venerdì 29 luglio 2011

Ilaria Alpi





è stata una giornalista italiana del TG3, uccisa in Somalia assieme all'operatore Miran Hrovatin.
Dopo il diploma conseguito presso il liceo ginnasio "Tito Lucrezio Caro" di Roma, si laureò in Lettere dopo aver seguito i corsi di lingue e cultura islamica presso il Dipartimento di Studi Orientali dell'Università degli studi di Roma "La Sapienza".
Grazie anche all'ottima conoscenza delle lingue (arabo, francese, inglese) ottenne le prime collaborazioni giornalistiche dal Cairo per conto di Paese Sera e de L'Unità. Successivamente vinse una borsa di studio per essere assunta alla Rai.

Il caso Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Ilaria Alpi fu uccisa mentre si trovava a Mogadiscio come inviata del TG3 per seguire la guerra civile somala e per indagare su un traffico d'armi e di rifiuti tossici illegali in cui probabilmente la stessa Alpi aveva scoperto che erano coinvolti anche l'esercito ed altre istituzioni italiane. Nel novembre precedente era stato ucciso sempre in Somalia, in circostanze misteriose il sottufficiale del SISMI Vincenzo Li Causi, informatore della stessa Alpi sul traffico illecito di scorie tossiche nel paese africano
La perizia della polizia scientifica ricostruì la dinamica dell'azione criminale, stabilendo che i colpi sparati dai kalashnikov erano indirizzati alle vittime, poiché l'autista e la guardia del corpo rimasero indenni.
Secondo alcune interpretazioni, i due giornalisti avrebbero scoperto un traffico internazionale di veleni, rifiuti tossici e radioattivi prodotti nei Paesi industrializzati e stivati nei Paesi poveri dell'Africa, in cambio di tangenti e armi scambiate coi gruppi politici locali. La commissione non ha però approfondito la possibilità che l'omicidio possa essere stato commesso per le informazioni raccolte dalla Alpi sui traffici di armi e di rifiuti tossici, che avrebbero coinvolto anche personalità dell'economia italiana.
Sulla "scena del delitto" erano presenti due troupes televisive: quella della Svizzera italiana (RTSI) ed una americana (ABC).
Le immagini che ci sono giunte, di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin colpiti ed accasciati nell'abitacolo del loro fuoristrada, sono state girate dall'operatore dell'Abc, di origine greca, trovato ucciso qualche mese dopo a Kabul in una stanza d'albergo. Vittorio Lenzi, operatore della troupe svizzera-italiana è rimasto vittima di un incidente stradale sul lungolago di Lugano (mai chiarito del tutto nella dinamica).

I lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta

Il suo presidente Carlo Taormina espresse la tesi che l'omicidio fosse avvenuto dopo un fallito tentativo di rapimento da parte di alcuni abitanti di Mogadiscio per un presunto risentimento dei somali nei confronti del popolo italiano. Queste dichiarazioni fecero eco a quelle del 7 febbraio 2006 quando dichiarò: «I due giornalisti nulla mai hanno saputo e in Somalia passarono una settimana di vacanze conclusasi tragicamente».
Nell'opposizione parlamentare ci si soffermò, invece, su alcune indubbie anomalie del modo di procedere della Commissione d'inchiesta, che potrebbero averne falsato le risultanze. Quella che nella XIV legislatura da uno dei suoi componenti (l'onorevole Vincenzo Fragalà) fu definita “l'unica Commissione parlamentare della storia della Repubblica che svolge sul serio l'attività di inchiesta (le altre hanno sempre fatto salotto)”, nel suo regolamento interno, il 3 marzo 2005 introdusse un articolo 10-bis riguardante le deliberazioni incidenti sulle libertà costituzionalmente garantite. Ciò fu presentato dal Presidente, Taormina, come la risposta ad un quesito posto da tempo in importanti scritti di costituzionalisti: quello di assicurare che la ricerca di un'azione investigativa fosse condivisa da tutte le forze politiche. In realtà, la ricchissima disamina della materia dell'articolo 82 della Costituzione riscontra un'esigenza di utilizzazione dello strumento numerico essenzialmente ad altro fine (quello dei maggiori o minori quorum da raggiungere per istituire una Commissione di inchiesta). Poco o nulla si rinviene, invece, sulla questione delle deliberazioni della Commissione d'inchiesta, che in tempi di consensualismo antico decidevano all'unanimità le modalità di esercizio dei loro poteri istruttori.
Una prassi che in tempi di contrapposizioni e di impiego delle inchieste come mezzo di lotta politica sono state abbandonate. Ma all'autosospensione dalla Commissione dell'allora deputato Mauro Bulgarelli, in quella circostanza Taormina rispose chiedendo a tutti di rispondere assicurando la prosecuzione dell'attività dell'organo: ecco perché la norma introdotta nel Regolamento interno tendeva a prevedere che per l'esercizio dei poteri coercitivi la Commissione potesse deliberare all'unanimità dei soli presenti.
La cosa fu accolta con favore dall'allora opposizione, in quanto veniva incontro ad un'esigenza di consacrazione dello statuto delle minoranze in un organo parlamentare. Ma sulla base di quella norma furono emanati dalla Commissione Taormina cinque decreti di perquisizione, presso abitazioni private o uffici pubblici; furono disposte con decreto motivato intercettazioni di numerose utenze telefoniche, fisse e mobili, in un caso anche telematiche, per periodi di tempo anche prolungati.
È innegabile che con quella norma fu consacrata una prassi di esercizio del potere di inchiesta non meramente documentale: una coercizione nell'ingresso a luoghi e nella libertà e riservatezza delle persone, fino a quel momento tutt'altro che pacifica nel lavoro delle Commissioni di inchiesta. La giurisprudenza costituzionale, infatti, è estremamente prudente in ordine al compito delle Commissioni parlamentari di inchiesta, che “non è di giudicare, ma solo di raccogliere notizie e dati necessari per l'esercizio delle funzioni delle Camere” (sentenza n. 231 del 1975). In altri termini, non trattandosi di esercizio di funzioni di polizia né sanzionatorie, l'articolo 82 della Costituzione “pone un limite all'attività delle Commissioni parlamentari di inchiesta nei casi di incidenza su posizioni soggettive giuridicamente protette” (Cassazione penale, sezioni unite, 12 marzo 1983).
Nella relazione conclusiva della Commissione di cui era presidente, Taormina sostenne che la norma regolamentare in questione opera “da un punto di vista dei rapporti con i terzi, il rafforzamento delle garanzie del cittadino attinto da un provvedimento, il quale sarà posto in essere solo in quanto risultato positivo al giudizio di legittimità, di merito nonché di opportunità politica effettuato da tutti i membri dell'organismo parlamentare presenti in seduta”. Ma l'unica, vera garanzia è l'esistenza di un organo terzo cui affidare il controllo, in ordine alla riconducibilità della fattispecie al parametro di riferimento offerto dalla Costituzione.
Nella successiva legislatura una norma che seguiva la medesima struttura e finalità – anche se prevedeva non l'unanimità dei presenti ma la maggioranza dei due terzi dei componenti – fu proposta all'interno della legge istitutiva di una Commissione di inchiesta, quella antimafia.
Infine, il presidente Taormina sosteneva che “la brutalità dei numeri è certamente qualcosa che cozza con l'esigenza dell'accertamento dei fatti”. Eppure, in materia di diritti pubblici di libertà non è giusto ciò che raggiunge il maggior numero di consensi: la legittimità non si vota, perché un errore di diritto può procedere anche dalla volontà della maggioranza.
In data 11 febbraio 2008 la Corte Costituzionale, Sentenza depositata 13 febbraio 2008), n. 26 ha dichiarato che
"...non spettava alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin adottare la nota del 21 settembre 2005 (prot. n. 2005/0001389/SG-CIV), con la quale è stato opposto il rifiuto alla richiesta, avanzata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Roma, di acconsentire allo svolgimento di accertamenti tecnici congiunti sull'autovettura corpo di reato, ed annulla, per l'effetto, tale atto."
Nel gennaio 2011 la Commissione parlamentare annuncia la riapertura delle indagini sul caso.

In ricordo di Ilaria Alpi

Dal 1995 si assegna ogni anno a Riccione il Premio Ilaria Alpi alle migliori inchieste televisive italiane dedicate ai temi della pace e della solidarietà.
Il film del 2003 Ilaria Alpi - Il più crudele dei giorni di Ferdinando Vicentini Orgnani ripercorre questa tragica storia.
Nel 1997 i Gang le hanno dedicato la canzone Chi ha ucciso Ilaria Alpi?, mentre nel 2010 i Pooh hanno scritto la canzone Reporter, struggente ballata contenuta nell'album Dove comincia il sole e dedicata a Ilaria e a una sua illustre collega, Oriana Fallaci.
Nel 2007 debutta al Premio Ilaria Alpi il monologo di teatro civile "La Vacanza" scritto da Marina Senesi e Sabrina Giannini. Interpretato da Marina Senesi. Premio Anacapri 2007
Nel maggio 2009, Daniele Biacchessi scrive la storia di Ilaria Alpi nel suo libro Passione reporter.
L'ONG Emergency le ha intitolato il centro chirurgico di Battambang, in Cambogia. Le sono poi stati intitolati numerose strade, parchi, scuole, biblioteche ed altri luoghi pubblici.
È attualmente in fase di lavorazione il film a disegni animati Ilaria & Miran - Alla ricerca della verità di Marco Giolo che riassume le vicende fino ai giorni nostri.
Ad Ilaria Alpi è stato intitolato il liceo scientifico di Rutigliano, in provincia di Bari.

Targhe e premi

1994, Targa, Comunità Aperta, Riccione
1994, Targa, Premio Nazionale alla Professionalità, Serrone, Fiuggi
1995, Targa, Ordine dei Giornalisti, Torino
1994, Premio, Penne Pulite, Sarteano, Siena
2005, Premio, Antonio Russo, Francavilla al mare, Chieti
2003, Premio, Mario de Murtas, Alghero
1995, Premio, Il libro, fiera internazionale, Messina
Targa, Circoscrizione VIII, Roma
1994, Premio, Nazionale Chia per la cronaca fotografica e televisiva, Chia, Cagliari
1994, Premio, Prof. G.Moscati, Casanova, Caserta
1995, Premio, Professionale Reporter: l'immagine del giornalismo nel cinema.
1995, Premio giornalistico Roberto Ghinetti, San Miniato, Pisa
1994, Targa, Ricordo Serming
1994, Premio giornalistico, Rotary Club - Carlo Casalegno, Roma
2003, Premio giornalistico, Andrea Barbato, Mantova
2003, 04, 05, Premio giornalistico, Camera dei deputati
Concorso giornalistico, Roma per Roma, Campidoglio
1995, Premio, Antonino Buttitta, Messina
Cittadinanza onoraria e Medaglia d'oro, Sesto S. Giovanni, Milano

1 commento:

  1. fintanto che esisterà il segreto di Stato, i cittadini non verranno mai a conoscenza di nulla.
    Lasciate un commento se vi va, grazie

    RispondiElimina