lunedì 10 ottobre 2011

James Joyce






« Quando un'anima nasce in questo paese le vengono gettate delle reti per impedire che fugga. Tu mi parli di religione, lingua e nazionalità: io cercherò di fuggire da quelle reti. »
(James Joyce, Ritratto dell'artista da giovane)

James Augustine Aloysius Joyce è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo irlandese. Benché la sua produzione letteraria non sia molto vasta è stato di fondamentale importanza per lo sviluppo della letteratura del ventesimo secolo, in particolare della corrente modernista. Il suo romanzo più noto, Ulisse, è una vera e propria rivoluzione rispetto alla letteratura dell'Ottocento, e il successivo e controverso Finnegans Wake ne è l'estremizzazione.
Il suo carattere anticonformista e critico verso la società irlandese e la Chiesa cattolica traspare in opere come Gente di Dublino - palesato dalle famose epifanie - e soprattutto in Ritratto dell'artista da giovane.
Durante la sua vita intraprese molti viaggi attraverso l'Europa, ma l'ambientazione delle sue opere, così saldamente legata a Dublino, lo fece diventare uno dei più cosmopoliti e allo stesso tempo più locali scrittori irlandesi.

James Joyce nacque a Rathgar, un elegante sobborgo di Dublino, il 2 febbraio 1882, in una famiglia profondamente cattolica, primogenito di Mary Jane Murray e John Stanislaus Joyce. Nel 1887, lasciato il lavoro di doganiere, John Joyce viene nominato esattore delle tasse dalla Dublin Corporation e la famiglia si trasferisce a Bray, una cittadina venti chilometri a sud di Dublino.
Qui Joyce venne morso da un cane, episodio all'origine della sua fobia. Aveva anche paura dei temporali perché una zia molto religiosa gli disse che erano un segno dell'ira di Dio. Le paure avrebbero sempre fatto parte dell'identità di Joyce e sebbene avesse il potere di superarle, non lo fece mai. Nel 1891 James Joyce scrive la sua prima opera, un pamphlet accusatorio nei confronti di Timothy Healy, reo di aver abbandonato nel mezzo di uno scandalo il leader del partito autonomista, Charles Stewart Parnell, che si suicidò nel 1891. Con la morte di Parnell l'autonomia irlandese era più lontana e John Joyce, autonomista convinto, era infuriato per questa vicenda tanto da far stampare alcune copie dell'opera prima di Joyce e spedirne una addirittura alla Biblioteca Vaticana. Tutte le copie sono andate perdute.
Nel novembre dello stesso anno John Joyce venne sospeso dal lavoro e non riusci più a pagare la retta del prestigioso Clongowes Wood College, che James frequentava dal 1888. James studia per qualche tempo a casa, poi brevemente alla scuola dei Fratelli Cristiani fino a quando grazie agli ottimi voti viene accolto gratuitamente al Belvedere College, un collegio gesuita, anche con la speranza di una vocazione. A sedici anni Joyce ha già sviluppato il carattere anticonformista e ribelle che lo contraddistinguerà anche in futuro e rifiuta il Cristianesimo, anche se la filosofia di San Tommaso d'Aquino avrà una forte influenza sulla sua vita. Al Belvedere College ottiene ottimi risultati e vince più di una competizione accademica.
Nel 1893 la situazione economica già precaria si aggrava quando John Joyce, per pagare un debito, è costretto a vendere le sue proprietà a Cork. L'alcolismo di John e la cattiva gestione delle finanze porteranno al declino della famiglia.

Gli anni dell'università

Joyce si iscrisse all'University College di Dublino nel 1898 dove studiò lingue moderne, in particolare inglese, francese e italiano. Manifesta ben presto il suo carattere anticonformista rifiutando di sottoscrivere una protesta contro La contessa Cathleen, un dramma di William Butler Yeats, per alcuni diffamatorio nei confronti dell'Irlanda. In risposta ad alcune provocazioni contro Ibsen (un autore al tempo considerato immorale), in una delle riunioni del Literaly and Historical Society, un circolo storico-letterario di cui Joyce faceva parte, il 20 gennaio 1900 Joyce tenne un discorso pubblico sul tema Teatro e vita proponendo proprio Ibsen come modello di riferimento, un autore che per Joyce fu una vera scoperta. Dello stesso autore pubblicherà poco dopo sulla rivista Fortinghly Review una recensione di Quando noi morti ci destiamo per la quale ricevette una lettera di ringraziamento dal drammaturgo norvegese.
Col compenso per la recensione si recò brevemente a Londra con suo padre e ritornato in Irlanda si trasferì a Mullingar, dove cominciò la traduzione di alcune opere del drammaturgo tedesco Gerhart Hauptmann con la speranza che l'Irish Theatre accettasse di rappresentarle, ma la proposta venne declinata perché Hauptmann non era un autore irlandese. Da quest'esperienza Joyce trae spunto per scrivere il pamphlet Il giorno del Volgo, denuncia del provincialismo della cultura irlandese.
Il 31 ottobre 1902 Joyce consegue la laurea. Durante l'università scrisse anche altri articoli e almeno due commedie che sono andati perduti. Sono anche gli anni delle sperimentazioni letterarie cui Joyce stesso diede il nome di epifanie che ritroveremo poi in Gente di Dublino.

La morte della madre e l'incontro con Nora

Un mese dopo si trasferisce a Parigi. L'idea è quella di diventare un medico e si iscrive alla Sorbona, ma nonostante sia aiutato dalla famiglia e scriva recensioni per il Daily Express vive in povertà. Dopo quattro mesi la madre si ammala di tumore e Joyce è costretto a far ritorno in Irlanda.
Il breve periodo passato a Parigi termina qui, ma nonostante le apparenze non è un completo fallimento. In una stazione ferroviaria fa un'importante scoperta, il romanzo Les Lauriers sont coupés di Édouard Dujardin, in cui l'autore fa uso della tecnica del flusso di coscienza, ampiamente usata nei romanzi più importanti di Joyce.
Nel letto di morte la madre, Mary Jane, preoccupata per l'empietà del figlio, cerca di convincerlo a fare la comunione e a confessarsi, ma Joyce si rifiuta. Quando la madre muore il 13 agosto dopo essere entrata in coma Joyce si rifiuta di inginocchiarsi per pregare al suo capezzale con gli altri membri della famiglia.
Dopo la morte della madre la situazione familiare peggiora ulteriormente nonostante Joyce riesca a racimolare qualcosa scrivendo recensioni per il Daily Express, insegnando privatamente e cantando. L'abilità del canto, ereditata dal padre, gli valse la medaglia di bronzo al Feis Ceoil del 1904. Era un apprezzato tenore, tanto che pensò di dedicarsi al canto come attività principale della sua vita.
Il 1904 è l'anno decisivo per la vita di Joyce. Il 7 gennaio la rivista Dana rifiuta la prima versione del Ritratto dell'artista da giovane, che Joyce trasformerà in un romanzo dal titolo Stefano eroe, completando così il nucleo del Ritratto dell'artista da giovane che verrà pubblicato nel 1916. Lo stesso anno in Nassau Street incontra Nora Barnacle, una cameriera di Galway che diventerà sua compagna per tutta la vita. La data del loro primo appuntamento, il 16 giugno 1904, è la medesima in cui si svolge l'Ulisse. Lo stesso anno esce The Holy Office, una raccolta di poesie.
A metà estate scrive i versi che faranno parte di Musica da camera e la rivista The Irish Homestead pubblica Le sorelle, un racconto che farà poi parte di Gente di Dublino, e nei mesi successivi anche Eveline e Dopo la gara.

L'esilio dall'Irlanda

In quel periodo Joyce beveva molto e una sera, rientrando a casa ubriaco, viene coinvolto in una rissa con un uomo a Phoenix Park. In seguito a tale episodio viene aiutato da Alfred H. Hunter e Oliver St John Gogarty, un amico studente di medicina. Questi due uomini avranno grande importanza nella vita di Joyce. Il primo, infatti, un ebreo vittima di pettegolezzi perché tradito dalla moglie, diventò il prototipo per Leopold Bloom, il protagonista dell'Ulisse. Il secondo sarà il prototipo di Buck Mulligan, un altro personaggio del romanzo che alloggia in una torre Martello, proprio come Gogarty a Sandycove.
Joyce soggiorna convalescente nella torre Martello di Gogarty per sei giorni, finché Gogarty, coinvolto in una lite, spara a dei tegami sopra il letto di Joyce, il quale raggiunge la notte stessa la famiglia a Dublino. Il 8 ottobre 1904 Joyce e Nora partono per l'esilio auto-imposto che li terrà lontani dall'Irlanda per la maggior parte della loro vita.

Trieste

Joyce riuscì ad ottenere un posto come insegnante alla Berlitz School di Zurigo attraverso delle conoscenze, ma una volta a Zurigo scopre di essere stato truffato e il direttore lo manda a Trieste, che allora faceva parte dell'impero Austro-Ungarico. Neanche a Trieste però c'è un posto disponibile e con l'aiuto di Almidano Artifoni, il direttore della Berlitz di Trieste, si assicura un posto nella base navale di Pola. Vi insegnò fino al marzo 1905, quando il vicedirettore della Berlitz riesce a far trasferire Joyce a Trieste. Nonostante il periodo travagliato, Joyce riesce a scrivere e porta a termine alcuni racconti che faranno poi parte di Gente di Dublino e la seconda stesura di Musica da camera.
Dopo la nascita di Giorgio, il primogenito di Joyce e Nora, la famiglia ha bisogno di più soldi e con la scusa della nostalgia e l'offerta di un posto come insegnante, Joyce invita a Trieste suo fratello Stanislaus, il quale accetta. La loro convivenza però non fu semplice perché la frivolezza con cui Joyce spendeva i soldi e le sue abitudini di bevitore non piacevano a Stanislaus.
Alla fine del 1906 il desiderio di viaggiare portò Nora e Joyce a Roma, dove trovò un posto da impiegato alla Nast, Kolb & Shumacher Bank, ma ben presto, delusi dalla città, ritornarono a Trieste.
Nel 1907 scrisse qualche articolo per Il piccolo della sera e si offrì come inviato in Irlanda per il Corriere della sera, un'offerta che venne declinata. Nei primi di maggio dello stesso anno viene pubblicato Musica da camera. Subito dopo la pubblicazione la salute di Joyce subì un colpo. Oltre ai problemi di cuore, agli incubi e l'irite, contrasse una forma di febbre reumatica che lo debilitò per molti mesi, riducendolo inizialmente quasi alla paralisi. Il 27 luglio nacque Lucia, la seconda figlia di Joyce e Nora.
A Trieste Joyce tenne spesso lezioni private durante le quali frequentò i figli della nobiltà del luogo e conobbe Italo Svevo, un altro prototipo di Leopold Bloom, tanto che molti dettagli sull'ebraismo inclusi in Ulisse gli sono stati riferiti proprio da Svevo.
Nell'agosto del 1908 persero il terzo figlio in seguito ad un aborto. Nello stesso periodo Joyce prese lezioni di canto al Conservatorio di Musica di Trieste e l'anno successivo prese parte all'opera I maestri cantori di Norimberga di Richard Wagner.
Nel 1909 Joyce ritorna brevemente a Dublino per far conoscere Giorgio alla famiglia, lavorare alla pubblicazione di Gente di Dublino e conoscere la famiglia di Nora. Il mese dopo era nuovamente a Dublino per conto di un proprietario di sale cinematografiche con lo scopo di aprire un cinema in città. Riuscirà nell'intento, ma quello che all'inizio è un successo si rivelerà un fallimento. Ritorna a Trieste con la sorella Eileen, che passerà il resto della vita fuori dall'Irlanda.
Nell'aprile del 1912 si reca a Padova per sostenere gli esami di abilitazione all'insegnamento nelle scuole italiane, ma nonostante il buon esito il suo titolo di studio non gli viene riconosciuto in Italia. Nell'estate dello stesso anno ritorna a Dublino ancora una volta per la pubblicazione di Gente di Dublino, ma non ottiene i risultati sperati. Nonostante i ripetuti inviti di William Butler Yeats, non rimetterà più piede in Irlanda.
L'anno successivo conosce nella città adriatica Ezra Pound, grazie al quale pubblica a puntate Ritratto dell'artista da giovane sulla rivista The Egoist. Nel 1914 escono in volume i racconti di Gente di Dublino e inizia a lavorare ad Ulisse (compone a Trieste i primi tre capitoli) e ad Esuli, l'unico dramma di Joyce (che vedrà la luce nel 1918) e il poemetto in prosa Giacomo Joyce (l'unica sua opera interamente ambientata a Trieste).
In quel periodo, Joyce inizia a frequentare assiduamente gli ambienti culturali della città: fra l'altro, diviene ospite fisso del Caffè San Marco, allora ritrovo degli intellettuali triestini, dove talvolta si reca a lavorare sulle sue opere.
Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale alcuni amici nella borghesia triestina lo aiutarono a fuggire a Zurigo dove conobbe Frank Budgen, che diventò un consulente nella stesura di Ulisse e Finnegans Wake, e, ancora grazie a Pound, dell'editore Herriet Shaw Weaver che gli permise negli anni successivi di dedicarsi solamente alla scrittura, abbandonando quindi l'insegnamento.
Nel 1918 la rivista americana Little review pubblicò alcuni capitoli dell'Ulisse. Nel 1920 Ezra Pound lo invitò a Parigi. Joyce era ritornato l'anno prima a Trieste ma trovò la città molto cambiata e i rapporti con suo fratello erano ancora molto tesi, quindi non esitò a recarsi a Parigi. Inizialmente doveva rimanerci una settimana, ci rimase vent'anni.

Parigi e Zurigo

Nel 1921 termina la stesura di Ulisse che venne pubblicato dall'editore Sylvia Beach il 2 febbraio 1922, giorno del quarantesimo compleanno di Joyce. L'anno successivo iniziò la stesura di Work in progress che occupò i sedici anni successivi ed uscì nel 1939 col titolo Finnegans Wake. Nel 1927 pubblicò la raccolta Poesie da un soldo e l'anno successivo si sottopose ad un'operazione agli occhi. Nel 1931 morì il padre di Joyce che, per ragioni testamentarie sposa Nora.
In questi anni Lucia manifesta i primi sintomi di schizofrenia. Lucia divenne la musa di Joyce nella stesura di Finnegans Wake, e Joyce stesso cercherà di tenerla con sé il più possibile.
Dopo l'uscita di Finnegans Wake, sia per le dure critiche al romanzo che per l'invasione nazista di Parigi, la depressione di cui già soffriva Joyce si accentuò. Dovette inoltre sottoporsi ad ulteriori interventi oculistici per l'insorgenza di cataratta e glaucoma. Alla fine del 1940 si trasferì a Zurigo, dove l'11 gennaio 1941 venne operato per un'ulcera duodenale. Il giorno successivo entrò in coma e morì alle due di mattina del 13 gennaio 1941. Il suo corpo venne cremato e le sue ceneri si trovano al cimitero di Fluntern, come quelle di Nora e di suo figlio Giorgio. Lucia morì nel 1982 al St. Andrews Hospital a Northampton, in Inghilterra, dove trascorse gran parte della sua vita.

Opere

Romanzi

Ritratto dell'artista da giovane (A Portrait of the Artist as a Young Man, 1916)
Ulisse (Ulysses, 1922)
Finnegans Wake, 1939
Stefano eroe (Stephen Hero, 1944) a cura di Theodore Spencer, n. ed. 1963
Giacomo Joyce, 1968, a cura di Richard Ellmann

Racconti

Gente di Dublino (Dubliners), 1914

Poesie


Teatro

Esuli (Exiles), 1918, n. ed. 1951

Opere non narrative

Letters, Vol. 1, 1957, a cura di Stuart Gilbert, n. ed. 1966
Critical Writings, 1959, a cura di Ellsworth Mason e Richard Ellmann
Letters, Vol. 2, 1966, a cura di Richard Ellmann
Letters, Vol. 3, 1966, a cura di Richard Ellmann
Selected Letters, 1975, a cura di Richard Ellmann

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