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9.1.11

Emil


Emil è il nome di una serie televisiva per bambini prodotta nei primi anni settanta e tratta da una serie di romanzi iniziati negli anni sessanta dell'autrice svedese Astrid Lindgren incentrati sul personaggio di Emil (in svedese Emil i Lönneberga).
La serie, in fondo non molto diversa da quella di Pippi Calzelunghe, è ambientata in una fattoria nei pressi del villaggio di Lönneberga, nella regione dello Småland, tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo.
Il protagonista è Emil (Jan Ohlsson), un bambino molto vivace e combinaguai tanto da essere chiuso in castigo nella falegnameria della fattoria, dove trascorre il tempo intagliando statuine di legno. Verso la fine della storia, quella che sta per rivelarsi la sua peggiore monelleria si rivela un atto eroico, grazie il quale il ragazzino è completamente riabilitato.
Gli altri personaggi sono Ida, la sorella più piccola; il maialino di nome Briciola; il simpatico garzone Alfred; la petulante servetta Lina; ed i genitori di Emil. La madre è indulgente e ragionevole, mentre il padre, seppure dotato di buon cuore, è collerico e puritano.

Anno 1970-1973

la pietra bianca


Serie svedese che presentava le avventure di un bambino e di una bambina in un opprimente paesino di fine ‘800. La bambina era orfana di padre; sua madre era una maestra di piano ospitata nella casa di un anziano giudice – non si capiva bene a quale titolo – ma probabilmente doveva essere per pura carità, poiché veniva trattata a pesci in faccia dalla stessa servitù.
Il bambino faceva parte di una famiglia sottoproletaria dove comunque non mancavano l’allegria e l’ottimismo. Tra i due nasceva un’amicizia che si trasformava pian piano in affetto e profonda complicità. La cosa che dava sale alla serie era il fatto che i due si sfidavano a turno a compiere imprese che, per la loro età, presentavano difficoltà notevoli, come ad esempio dipingere una faccia sull’orologio del campanile o sottrarre oggetti sotto il naso dell’antipatica cameriera eccetera.
Con Ulf Hasseltorp, Julia Hede Wilkens, Monica Nordquist, Ingemar Hasselquist, Ann-Charlotte Lithman.
Cecilia Nilsson, Joakim Rundberg, Robert Rundberg Formato Serie TV, titolo originale Den vita stenen. Avventura, numero episodi: 13. - Svezia 1973.
Con quei capelli bianchi neve e gli occhi azzurri mare, i decenni Hampus Kolmodin (Ulf Hasseltorp) ed Ina Sofia Petterson detta “Fia” (Julia Hede Wilkens) sono i ragazzini più tipicamente svedesi della storia della televisione. Tra un’avventura e l’altra, tutte tratte dai racconti di Gunnel Lindes, i due babyprotagonisti s’innamorano con incoscienza infantile, anche se i parenti della ragazzina osteggiano il loro legame, prima fra tutti mamma Petterson (Monica Nordquist). Più liberal si dimostrano i Kolmodin: Henning (Ingemar Hasselquist), Nanna (AnnCharlotte Lithman), Eivor (Cecilia Nilsson), Ture (Joakim Rundberg) e Lulle (Robert Rundberg). Il culmine della storia ruota alla ricerca della pietra bianca del titolo che Hampus vuole donare a Fia. La colonna sonora è composta da Bengt Hallberg. La produzione è affidata a Bibi Lindström.

vacanze all'isola dei gabbiani


Vacanze all'isola dei gabbiani (Vi på Saltkråkan) è un romanzo di Astrid Lindgren pubblicato originariamente nel 1964.
Il libro, incentrato sull'estate di una famiglia svedese, prende spunto dalla serie televisiva Vi på Saltkråkan, 13 episodi da 25 minuti l'uno, scritti dalla stessa Lindgren e messi in onda per la prima volta nel 1964. Nel 1968 gli episodi furono compattati in un unico film, mentre vennero realizzati quattro ulteriori spin-off (Tjorven, Båtsman och Moses nel 1964, Tjorven och Skrållan nel 1965, Tjorven och Mysak nel 1966 e Skrållan, Ruskprick och Knorrhane nel 1967). La serie venne trasmessa in Italia nel 1972 con il titolo Vacanze nell'isola dei gabbiani.
LA TRAMA:
un giorno di giugno la famiglia Melkerson affitta una casa all'isola dei gabbiani,chiamata la Vecchia Falegnameria. arrivano all'isola trasportati da un vaporetto bianco, il Gabbiano I, come al solito Melker combinava guai ormai aveva perlustrato tutto il vaporetto, Karin aveva incontrato un ragazzo di nome Krister,che Johan e Niklas lo consideravano un " verme vermoso ", invece Pelle esaminava tutti gli animali che c'erano sul vascello; alla fine dell'ispezione ha notato un vecchietto con seduta vicino una ragazzina con un corvo in una gabbia, lei era Tina e il vecchio Sodeman e l'uccello era Schizzo. Dopo un lungo viaggio arrivarono all'isola dei Gabbiani karin notò una bambina con un enorme Sanbernardo che se ne stava sotto la pioggia ad accogliere le persone che scendeano dopo alcune domande di Karin lei si presentò, era Melina e lui, il cane, è Nostromo. Correndo più in fretta possibile la famiglia Melkerson si avviava verso la Vecchia Falegnameria. Dopo avre sistemato tutto e aver aspettato che la pioggia finisse Karin mandò i ragazzi a cercare un pozzetto nel giardino per riempire i secchi, intanto Melker cercava di far funzionare la cucina in ghisa, però qualcosa andò storto, la cucina si riempì di fumo, ad un tratto entròdalla porta Melina e Nostromo, lei andò da Melcher e gli disse che potrebbe essere stato un gufo morto nel comignolo, quando Melker era salito sulla scala per verificare ciò che aveva detto la bambina corse dentro dalla porta Marta la madre di melina che aprì la valvola, melker scese dal tetto vedendo che il fumo si era calmato, entrò in cucina e presentò a Marta la famiglia Melkerson. prima di andare a dormire niklas sbirciò dalla finestra e vide due ragazze uscire dalla casa del Grankvist. il giorno seguente Johan e Niklas si presentarono alle due ragazze e tra loro si strinse una grande amicizia, al pomeriggio tutti e quattro si incontrarono al molo per andarea pescare all'isola del pesce. Appena partiti Nostromo si precipitò nella barchetta con un lungo balzo, lui adorava fare giri in barca;appena arrivati iniziarono a pescare quando ad un certo punto arrivò una fitta nebbia allora remano più in fretta che possono ma potrebbero allontanarsi troppo, allora decidono di fermarsi ma Johan testardo volle continuare a remare, e tò l'isola dei gabbiani era a due bracciate da dove si erano fermati.

Personaggi

Melker Melkersson, padre di famiglia e scrittore un po' matto e, un po' pasticcione e molto affezionato ai figli
Karin Melkersson (in originale Malin Melkersson), diciannovenne figlia maggiore di Melker, che si prende cura del padre e dei fratelli quasi fosse la "mamma" di casa, i cui corteggiatori sono malvisti dai fratellini, i quali temono che, sposandosi, lei li abbandonerebbe
Johan e Niklas Melkersson, scatenati figli tredicenni di Melker, che subito faranno amicizia con Teddy e Freddy
Pelle Melkersson, il fratellino più piccolo, amante della natura e degli animali
Melina Grankvist (nome originale Tjorven Grankvist), figlia piccola di Marta e Nisse, amica di Pelle e di Melker, che chiama affettuosamente "Zio Melker"
Nostromo (nome originale Båtsman), affettuoso cane San Bernardo di Melina
Teodora "Teddy" e Frederika "Freddy" Grankvist , sorelle maggiori di Melina, scatenate come Johan e Niklas
Nisse e Marta Grankvist, genitori di Teddy, Freddy e Melina, proprietari dell'emporio dell'Isola.
Stina, amica di Pelle e Melina, che trascorre le vacanze all'Isola dal nonno, Sodermann, e con il suo animale domestico: un corvo. Spesso si trova a bisticciare con Melina per conquistari l'attenzione di Pelle
Vestermann, abitante dell'isola molto avaro e attaccabrighe
Soderman, nonno di Stina

24.12.10

i Brutos




I cinque iniziano ad esibirsi singolarmente nei locali torinesi alla metà degli anni cinquanta: solo Ettore Bruno, detto "Gerry" (per la sua somiglianza con Jerry Lewis), e Giacomo Guerrini, detto "Jack", si conoscono perché sono vicini di casa, e formano una coppia sullo stile di quella formata oltre oceano da Jerry Lewis e Dean Martin.
Vengono notati dall'impresario Aldo Zanfrognini che, ricercando nuovi talenti, ed avendo già fatto un provino ad Elio Piatti, Gianni Zullo ed Aldo Maccione, ha l'idea di unire i cinque e di scritturarli per la rivista Il teatro dei pazzi, che va in scena al teatro Alcione di corso Regina Margherita a Torino nel dicembre del 1958: le prime sere i cinque, ancora senza nome, vestiti con enormi pigiama a strisce bianconere, dicono poche battute, ma un giorno (su sollecitazione del loro impresario) hanno l'idea di far cantare una canzone romantica a Jack Guerrini, il bello della compagnia, mentre gli altri quattro, i brutti, fanno smorfie orribili e cori, storpiando il testo originale della canzone.
Il nome del complesso viene involontariamente inventato dalla donna delle pulizie dell'Alcione che, presentandosi alle dieci del mattino per adempiere ai suoi doveri quotidiani, incontrando i cinque stravolti dalla nottata in bianco, sbottò in un approssimato piemontese: «Ai sève tant simpatic ma ai sève anca tant brutt», che significa: "siete molto simpatici ma siete anche tanto brutti"): ed è cosi che quella stessa sera, sempre al Teatro Alcione di Torino, nascono I Brutos.
Gerry Bruno è quello che si occupa di preparare gli arrangiamenti vocali: tra le canzoni riproposte dal gruppo ricordiamo Little Darling, Blue Moon, Summertime e molte altre, non tutte incise su disco.
Il successo
Gerry Bruno e Jack Guerrini con Bruno Martino al "Rupe Tarpea" di Roma nel 1959
Il riscontro del pubblico torinese è immediato, e ben presto (grazie a Zanfrognini, che diventa il manager dei cinque) iniziano le esibizioni fuori dal Piemonte: la prima risale al 4 agosto del 1959, al Villafiorita, nota sala da ballo di Riccione, ma il vero lancio nazionale si ha due settimane dopo, al La Casina delle Rose a Villa Borghese in Roma, perché dopo questo spettacolo vengono contattati dalla Rai ed iniziano le esibizioni televisive.
Risale a questo periodo la nascita di una leggenda metropolitana, che se fosse stata vera sarebbe stata un episodio piuttosto increscioso: una gestante di Catanzaro, vedendoli in televisione, si sarebbe spaventata al punto da dover essere trasportata d'urgenza in ospedale. In realtà la voce era nata dalla fantasia di un cronista di un giornale locale, ma il suo articolo era stato poi ripreso con risalto dalla stampa nazionale.
In ogni caso, è l'inizio di un successo che presto oltrepassa i confini nazionali, grazie soprattutto alla mimica che supera l'ostacolo della lingua: Gerry Bruno si dipinge di nero tutti i denti tranne l'incisivo, dando l'impressione di avere solo quello, Gianni Zullo grazie alla sua notevole mimica facciale fa smorfie esilaranti, e gli altri componenti indossano abiti stravaganti, si sfrangiano i capelli alla Frankenstein o fanno gli occhi storti....tutti tranne uno, Jack, che diventa appunto Il bello dei Brutos.
Danno spesso spazio, nei loro spettacoli, all'improvvisazione, secondo quelli che sono i canoni della Commedia dell'Arte, in cui ogni personaggio rappresenta una maschera, un carattere peculiare, su cui si basa lo sviluppo del canovaccio.
In giro per il mondo
La consacrazione all'estero avviene dapprima in Francia, dove arrivano ad esibirsi all'Olympia di Parigi: la sera del debutto, in cui si esibiscono prima di George Brassens e Lola Flores, ricevono addirittura i complimenti di Charlie Chaplin, e nelle sere successive Jacques Tati, Marlene Dietrich ed Henri Salvador; ritorneranno all' Olympia negli anni seguenti per ben sette volte.
Dopo poco tempo debuttano anche oltreoceano: firmano infatti due contratti di sei mesi per esibizioni negli Stati Uniti accanto a Diana Dors, e vengono poi ospitati all'Ed Sullivan Show, il programma televisivo più popolare degli Stati Uniti (prima di loro l'unico italiano ad essere ospitato è stato Domenico Modugno); si esibiscono poi per tre mesi a Broadway, al Latin Quarter.
Seguono poi apparizioni televisive in tutto il mondo, in Europa, America Latina e in Asia (ad esclusione della Russia e della Cina).
A Città del Messico, prima di un'esibizione al locale la Fuente, deve addirittura intervenire la polizia per fermare gli spettatori che, non trovano più biglietti, volevano entrare ugualmente nel locale.
Anche in Italia continua il successo, e i Brutos iniziano anche a girare alcuni film di cui uno, nel 1964, come protagonisti assoluti: I magnifici Brutos del west.Inoltre per tre edizioni di Bussola on stage vengono chiamati da Sergio Bernardini a fianco di Peppino Di Capri.
Carosello
Nel 1964 vengono anche chiamati da una casa produttrice di cera per pavimenti, la Grey, per girare alcuni caroselli, realizzati dalla Vimder film; riscuoteranno moltissimo successo, specialmente tra i bambini, continuando per molti anni a girarli (anche dopo i cambi di formazione) e diventando una delle icone di Carosello.
L'impostazione dei filmati era caratterizzata dall'esecuzione di una canzone, durante la quale Gianni riceveva una serie di ceffoni...al termine del brano, lo slogan con cui un altro Brutos si rivolgeva a Zullo era: «Gianni, nonostante tutti gli schiaffi che hai preso, hai sempre una buona cera!», a cui seguiva la risposta:«Ottima direi, è cera Grey».
I cambiamenti nella formazione
Alla metà degli anni sessanta iniziano i primi cambiamenti nella formazione: per motivi familiari Elio Piatti deve abbandonare il gruppo ed è sostituito da Umberto Di Dario, amico del gruppo che fino a quel momento non ha mai avuto velleità artistiche ma che si integra subito con gli altri Brutos; anche lui in seguito abbandona l'attività artistica, ed è sostituito da altri elementi fino a quello definitivo, Dino Cassio, che resterà in pianta stabile nella formazione.
Dopo qualche tempo anche Jack Guerrini lascia il gruppo per intraprendere la carriera di cantante solista ma con scarso successo, seguito da Aldo Maccione che decide di mettersi "in proprio" creando in Spagna un altro gruppo di cantanti-comici denominato Los Tontos, ed in seguito avrà miglior fortuna come attore di cinema nella vicina Francia; Maccione viene sostituito dapprima da Dante Cleri (che però esce dal gruppo e forma i Ciranos), poi da Tino Cervi, a sua volta sostituito da Alvaro Alvisi: quando anche lui abbandona i 'Brutos, il gruppo prosegue l'attività in quattro.
Guerrini invece viene sostituito come voce solista da Alfonso "Nat" Pioppi, che rimarrà in pianta stabile nel gruppo; dopo alcune esperienze negative in Francia, ritornato a Torino, Guerrini muore alle ore 01.30 del 16 marzo 1970 in seguito ad un incidente stradale, finendo sotto un TIR fermo parcheggiato nei pressi della sua abitazione, in via Giordano Bruno a Torino.
Nel 1970 il gruppo ha un momento di arresto dell'attività, fondamentalmente per due motivi: il primo è che Gerry Bruno viene chiamato da Garinei e Giovannini per recitare in Alleluia brava gente, commedia musicale con musiche di Domenico Modugno (un'occasione professionalmente molto importante, da cui partirà la sua carriera come solista), ed il secondo è la scomparsa del manager Aldo Zanfrognini, a seguito di una banale caduta.
I rimanenti componenti del gruppo, con l'introduzione di alcuni altri elementi, tra cui Cesare Benini prima, Fulvio Pastore poi e, in seguito, il figlio di Gianni, Massimo Zullo, per alcune stagioni effettueranno ancora qualche spettacolo e incideranno qualche 45 giri.
Da ricordare è nel 1971 la partecipazione al Festival di Napoli con la canzone Uffà, nun me scuccià, presentata in coppia con Gloriana.
1992: il ritorno
Nel 1992 Antonio Ricci, in occasione di un'edizione del programma televisivo Paperissima in onda su Canale 5, condotta da Ezio Greggio, ricontatta i Brutos, che accettano di ricostituirsi, partecipando così a trenta puntate del programma.
A seguito di ciò, ricomincia per il gruppo una nuova carriera, fatta di serate e di apparizioni televisive: nel 1997 sono chiamati da Marco Giusti come ospiti fissi della trasmissione Carosello, dedicata al celebre programma e condotta da Ambra Angiolini, mentre due anni dopo il loro concittadino Piero Chiambretti li vuole per Fenomeni, in onda su Rai 3.
Nel 2000 sono inviati speciali per Quelli che il calcio di Fabio Fazio, e nel 2002 sono chiamati da Pippo Baudo per quella che è la loro ultima apparizione televisiva, nel programma 900, su Rai 3.
Il 17 maggio 2005 muore, ad ottantacinque anni, Gianni Zullo, quello che prendeva gli schiaffi. I restanti componenti non hanno sciolto la formazione e, nonostante gli anni passati, sono ancora pronti per ritornare ad esibirsi: Bruno vive a Milano, continuando a lavorare nel mondo dello spettacolo, Dino Cassio vive a Roma e Nat Pioppi a Boretto, nei pressi di Reggio Emilia.