese di Bloomsbury, dove prende vita il Bloomsbury set, formato da coloro che ormai sono gli ex Apostoli. Esso sarà destinato a dominare per oltre un trentennio la cultura e la letteratura inglesi. Nascono così le "serate del giovedì"; riunioni alle quali partecipano intellettuali di alta posizione per discutere di politica, lettere e arte. Alimentata da questo clima di fervore intellettuale Virginia inizia a dare ripetizioni serali alle operaie in un collegio della periferia. Intanto medita nei gruppi delle suffragette, pubblica le prime critiche letterarie (per il "Times Literary Supplement", il "Guardian", il "Cornbill" e la "National Review") e prosegue alla scrittura dei suoi futuri successi. Nel 1913 però, dopo aver scritto il primo libro, cade in una seconda depressione e tenta il suicidio. Per farle trovare fiducia ed equilibrio il marito le propone di fondare un'impresa editoriale e nasce la Hogarth Press che pubblicherà Katherine Mansfield, Italo Svevo, Sigmund Freud, Thomas Stearns Eliot, James Joyce e la stessa Virginia Woolf.
Nel 1919 pubblica il racconto Kew Gardens e nel 1920 il romanzo Notte e giorno. Nelle opere successive appare chiaro e definitivo l'utilizzo dello stile del "flusso di coscienza" (La signora Dalloway e Gita al faro). Virginia è attivista all'interno dei movimenti femministi per il suffragio delle donne e riflette più volte, nelle sue opere, sulla condizione femminile. In Una stanza tutta per sé del 1929 si tratta il tema della discriminazione del ruolo della donna mentre in Le tre ghinee del 1938 si vede approfondito quello della figura dominante dell'uomo nella storia contemporanea. Il rapporto con la donna viene visto anche sul piano sentimentale dalla stessa Woolf con la sua storia d'amore con Vita Sackville-West che si riflette nel romanzo Orlando.
Nell'estate del 1940 pubblica l'ultima opera; Tra un atto e l'altro, mentre la Gran Bretagna è in guerra. Intanto le sue crisi depressive si fanno sempre più violente e incalzanti. Virginia ama circondarsi di persone ma quando è sola ricade nello stato d'ansia e di sbalzi d'umore tipico della malattia. A contribuire all'aumento delle sue fobie è il procedere della guerra. Infine il 28 marzo del 1941, si riempì le tasche di sassi e si lasciò annegare nel fiume Ouse, non lontano da casa, nei pressi di Rodmell. Lasciò una toccante nota al marito:

(EN)
« Dearest, I feel certain that I am going mad again. I feel we can't go through another of those terrible times. And I shan't recover this time. I begin to hear voices, and I can't concentrate. So I am doing what seems the best thing to do. You have given me the greatest possible happiness. You have been in every way all that anyone could be. I don't think two people could have been happier 'til this terrible disease came. I can't fight any longer. I know that I am spoiling your life, that without me you could work. And you will I know. You see I can't even write this properly. I can't read. What I want to say is I owe all the happiness of my life to you. You have been entirely patient with me and incredibly good. I want to say that – everybody knows it. If anybody could have saved me it would have been you. Everything has gone from me but the certainty of your goodness. I can't go on spoiling your life any longer. I don't think two people could have been happier than we have been. V »
(IT)
« Sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò. Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto facendo quella che sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la maggiore felicità possibile. Sei stato in ogni modo tutto ciò che chiunque avrebbe mai potuto essere. Non penso che due persone abbiano potuto essere più felici fino a quando è arrivata questa terribile malattia. Non posso più combattere. So che ti sto rovinando la vita, che senza di me potresti andare avanti. E lo farai lo so. Vedi non riesco neanche a scrivere questo come si deve. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che devo tutta la felicità della mia vita a te. Sei stato completamente paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dirlo – tutti lo sanno. Se qualcuno avesse potuto salvarmi saresti stato tu. Tutto se n'è andato da me tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi. V. »
(Virginia Woolf)

Le sue ceneri sono state seppellite nel giardino della Monk's House, a Rodmell (Sussex, Inghilterra) sotto un olmo. Virginia ha sofferto per emicranie che l'hanno costretta a letto anche per mesi.

Romanzi

1913 The Voyage out - La crociera
1920 Night and Day - Notte e giorno
1922 Jacob's room - La stanza di Jacob
1925 Mrs Dalloway - La signora Dalloway
1927 To the Lighthouse - Gita al faro tradotto anche come Al faro
1928 Orlando: A Biography - Orlando
1931 The Waves - Le onde
1937 The Years - Gli anni
1941 Between the Acts - Tra un atto e l'altro (postumo)

Racconti brevi

Una casa infestata
A Society
Monday or Tuesday
An Unwritten Novel
The String Quartet
Blue & Green
Kew Gardens
The Mark on the Wall
Il nuovo abito
La duchessa e il gioielliere

Saggi

1919 Modern Fiction (poi rivisto in The Common Reader)
1923 How It Strikes a Contemporary
1924 Mr. Bennett e Mrs. Brown
1925 The Common Reader - Il lettore comune (n. ed. a cura di Andrew McNeillie, 1984)
1926 How Should One Read a Book?
1927 The Narrow Bridge of Art
1927 The Art of Fiction
1929 A Room of One's Own - Una stanza tutta per sé
1929 Women and Fiction
1932 A Letter to a Young Poet
1932 The Second Common Reader - Il lettore comune (seconda serie) (n. ed. a cura di Andrew McNeillie, 1986)
1937 Craftsmanship
1938 Three guineas - Le tre ghinee
1940 The Leaning Tower
1942 The Death of the Moth (postumo)
1947 The Moment (postumo)
1950 The Captain's Death Bed (postumo)
1958 Granite and Rainbow (postumo)
1967 Collected Essays (a cura di Leonard Woolf, raccolta in 4 voll. comprendente le due serie di Common Reader, e i volumi postumi tranne il Diario)
1979 Women and Writing (antologia a cura di Michèle Barrett)
1987-2011 The Essays (raccolta completa in 6 voll.)

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