mercoledì 2 maggio 2012

Leopoldo Fregoli




« Fregoli!. Come dire Zakatam! O Zip,o Flash...Una parola che evoca un effetto fulminante! ...star mondiale della belle Epoque ma ancor più enfant prodige senza tempo, così mi piace immaginarlo: un bambino che si diverte a trasformarsi, fare scherzi, sparire e apparire come un folletto iperattivo. E come ogni creatura di fantasia continuerà a vivere, perché noi ne abbiamo bisogno... »
( Arturo Brachetti, Fregoli-la biografia, 2011)

è stato un attore, sceneggiatore, trasformista e regista italiano.
È ricordato per la sua abilità nel trasformismo scenico che gli consentiva di cambiare in pochi secondi la caratterizzazione del personaggio che andava a interpretare.
Considerato il trasformista per antonomasia, per lui è stato coniato il neologismo fregolismo, talvolta utilizzato per indicare un altro genere di trasformismo, il trasformismo politico.

La sindrome di Fregoli è il termine talvolta attribuito ad un disturbo mentale assimilabile alla cosiddetta sindrome di Capgras (o illusione del sosia) che induce a riconoscere in persone estranee volti familiari.

Figlio di una famiglia di modeste ma dignitose condizioni (il padre era maggiordomo del Conte Luigi Pianciani, primo sindaco di Roma), orfano di madre dall'età di cinque anni, fin dall'adolescenza, Fregoli (come veniva semplicemente chiamato) pur cambiando molti lavori, iniziò a frequentare alcune compagnie teatrali, fece diverse esibizioni come comico, illusionista e anche cantante.

Durante il servizio militare svolto in parte a Massaua in Africa diede vita ad alcuni spettacoli, esibendosi con numeri di magia e monologhi teatrali. Per via dello scarsissimo numero di attori fu costretto a coprire da solo diversi ruoli, con molti cambi d’abito e di carattere. Nacque così il genere di spettacolo su cui costruì la sua carriera artistica: il trasformismo. Negli ultimi mesi del 1890 tornò a Roma ricominciando dalla gavetta nei locali romani. Notato da un influente impresario teatrale debuttò ufficialmente nel marzo 1891 presso il Cafè-chantant "Esedra". Nel 1892 fondò una compagnia teatrale, (Compagnia di Varietà Internazionale) con la quale,nel giro di un biennio,fece spettacoli in tutta Italia sfruttando le sue doti di trasformista e l'abilità di cambiare voce, abiti e modo di muoversi con frenetica velocità.

Nel 1893 si sposò con Velia,una ragazza conosciuta un anno prima a Livorno durante una sua tournèe.
Nel 1894 debuttò all'estero presso il teatro Principal di Barcellona, dando poi vita ad una tournèe spagnola che toccò le città di Madrid, Siviglia, Cordova, Valencia e Xeres. Tra il giugno 1895 e il febbraio 1896 fece una tournée in America Latina esibendosi in Argentina, Brasile e Uruguay, poi nel maggio del 1896 debutta negli Stati Uniti dove rimarrà in tournèe per 6 mesi.
Nel Marzo 1897 Fregoli si trasferì a Londra, andando in scena al teatro "Alhambra". Nello stesso anno tornò in sudamerica per poi riprendere la via dell'Europa a Settembre.

Verso la fine del 1897, durante un suo spettacolo al teatro "Des Cèlestins" di Lione, Fregoli conobbe i Fratelli Lumière, dai quali ereditò subito la passione per il neonato cinematografo. Dopo aver acquistato un apparecchio di proiezione realizza dei corti che propone durante i suoi spettacoli per molti anni, divenendo tra i primi a portare in teatro la nuova invenzione,che lui ribattezzò Fregoligraph. Fino al 1905 interpretò e diresse molte pellicole.

Fregoli "donna"

Nel settembre 1898 si trasferì ad Asti dove acquistò una villa alla quale dette il nome della moglie Velia. Visse ad Asti fino al 1912.
Nel dicembre del 1898 tornò a fare tappa nella sua città, Roma, esibendosi in uno dei più bei teatri della capitale: Il "Valle". La sera del debutto il teatro era gremito in ogni ordine di posti e,tra il pubblico,sedevano importanti personalità del mondo letterario, teatrale ed istituzionale. Tra questi spiccava Eleonora Duse, che espresse il desiderio di conoscere personalmente Fregoli, che dopo lo spettacolo la raggiunse per riceverne gli elogi.

« ...Eleonora Duse, si sa, non andava mai sopra un palcoscenico, quando non recitava. Manifestò,però,il desiderio di conoscermi e di parlarmi ed io, prima della fine dello spettacolo, mi recai per pochi minuti nel suo palco di proscenio. Con una voce soavissima, indimenticabile, mi disse parole che conservo gelosamente, come un tesoro, dentro di me. In un suo "bravo Fregoli" mi parve fosse l'essenza più pura di tutti gli elogi e di tutti gli applausi che m'erano stati elargiti nelle diverse parti del mondo. »
( Leopoldo Fregoli, Fregoli raccontato da Fregoli, Rizzoli, 1936)

Una delle tante caratterizzazioni di FregoliNei primi anni del 900 intraprese spettacoli e tournèe in tutta Italia e all'estero,raggiungendo l'apice della sua carriera e della sua fama internazionale. In quegli anni furono numerose le sue tournèe italiane, che toccarono i più prestigiosi teatri dell'epoca ed ebbero sempre un enorme successo. Si esibì inoltre in alcuni importanti teatri in varie città del mondo,tra le quali:Marsiglia, Bruxelles, Lisbona, Londra, San Pietroburgo, New York, Città del Messico, Barcellona, Berlino, Vienna, Rio de Janeiro, Madrid, Tunisi, Il Cairo, Buenos Aires, Tripoli, Parigi, Algeri e Montevideo.

Fregoli nei panni di un uomo anziano in una delle sue trasformazioniNel 1906 incise un disco 78 giri presso la neonata "Società Italiana di Fonotipia" di Milano per la relativa collana "serie dei grandi cantanti comici italiani".
Il 16 giugno 1909 ,sull'onda del suo incredibile successo mondiale,venne invitato ad esibirsi nella sala pia del Vaticano. Venne poi ricevuto in udienza dal pontefice Pio X.

Nel Dicembre 1911 si separò dal suo storico impresario Giuseppe Paradossi, passando l'incarico al suo amico d'infanzia Virgilio Crescenzi. La gestione Crescenzi si rivelò disastrosa tanto che questi improvvisamente scappò, lasciando un deficit finanziario di 500.000 lire,cifra enorme per l'epoca. Nel 1913, dopo soli due anni dall'addio a Paradossi, Fregoli era sul lastrico. Dopo lo sconforto iniziale sfruttò il suo talento artistico per uscire da quella situazione; Organizzò subito una nuova tournèe in Spagna,anche in città dove non si era mai esibito. Tornò in Italia esibendosi a Trieste presso il teatro "Politeama Rossetti" , a Roma al teatro "Costanzi" e al "Politeama" di Napoli. Vendette inoltre Villa Velia, la sua casa di Asti dove abitava dal 1898. In breve tempo riuscì a risollevarsi (ma mai del tutto,a causa del periodo bellico) e riprese a pieno regime le sue tournèe internazionali, tra le quali toccò per la prima volta anche Cuba.

Nel maggio 1915 intraprese una nuova tournèe sudamericana che durò all'incirca un anno. Nel 1916 si esibì a Parigi nei teatri "Bernhardt" e "Belleville". Tra il 1918 e il 1919 Fregoli accarezzò più volte l'idea di ritirarsi dalle scene, fermando per diversi mesi le sue attività artistiche. Ritornerà invece in scena nel marzo 1919 con una serie di esibizioni a Napoli presso il teatro "Politeama Giacosa". Tra il 1920 e il 1924 si esibì in diverse tournèe italiane ed europee, per poi tornare in sudamerica nel 1925.

Nel febbraio del 1925, in Brasile,Fregoli mise in scena l'ultimo spettacolo della sua vita e nell'Aprile dello stesso anno annunciò il suo ritiro dalle scene. In breve tempo vendette tutto il suo materiale scenico e si ritirò a vita privata nel buen retiro di Viareggio, dove morì il 26 novembre 1936. Venne in un primo momento sepolto a Viareggio, ma per volontà familiari nella primavera del 1938 le spoglie vennero trasferite a Roma nel cimitero del Verano, dove Fregoli riposa tuttora.

Fregoli visto da diversi "Fregoli"

L'erede di Fregoli: Arturo Brachetti.Nel 1954 fu un istrionico artista romano ad interpretare Fregoli nella pellicola Gran Varietà: Alberto Sordi. Si trattava di un film ad episodi prodotto dalla Excelsa-Roma film,per la regia di Domenico Paolella. In uno di questi episodi,intitolato proprio "Fregoli", Sordi interpreta la parte del poliedrico trasformista.
La sua vita è poi stata narrata nel 1981 nell'omonimo sceneggiato televisivo - Fregoli diretto da Paolo Cavara e interpretato da un suo epigono e anch'egli stesso trasformista dello spettacolo: Gigi Proietti.
Ma fu lo stesso Fregoli a raccontare se stesso, la sua vita e la sua carriera,in un libro autobiografico pubblicato nel 1936 con il titolo Fregoli raccontato da Fregoli, riletto e ripubblicato nel 2007 a cura dell'allievo per antonomasia dell'attore-trasformista: Arturo Brachetti, che con la Compagnia della Rancia ha portato poi in scena un musical intitolato Fregoli.

Curiosità

La sua vita si intrecciò spesso con quella di altri personaggi di spicco della sua epoca,quali: Eleonora Duse, Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo, Ermete Zacconi, Ettore Petrolini, Georges Méliès, Sarah Bernhardt, Ermete Novelli, Pio X, Pietro Badoglio, Antonio Gandusio, Gabriele D'Annunzio, Trilussa, i Fratelli Lumière, Eugenio Montale.
Nel 1897 nasce in Svizzera Arthur Petronio,che viene indicato da tutte le biografie come figlio illegittimo di Fregoli, come lo stesso Petronio poi dichiarerà. In futuro Petronio diverrà apprezzato musicista,poeta e scrittore.
Nel libro "Le interviste impossibili" di Giorgio Manganelli si trova un'intervista immaginaria a Fregoli.
Sulla tomba di Fregoli campeggia l'epitaffio: Qui Fregoli compì la sua ultima trasformazione.

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