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17.6.12

Oliviero Beha




è un giornalista, scrittore, saggista, conduttore televisivo e conduttore radiofonico italiano.
Carta stampata, radio e TV

Ha lavorato e scritto per testate come Tuttosport, Paese Sera, La Repubblica, Rinascita, Il Messaggero, Il Mattino e L'Indipendente e dal 1987, nell'ambito della sua attività televisiva, ha condotto su Rai 3 trasmissioni come Va' pensiero insieme ad Andrea Barbato, Un terno al lotto (1991), Video Zorro (1995) e Brontolo (2010).

Ha condotto e realizzato trasmissioni radiofoniche come Radio Zorro, Radioacolori e Beha a colori.

Fece scalpore una sua inchiesta, condotta nel 1984 assieme a Roberto Chiodi, dove asseriva che la partita tra Italia e Camerun del Campionato mondiale di calcio 1982 fosse stata truccata tramite un accordo simultaneo di giocatori di entrambe le squadre. L'ipotesi accusatoria venne quasi subito smentita poiché la Nazionale italiana, per passare il turno, aveva a disposizione due risultati su tre - la vittoria e il pareggio - mentre il Camerun, per passare il turno, doveva per forza vincere; all'epoca le gare dell'ultima giornata della fase a gironi non si giocavano in contemporanea e, in quell'occasione, la Polonia era già qualificata, mentre l'ultimo posto disponibile era conteso tra Italia e Camerun.

Altre attività

Dal 2001 al 2006 è stato docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi alla Facoltà di Architettura Valle Giulia dell'Università La Sapienza di Roma.

Dal 2005 è commentatore politico e di costume per l'Unità. Fa parte della redazione del quotidiano Il Fatto Quotidiano, diretto da Antonio Padellaro.



7.5.12

Chiara Francini



Nata a Firenze ma da sempre residente a Campi Bisenzio, si laurea in Lettere con una tesi in Italianistica e si forma professionalmente al Teatro della Limonaia, di Sesto Fiorentino, diretto da Barbara Nativi. Sotto la sua direzione recita in Noccioline, un testo di Fausto Paravidino.

Per due anni consecutivi è nello spettacolo Faccia da comico al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, con la direzione artistica di Serena Dandini.

Approda in televisione grazie a Marco Giusti, che le offre due ruoli fissi nei suoi programmi BlaBlaBla e Stracult ; vengono poi Radio Sex, di Alessandro Baracco, e Le ragazze di San Frediano, per la regia di Vittorio Sindoni; infine nel 2007 è Marzia Meniconi, una delle protagoniste di Gente di mare 2.

Tra il 2007 e il 2008 è impegnata in quattro film: Leonardo Pieraccioni la vuole nel ruolo di Giustina in Una moglie bellissima, in cui canta personalmente le due canzoni del musical Grease, facenti parte della colonna sonora del film; Francesco Patierno la sceglie per Il mattino ha l'oro in bocca; Spike Lee, dopo averla scelta personalmente, le affida il ruolo di Fabiola, una delle vittime della strage nazista di Sant'Anna di Stazzema nel film Miracolo a Sant'Anna.

Nel 2008 Stefano Tummolini le offre il ruolo di Stella, in Un altro pianeta, pellicola selezionata al Festival di Venezia 2008 nella sezione "Giornate degli autori", vincitrice del Queer Lion 2008.

Nel 2009 partecipa alla miniserie televisiva in 2 puntate dal titolo Le segretarie del sesto, per la regia di Angelo Longoni, in cui interpreta il ruolo di Treccia, e al film per il grande schermo, Feisbum! Il film, episodio Gaymers, diretto da Emanuele Sana, film composto da 8 episodi, ispirato al famoso social network Facebook.

Nel 2010 compare ancora sul piccolo schermo nella serie televisiva Tutti pazzi per amore 2, per la regia di Riccardo Milani, in cui interpreta il personaggio di Bea e successivamente nel noir La donna velata, per la regia di Edoardo Margheriti.

È una delle protagoniste, accanto a Paola Cortellesi, del film per il cinema Maschi contro femmine nel 2010 e di Femmine contro maschi nel 2011, entrambi per la regia di Fausto Brizzi, in cui interpreta Marta, una ragazza omosessuale; partecipa al film C'è chi dice no, per la regia di Giambattista Avellino e all'opera prima Cacao, per la regia di Luca Rea, in cui interpreta Paola uno dei protagonisti del film insieme a Paolo Ruffini.

Vince il Premio "Guglielmo Biraghi" (2011), come Attrice Rivelazione dell'Anno, assegnatole dal sindacato giornalisti cinematografici, nell'ambito del 68º Festival Internazionale del cinema di Venezia.

A partire dal 2011 è nel cast fisso del programma televisivo Colorado.

Nello stesso, al cinema, recita nel film La peggior settimana della mia vita, per la regia di Alessandro Genovesi e in televisione ritorna su Rai Uno, col personaggio di Bea in "Tutti pazzi per amore 3" e nel film televisivo di Sky Cinema, Un Natale per due, dove interpreta anche la Carmen di Bizet.

È stata scelta come Testimonial di Dolce e Gabbana nella Campagna Mondiale Uomo P/E 2012.

19.4.12

Paolo Poli



« Fra i suoi molteplici volti nascosti, c’è essenzialmente quello d’un soave, ben educato e diabolico genio del male: è un lupo in pelli d’agnello, e nelle sue farse sono parodiati insieme gli agnelli e i lupi, la crudeltà efferata e la casta e savia innocenza »
(Natalia Ginzburg su Paolo Poli)

Dopo la laurea in letteratura francese (con una tesi su Henry Becque), inizia ad affermarsi intorno agli anni cinquanta: i primi esordi sono nei piccoli teatri cittadini, come a «La borsa di Arlecchino» di Genova, piccolo teatro d'avanguardia in via XX Settembre (nato anche grazie ad Aldo Trionfo): qui Poli comincia a farsi notare per la sua pungente ironia, il suo garbato istrionismo, la sua vena poetica e surreale contornata da momenti comici e giochi linguistici apprezzati anche da capocomici illustri come Tina Pica e Polidor, con i quali ebbe modo di lavorare.

Nei primi anni sessanta è protagonista di una trasmissione televisiva sulla RAI in cui legge favole per bambini tratte da Esopo e da famosi racconti letterari. È proprio lui, tra le altre cose, sul finire degli anni sessanta, a "scoprire" un giovanissimo Marco Messeri, che difatti può essere considerato teatralmente l'unico vero erede di Poli. Sempre per la RAI, realizza lo sceneggiato " I tre moschettieri", insieme a Marco Messeri, Milena Vukotic e Lucia Poli. Lavora inoltre con Sandra Mondaini in Canzonissima.

Rifiutò, come lui stesso racconta, una parte in 8½ propostagli dall'amico Federico Fellini. Ha diretto come regista ed è stato principale attore di varie opere teatrali, fra cui Aldino mi cali un filino, Rita da Cascia, Caterina De Medici, L'asino d'oro, I viaggi di Gulliver, La leggenda di San Gregorio, Il coturno e la ciabatta, La nemica di Dario Niccodemi. Lo spettacolo Rita da Cascia, che dava una lettura comica e irriverente della storia di Santa Rita, diede vita a molte polemiche, con Oscar Luigi Scalfaro che denunciò Poli per vilipendio alla religione.

Compiuti gli 80 anni, è ancora attivo e recita nei Sillabari, commedia tratta dai racconti di Goffredo Parise. Ha anche recitato in vari audiolibri, tra cui una edizione di Pinocchio negli anni '70, edita da "Fratelli Fabbri Editori" e composta da 21 dischi a 45 giri. Ha coltivato anche la carriera di cantante, pubblicando un primo singolo nel 1960 e in seguito diversi album veri e propri. Anche sua sorella Lucia è attrice teatrale e cinematografica, e insieme a lei, a partire dagli anni settanta, ha interpretato quattro spettacoli teatrali. È stato in Italia uno dei primi personaggi pubblici dichiaratamente omosessuali.

7.11.11

Carlo Cecchi




Considerato una delle figure di spicco del teatro di innovazione in Italia, Cecchi alterna il lavoro di attore teatrale e cinematografico a quello di regista teatrale. Memorabile è la sua interpretazione del dramma "Finale di partita" di Samuel Beckett e, per il cinema, quella di Renato Caccioppoli in Morte di un matematico napoletano. Nel 2007 si aggiudica il Premio Gassman come miglior attore teatrale italiano.
Filmografia
La sua giornata di gloria regia di Edoardo Bruno 1968
Il gatto selvaggio regia di Andrea Frezza,
Morte di un matematico napoletano regia di Mario Martone (1991)
La fine è nota regia di Cristina Comencini (1992)
La scorta regia di Ricky Tognazzi (1993)
Io ballo da sola regia di Bernardo Bertolucci (1996)
L'arcano incantatore regia di Pupi Avati (1996)
Il bagno turco regia di Ferzan Ozpetek (1997)
Il violino rosso regia di François Girard (1998)
Un delitto impossibile regia di Antonello Grimaldi (2000)
Ultima Pallottola regia di Michele Soavi (2002)
Il Papa buono regia di Ricky Tognazzi (2003)
Arrivederci amore, ciao regia di Michele Soavi (2006)
Seta regia di François Girard (2007)
Prosa radiofonica RAI
Tartarino tra i leoni, con Carlo Romano, Raffaele Pisu, Gilberto Mazzi, Rocco D'Assunta, Renzo Palmer, Franco Latini, Renato Izzo, Deddy Savagnone, Renato Turi, Isa Bellini, Carlo Cecchi, Silvio Noto, regia di Nino Meloni, trasmessa il 27 febbraio 1957.
Teatro
Regista e prim'attore di "Ivanov" di Anton Checov prodotto dal Teatro Niccolini di Firenze nel 1982 e presentato in quell'anno in prima nazionale al Teatro Caio Melisso durante il Festival dei due Mondi di Spoleto. Nel complesso lavoro cechoviano adattato dallo stesso regista Carlo Cecchi recitano numerosi attori che negli anni a seguire si affermeranno molto, tra questi: Remo Girone, Gianfranco Barra, Giacomo Piperno, Vincenzo Salemme, Marco Silvio Erler, Francesco Origo e Anna Bonaiuto.

11.9.11

Elena Sofia Ricci




pseudonimo di Elena Sofia Barucchieri, è un'attrice italiana.
Elena Sofia Ricci è nota soprattutto come attrice di commedie brillanti ma nella propria carriera ha interpretato anche ruoli di accento più drammatico, alternandosi tra cinema, teatro e televisione.
Numerose le sue interpretazioni da protagonista o co-protagonista in popolari fiction televisive, tra le quali la serie tv Orgoglio, trasmessa da Rai Uno a partire dal 2004, in cui ha interpretato fino ai primi episodi della terza ed ultima stagione il ruolo della nobile Anna Obrofari, al fianco di Daniele Pecci nel ruolo di Pietro Pironi. Da sottolineare anche il successo riscosso dal 2006 con la fiction di Canale 5 I Cesaroni, in cui interpreta il ruolo di Lucia Liguori, nuova moglie del primo protagonista Giulio Cesaroni (Claudio Amendola), e prima ancora la serie tv Caro maestro (Canale 5, 1996), accanto a Marco Columbro, in cui interpretava il ruolo di Elisa.
Nel 2006, nella docu-fiction Giovanni Falcone, l'uomo che sfidò Cosa Nostra, veste i panni di Francesca Morvillo, moglie di giudice Falcone (interpretato da Massimo Dapporto). L'attrice stessa racconta di essere stata scelta per interpretare l'importante ruolo di questa donna realmente vissuta, solo una settimana prima dell'inizio delle riprese, e di essersi basata per la costruzione di questo personaggio, su alcune fotografie raffiguranti Francesca, e su pochi racconti di quelli che erano i suoi familiari.
Tra i film principali ricordiamo Impiegati (1984), per la regia di Pupi Avati; Io e mia sorella (1987) di Carlo Verdone, con cui vince i primi Nastro d'argento, David di Donatello e Ciak d'oro come migliore interprete non protagonista; In nome del popolo sovrano, diretto nel 1990 da Luigi Magni, e, nello stesso anno, Ne parliamo lunedì, per la regia di Luciano Odorisio, che le vale ancora la vittoria del Ciak d'oro e del David di Donatello per la migliore attrice protagonista.
Nel 2009 fa parte del corale cast di Ex, per la regia di Fausto Brizzi. L'anno successivo è al cinema in Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso, in cui è diretta da Giovanni Veronesi, e in Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, per il quale viene ancora candidata al David di Donatello e vince nuovamente il Ciak d'oro e il Nastro d'Argento alla migliore attrice non protagonista.
Nel luglio 2011 ritorna a vestire i panni di Lucia Liguori, nelle riprese della serie televisiva I Cesaroni 5.
Legata da una lunga amicizia al cantante Renato Zero, è stata interprete di ben due videoclip dello stesso, e al di fuori di attività cinematografiche e teatrali, ha ricoperto più volte il ruolo di testimonial: nella campagna per la promozione della diagnosi precoce del tumore alla mammella, protagonista di un breve spot con lo slogan d'impatto "Scopri il tuo seno", e prima ancora per Race for the cure, famosa iniziativa della Komen; per Save the Children; per la campagna di sensibilizzazione “S.O.S. Congo”; per "Stesso sangue, stessi diritti", campagna contro il razzismo lanciata dalla Cgil; o ancora, per l'AIL e per la lotta contro il fumo.
Il tema del volontariato viene inoltre affrontato dall'attrice nel cortometraggio intitolato La voce sola (2011), in cui interpreta Lisa, una donna sola e insoddisfatta, ma che dedicandosi al volontariato d'ascolto ritroverà un amore ricambiato.
Nel 2011 recita nel film Tutta colpa della musica di Ricky Tognazzi.

Vita privata

Elena Sofia Barucchieri afferma di aver avuto una vita personale piuttosto travagliata fin da bambina. Nasce a Firenze, e vive per i primi anni molto in compagnia della nonna materna. Compiuti due anni il padre, insegnante di storia dell'arte, sceglie di trasferirsi negli Stati Uniti accettando un'importante offerta di lavoro; per questo motivo i rapporti tra i due saranno scarsi o nulli fino ai circa trent'anni dell'attrice, quando, alla festa di battesimo della figlia di una cugina con cui aveva sempre mantenuto i rapporti, incontrerà il genitore, conoscendo così anche le due sorelle e un fratello, nati dal matrimonio del padre avvenuto successivamente alla partenza. Nonostante ciò Elena Sofia riconosce di aver avuto una figura paterna importantissima nella sua vita, quella del regista Pino Passalacqua, compagno di sua madre Elena Ricci Poccetto, con cui è vissuta fin dal trasferimento all'età di sette anni dalla Toscana a Roma, città in cui è cresciuta.
Fin da giovanissima segue appassionatamente lezioni di danza classica, che la porteranno ad avere una conoscenza di tutto rispetto della musica classica, e suona la chitarra, scrivendo anche canzoni. Si diploma al liceo classico e sceglie di avvicinarsi alla carriera recitativa inizialmente con piccole comparse, "per pagarsi la pizza il sabato sera con gli amici", poi tentando di entrare in accademia, in cui purtroppo non verrà ammessa; complice il fatto di essersi presentata con il cognome di nascita Baruccheri, e non Ricci, molto diffuso nel mondo dello spettacolo ed appartenente a sua madre, una delle prime scenografe italiane.Elena Sofia è inoltre nipote del famoso architetto Leonardo Ricci, definito da lei "istrionico, il vero attore della famiglia".
E' stata sposata per breve tempo, all'inizio degli anni novanta, con lo scrittore Luca Damiani, relazione finita a causa dei tradimenti di lui, avvenuti anche con la collega di Elena Sofia, Nancy Brilli. Successivamente è stata molto legata all'attore e regista Pino Quartullo, da cui nel 1996 ha avuto una figlia: Emma. Dopo aver concluso un percorso di psicoanalisi iniziato a seguito del divorzio e durato circa dieci anni, conosce casualmente il suo attuale marito, il musicista e compositore Stefano Mainetti, sposato nel 2003, con il quale nel 2005 avrà la sua secondogenita: Maria.
Sua sorella è Elisa Barucchieri, danzatrice e interprete di teatrodanza che vive e lavora a Bari.

24.8.11

Irene Grandi








è una cantautrice italiana.
Una delle sue prime apparizioni televisive ufficiali risale al 20 novembre 1993 alla trasmissione Roxy Bar per promuovere il suo primo 45 giri Un motivo maledetto. A 24 anni viene scoperta dal grande pubblico grazie a Fuori e T.V.B., scritta appositamente per lei da Jovanotti, ma il grande successo lo raggiunge l'anno seguente, nel 1995, vendendo con l'album In vacanza da una vita, trainato dal fortunato singolo Bum Bum.
Nel corso della sua carriera ha cantato anche in inglese e spagnolo ed ha eseguito duetti in inglese, tedesco, francese, indiano ed in lingue africane; ha attraversato diversi generi musicali (rap[senza fonte], pop, soul, rock, hard rock, blues, jazz ed unplugged, ma senza rinunciare alla melodia italiana), collaborando spesso con artisti del panorama musicale nazionale (Jovanotti, Eros Ramazzotti, Paolo Vallesi, Pino Daniele, Vasco Rossi, Gaetano Curreri degli Stadio, Stefano Bollani, Edoardo Bennato, Francesco Bianconi dei Baustelle, fino ad Elio e le Storie Tese). Ha ricoperto anche ruoli di attrice e presentatrice; il 2008 la vede anche autrice, scrittrice della sua prima autobiografia ufficiale e prima donna ad interpretare un intero album natalizio in Italia.





Irene Grandi - Bruci la città di Warner-Music

9.8.11

Alba Rohrwacher




Alba Caterina Rohrwacher è un'attrice italiana.
Nata a Firenze, da padre tedesco e madre italiana, si è formata iniziando dal teatro, con i corsi dell'Accademia dei Piccoli di Firenze. Nel 2003 si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia; successivamente lavora in spettacoli teatrali, tra cui in Noccioline - Peanuts di Fausto Paravidino, per la regia di Valerio Binasco, e partecipa a un videoclip dei Tiromancino.
Il suo debutto cinematografico avviene nel 2004 nel film di Carlo Mazzacurati, L'amore ritrovato. Nel 2005 è nella commedia "Kiss me Lorena" del gruppo "I Licaoni". Dopo aver lavorato nel film Melissa P. e in 4-4-2 - Il gioco più bello del mondo di Claudio Cupellini, nel 2007 si fa notare nel film di Daniele Luchetti Mio fratello è figlio unico: qui interpreta la sorella di Elio Germano e Riccardo Scamarcio, con il quale ha studiato ai tempi del Centro Sperimentale.
Il 2007 è un anno importante per la sua carriera sempre più in ascesa, infatti partecipa a Piano, solo di Riccardo Milani ed interpreta la figlia di Antonio Albanese e Margherita Buy in Giorni e nuvole di Silvio Soldini, ruolo per cui riceve il David di Donatello 2008 come migliore attrice non protagonista. A luglio del 2009 le viene anche consegnato a Parma il Premio Schiaretti, riservato ai nuovi protagonisti del cinema italiano, vinto l'anno prima da Isabella Ragonese.
Nel 2008 partecipa al film Riprendimi, presentato al Sundance Film Festival, a Caos calmo di Antonello Grimaldi, e a Il papà di Giovanna di Pupi Avati, con cui vince il David di Donatello 2009 come migliore attrice protagonista e viene candidata al Nastro d'Argento.
Nel 2009 ritorna sul grande schermo con ben quattro film: Due partite, per la regia di Enzo Monteleone, con cui viene nominata al Nastro d'Argento alla migliore attrice non protagonista, Io sono l'amore di Luca Guadagnino, L'uomo che verrà, di Giorgio Diritti, per il quale viene nuovamente candidata al David di Donatello e Il tuo disprezzo, per la regia di Christian Angeli.
Nel 2010 è, accanto a Pierfrancesco Favino, protagonista del film di Silvio Soldini Cosa voglio di più, con cui vince il Ciak d'oro e viene ancora candidata al Nastro d'Argento alla migliore attrice protagonista.
Sua sorella è la regista Alice Rohrwacher, vincitrice del Nastro d'argento 2011 al miglior regista esordiente con Corpo celeste.

21.2.11

Francesca Bertini






pseudonimo di Elena Seracini Vitiello, è stata un'attrice cinematografica italiana dell'epoca del cinema muto.
Figlia adottiva del trovarobe napoletano Arturo Vitiello e dell'attrice di prosa fiorentina Adelaide Frataglioni, trascorse l'infanzia a Napoli. Iniziò giovanissima a calcare il palcoscenico interpretando commedie napoletane, e successivamente comparve in un gran numero di film muti recitando parti secondarie.
Il suo primo film fu del 1910 e si intitolò Il Trovatore. La giovane aveva una voce gutturale sgradevole, ma la sua decisione d'arrivare, unita all'insofferenza per la vita grama da commediante, le diede il coraggio di fare il salto nella capitale.
A 21 anni si trasferì a Roma e, ribattezzatasi Francesca Bertini, interpretò il primo ruolo da protagonista in Histoire d'un Pierrot (1913) sotto la regia di Baldassarre Negroni per la Film d'Arte, succursale italiana della francese Pathé.
Successivamente passò alla Caesar, che inizialmente l'aveva chiesta solo in prestito. In soli due anni Francesca Bertini raggiunse la notorietà. Il successo più eclatante arrivò nel 1915 con il ruolo della napoletanissima Assunta Spina, nell'omonimo film tratto dal dramma di Salvatore Di Giacomo, per la regìa di Gustavo Serena. Ma la Bertini non si limitò a recitare la parte di protagonista. Volle avere un ruolo primario anche nella realizzazione del film. Lo confermò lo stesso Gustavo Serena:
« E chi poteva fermarla? La Bertini era così esaltata dal fatto di interpretare la parte di Assunta Spina, che era diventata un vulcano di idee, di iniziative, di suggerimenti. In perfetto dialetto napoletano, organizzava, comandava, spostava le comparse, il punto di vista, l'angolazione della macchina da presa; e se non era convinta di una certa scena, pretendeva di rifarla secondo le sue vedute. »

Il fascino che emanava la sua figura, gracile, dai capelli corvini e con uno sguardo acceso e intenso, le fecero presto varcare i confini come tipo d'una bellezza meridionale e popolaresca.
In seguito interpretò sullo schermo grandi personaggi letterari e teatrali, come Fedora, Tosca e la Signora delle Camelie.La sua notevole bellezza e la capacità di imporre la propria presenza in scena, soprattutto in parti tragiche, fecero di lei il primo esempio di diva cinematografica.
Francesca Bertini inaugurò uno stile che, solo molto tempo dopo è stato ascritto al genere del divismo. Alcuni esempi:
Per ogni scena pretendeva di indossare un abito nuovo. Il vestito nuovo, fatto su misura dalla sarta, doveva inevitabilmente essere inaugurato il giorno successivo.
Qualsiasi film stesse girando, in qualsiasi luogo si trovasse, la Bertini alle cinque del pomeriggio si fermava e si recava in un grande albergo per prendere il tè in compagnia di alcune dame.
Francesca Bertini incarnava il personaggio di donna passionale, assoluta, straziante allora di moda. Il suo produttore ebbe l'idea di farle realizzare una serie di sette film ispirati al romanzo d'appendice I sette peccati capitali di Eugène Sue (1804-1857), ciascuno per un peccato capitale: la diva si sarebbe espressa in tutta la gamma delle passioni. Già dopo l'annuncio si ebbe un'altissima richiesta d'acquisto. La serie di film, uscita nel 1919, non ebbe però il successo commerciale sperato.
La Bertini entrò in crisi e decise di riposarsi per un po' di tempo in una clinica. Un giorno, durante questo periodo, vide in un teatro di posa della Caesar i nuovi metodi di lavorazione venuti da Torino. Decise di essere diretta da un regista torinese per il suo nuovo film. Si girò Anima allegra dei fratelli Quintero. Il film ottenne un buon successo di pubblico.
La Bertini era ancora all'apice del successo quando l'americana Fox avanzò un'allettante offerta per recitare in alcuni film, ma la diva rifiutò: aveva appena conosciuto il banchiere svizzero Alfred Cartier.Nell'agosto 1921 fece il suo ultimo film, La fanciulla di Amalfi, poi in settembre lo sposò. Nella sua pur breve carriera aveva girato un centinaio di film e guadagnato quattro milioni di lire dell'epoca.
In seguito al matrimonio le sue apparizioni si fecero molto più rare; ma è verosimile che con l'avvento del cinema sonoro, come molti altri attori, anche lei non avrebbe saputo adeguarsi alle nuove tecniche di recitazione.
Negli anni sessanta e settanta prese parte a qualche trasmissione televisiva: fu intervistata da Lelio Luttazzi a Ieri e oggi, Mike Bongiorno, Enzo Biagi e Maurizio Costanzo, sempre rievocando con una punta di nostalgia la lontana, leggendaria stagione di trionfi.Nel 1969 fece uscire la sua autobiografia dal titolo Il resto non conta per la casa editrice Giardini, di Pisa.
Nel 1976 Bernardo Bertolucci la convinse a uscire dall'isolamento e a comparire in un breve cameo, in abiti da suora, in Novecento.
Nel 1982 il regista Gianfranco Mingozzi diresse per la televisione un documentario a lei dedicato, L'ultima diva.