martedì 26 luglio 2011

Diego Abatantuono





« Senti sbarbatello, ì so' milanese cento pe' cento e se c'ho l'accento che c'ho, lo tengo perché fa rustico »
(I fichissimi)

è un attore, comico, sceneggiatore, e conduttore televisivo italiano.
Celebre per il personaggio del "terrunciello", che ha condiviso con Giorgio Porcaro, si è poi ritagliato un suo spazio nel cinema italiano anche una volta abbandonata tale maschera.
Agli inizi della sua carriera ha fatto parte del Gruppo Repellente, ideato da Enzo Jannacci e Beppe Viola, assieme ad attori quali Massimo Boldi, Giorgio Faletti, Ernst Thole, e altri.

Nasce nel quartiere di Viale Aretusa, nella periferia Occidentale di Milano, ma cresce nel quartiere popolare delle Case Minime vicino al Lorenteggio dove abitavano i nonni paterni: amici d'infanzia del quartiere sono l'attore Ugo Conti e il giornalista Enrico Mentana. Il padre, Matteo, era un calzolaio nato a Vieste (Provincia di Foggia, Puglia), la madre Rosa era comasca e di mestiere faceva la guardarobiera nel locale di avanspettacolo dei suoi fratelli, il famosissimo (all'epoca) Derby Club di Milano.
Nel 1984 ha sposato Rita Rabassini dalla quale ha avuto una figlia nel 1985, Marta. Dopo la fine del matrimonio, nel 1987, ha avuto due figli, Matteo (1995) e Marco (1997), da Giulia Begnotti.

Il Derby

Gli zii di Diego, Gianni e Angela Bongiovanni, sono i proprietari del celebre Derby Club di Milano. Nel locale la madre Rosa fa la guardarobiera e perciò fin da piccolo Abatantuono cresce nell'ambiente del cabaret, assistendo alle prove degli artisti del locale.

Durante l'adolescenza incomincia a frequentare il locale di sera e a svolgere la mansione di tecnico delle luci, mentre durante il giorno frequenta l'Istituto Tecnico Industriale. Come tecnico delle luci viene adottato da I Gatti di Vicolo Miracoli, che lo portano con loro in giro per le serate.
Qui si impone con un personaggio comico inventato assieme a Giorgio Porcaro: l'immigrato meridionale milanese. Con loro due e Massimo Boldi, Mauro Di Francesco, Giorgio Faletti, Ernst Thole, e altri, Enzo Jannacci e Beppe Viola formano il Gruppo Repellente, con il quale mettono in piedi lo spettacolo La tappezzeria, in seguito al quale il gruppo partecipa al programma televisivo trasmesso dalla sede milanese di Raidue Saltimbanchi si muore.

Il cinema

Il primo approccio con il cinema avviene grazie a I Gatti di Vicolo Miracoli che lo portano con loro a fare un provino. Qui viene notato dal regista Romolo Guerrieri che gli offre una parte nel film Liberi armati pericolosi. Dopo una serie di partecipazioni, soprattutto a commedie, quali Saxofone, Prestami tua moglie, Fantozzi contro tutti, Arrivano i gatti, Il pap'occhio e altri, la prima vera parte da protagonista la ottiene con il film Il tango della gelosia (1981) di Steno, ruolo che gli fu affidato su insistenza di Monica Vitti.

Il tango della gelosia decreta così il successo del personaggio del "terrunciello", che porterà Abatantuono a firmare il contratto per il seguente I fichissimi, e infine per Eccezzziunale... veramente di Carlo Vanzina, che lo consacra definitivamente in tale ruolo, e per il quale Abatantuono registra anche la colonna sonora, cantando la canzone omonima. Seguono Viuuulentemente mia, Sballato, gasato, completamente fuso di Steno, Attila flagello di Dio, Grand Hotel Excelsior, Il ras del quartiere, e altri.. Sia "Attila flagello di Dio" che quest'ultimo film ebbero scarso successo ai botteghini, e l'attore abbandona il personaggio che tanto lo aveva portato al successo.
Si dedica per un po' a spettacoli teatrali,ma fu Pupi Avati a dargli la svolta intuiendone le potenzialità di attore anche drammatico, inserendolo nel dittico Regalo di Natale (1986) e La rivincita di Natale (2004), nonché in Il testimone dello sposo (1997), La cena per farli conoscere (2007) e Gli amici del bar Margherita (2009). Dopo aver interpretato ancora un ruolo drammatico in Un ragazzo di Calabria (1987) di Luigi Comencini, ha fondato una propria casa di produzione, la Colorado Film, grazie alla quale si è riaffermato come uno dei personaggi più interessanti del nuovo cinema italiano, con I cammelli (1988) di Giuseppe Bertolucci e il ciclo di film di Gabriele Salvatores, che lo consacrano definitivamente come attore di talento: Marrakech Express (1989), Turné (1990), Mediterraneo (1991), premiato con l'Oscar per il migliore film straniero (1992), Puerto Escondido (1992), Nirvana (1996), Amnèsia (2002), Io non ho paura (2003) e Happy Family (2010).
Tra le altre interpretazioni ricordiamo Il toro (1994) di Carlo Mazzacurati, Camerieri di Leone Pompucci (1995), Matrimoni (1998) di Cristina Comencini, Concorrenza sleale (2000) di Ettore Scola, L'abbuffata (2007) di Mimmo Calopresti e I mostri oggi (2009) di Enrico Oldoini.

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