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11.1.12

Emanuela Grimalda






Nata a Trieste, versatile ed eccezionale attrice di teatro, dopo molte versioni teatrali e spettacoli, Emanuela Grimalda debutta al cinema nel film Uomo d'acqua dolce, nel 1996, a cui seguirono altri successi quale Vacanze di Natale 2000, Febbre da cavallo - La mandrakata (2002), al fianco di Gigi Proietti e Mai più come prima (2005). La sua ultima fatica cinematografica è Per non dimenticarti, del 2006.
In televisione lavora a cominciare dal 2000, prendendo parte al folto cast della fortunata serie Sei forte maestro, con Emilio Solfrizzi, in onda su canale 5 e per la regia Giordani-Manni-Risi.
Nel 2004 è su Rai 3, dove recita in B.R.A Braccia rubate all'agricoltura, programma satirico di Serena Dandini, dove interpreta una giornalista del TG1.
Nella sit-com Cotti e mangiati è la sorella di Marina Massironi, e recita accanto a quest'ultima e Flavio Insinna.
Recita anche in alcune puntate de I Cesaroni, nella stagione del 2006, nel ruolo di Benedetta, docente di religione, e, nello stesso anno, nel film per la Tv Giuseppe Moscati - L'amore che guarisce.
Prende parte al remake televisivo di Rebecca - La prima moglie, accanto a Mariangela Melato e Cristiana Capotondi.
Dal 2009 recita nella celebre serie-tv Un medico in famiglia, con il ruolo di Ave Battiston, madre di Guido Zanin, interpretato da Pietro Sermonti, nella sesta e nella settima stagione.

12.10.11

le rughe non coprirle che ci ho messo una vita a farmele venire




le grandi passioni non esistono: sono fantasie dei bugiardi. Esistono solo i piccoli amori che possono durare poco oppure a lungo

10.9.11

Anna Proclemer







talvolta indicata come Anna Vivaldi, è un'attrice teatrale e attrice cinematografica italiana.
Debutta nel 1942 in Nostra Dea di Massimo Bontempelli con il Teatro dell'Università di Roma. Durante la guerra recita con il Teatro delle Arti di Anton Giulio Bragaglia, in seguito con la compagnia dell'IDI, la compagnia Pagnani-Cervi e quella di Ricci.
Lavora con Vittorio Gassman e Luigi Squarzina al Teatro d'Arte e, ancora, al Piccolo Teatro di Milano diretta da Giorgio Strehler.
Nel 1946 si sposa con lo scrittore Vitaliano Brancati, che scrive per lei il testo teatrale La governante e dal quale si separa poco prima della morte di lui, nel 1954. Hanno una figlia, Antonia.
Al cinema è protagonista di un unico film, Malìa del 1946. Successivamente interpreta ruoli da non protagonista, ma nel contempo viene scelta da Raffaello Matarazzo come doppiatrice di Yvonne Sanson in Catene, e doppierà anche Anne Bancroft in Anna dei miracoli, interpretandone successivamente il ruolo in una famosa riduzione televisiva andata in onda nel 1968 e più volte replicata.
Nel 1956 inaugura un lungo sodalizio artistico e sentimentale con Giorgio Albertazzi. Proprio al suo fianco è la sua prima apparizione televisiva, tre anni dopo nello sceneggiato televisivo L'idiota, cui fanno seguito molte altre, soprattutto in riduzioni di spettacoli teatrali.
Il suo repertorio comprende, fra l'altro, testi di Pirandello, George Bernard Shaw, Lillian Hellman e D'Annunzio.
Nel 2011 le è stato assegnato il premio Alabarda d'oro alla carriera per il teatro

7.9.11

Eleonora Duse






è stata un'attrice teatrale italiana.
Fu una tra le più importanti attrici teatrali italiane della fine dell'Ottocento e degli inizi del Novecento simbolo indiscusso del teatro moderno, anche nei suoi aspetti un po' enfatici.
Nata a Vigevano (sulla casa natale è stata messa una targa) da una famiglia di attori chioggiotti, crebbe e trascorse l'infanzia tra il nomadismo e il dilettantismo della compagnia girovaga del padre Alessandro Vincenzo Duse e della madre Angelica Cappelletto, andando in scena fin da bambina. La famiglia Duse era imparentata con un'altra famiglia di attori girovaghi, i Vitaliani. Cugina di Eleonora era Italia Vitaliani. Nel 1862, Eleonora, a soli 4 anni, interpretò la parte di Cosetta in una versione teatrale de I miserabili. Nel 1878 conquistò il ruolo di prima amorosa nella compagnia Ciotti-Belli Blanes, e appena ventenne fu a capo di una compagnia con Giacinta Pezzana. Alcune memorabili interpretazioni, come Teresa Raquin di Émile Zola, le procurarono presto l'adorazione del pubblico e l'entusiasmo della critica. Nel 1879 entrerà nella Compagnia Semistabile di Torino di Cesare Rossi, dove porterà a maturazione una sua poetica che raccoglieva le eredità del passato ma che insieme rompeva con la tradizione grandattorica della prima metà dell'Ottocento.
È proprio in questo periodo, gli anni ottanta, che la Duse compirà le scelte di repertorio che segneranno il suo percorso artistico e la sua carriera. Un repertorio che le permetterà di esprimere il suo sentimento di crisi rispetto all'epoca di cui faceva parte. Vista la sostanziale assenza di una drammaturgia in Italia (di Giacometti, Giacosa, Torelli, Praga si ricorda un'opera a testa, non molto di più) i testi che sceglieva e prediligeva erano perlopiù le pièce bien faite francesi: moderne, mondane, di forte richiamo per i mutati gusti del mutato pubblico del secondo Ottocento; meccanismi perfetti che intendevano confermare le norme e i valori borghesi. Ma nelle mani della Duse i drammi di Victorien Sardou e di Alexandre Dumas figlio diventavano partiture da smontare per poter essere poi riempite di nuova linfa, del messaggio tutto personale della Duse che quei valori borghesi voleva metterli in crisi, rappresentarli quindi così come nella realtà che la circondava essi si presentavano, non certo confermarli acriticamente. I temi che alla Duse premeva di affrontare erano quelli più spinosi e più rappresentativi della società borghese dell'epoca: denaro, sesso, famiglia, matrimonio, ruolo della donna. Ne usciva il ritratto di una società perbenista ma in realtà ipocrita, luccicante nella vetrina ma marcia nella sostanza, egemonizzata da un dio-denaro regolatore di ogni rapporto umano; un mondo nel quale è impossibile provare delle emozioni sincere. Emergeva poi l'interiorità femminile così come la Duse viveva la sua: un'interiorità rotta, alienata, nevrotica.
Il suo repertorio era moderno e di forte richiamo: dal verismo della Cavalleria rusticana di Giovanni Verga ai drammi di Victorien Sardou e di Alexandre Dumas figlio che facevano parte del repertorio della grande attrice francese Sarah Bernhardt. Fra le due attrici nacque presto una rivalità che divise i critici teatrali.
Nel 1881 Eleonora Duse sposò Tebaldo Checchi, attore nella sua compagnia; l'unione, dalla quale nacque una bambina, Enrichetta, si rivelò presto infelice e terminò con una separazione definitiva.
Nel 1884 la Duse si legò ad Arrigo Boito, che adattò per lei Antonio e Cleopatra di William Shakespeare. La relazione con Boito restò sempre segreta e durò, fra alti e bassi, per diversi anni: gli incontri avvenivano presso Ivrea al castello di San Giuseppe dimora di un comune amico, Giuseppe Bianchi. In questo periodo, l'attrice frequentò gli ambienti della Scapigliatura, ed il suo repertorio si arricchì anche dei drammi di Giuseppe Giacosa, amico di Boito.
Ebbe una relazione con Lina Poletti che durò due anni. La sua amicizia con Isadora Duncan con la quale si incontrava nelle tournée europee fu molto "chiacchierata".
Negli anni novanta, Eleonora Duse portò sulle scene italiane i drammi di Henrik Ibsen, Casa di bambola, La donna del mare, Hedda Gabler e Rosmersholm. Quest'ultimo, in particolare, fu da lei ripreso anche al Théâtre de l'Oeuvre di Parigi (1898) con la regia di Aurélien-Marie Lugné-Poë, e in un memorabile allestimento con le scene di Edward Gordon Craig (1906).
Nel 1909 Eleonora Duse abbandonò il teatro. Pochi anni dopo, nel 1916, interpretò il suo unico film, Cenere, tratto dall'omonimo romanzo di Grazia Deledda.
Tornata sulle scene nel 1921, si spense nel corso dell'ultima tournée americana, a Pittsburgh, il 21 aprile 1924. È sepolta nel cimitero di Asolo, secondo la sua volontà.
Dopo la sua morte, a sua nome sono stati intitolati numerosi teatri, oltre a scuole e toponimi in varie città italiane. Inoltre, in mostra in importanti musei in tutto il mondo, è stato esposto il guardaroba dell'attrice restaurato da Fausto Sarli.
Le è stato dedicato un cratere di 30 km di diametro sul pianeta Venere


L'incontro con D'Annunzio


Nel 1882 a Roma incontra per la prima volta Gabriele D'Annunzio: quest'ultimo è un giovane affascinante e pieno di riccioli, sceso da poco dagli Abruzzi ma già con tre opere pubblicate. Compare davanti alla Duse e con melodiose parole le propone, tout court, di giacersi con lui. Eleonora lo congeda con sdegno, ma forse anche con un segreto compiacimento (in quel giorno lo descrive: Già famoso e molto attraente, con i capelli biondi e qualcosa di ardente nella sua persona).
Nel 1888 a Roma al teatro Valle, Eleonora, che sul palcoscenico si è appena redenta da traviate gioie e ha preso in faccia manciate di monete false ed è morta di tisi e d'amore nelle vesti della disgraziatissima Signora delle camelie, sta avviandosi ancora in sospiri e lacrime al suo camerino. Ed ecco un giovanotto esile, esile, ma tutto scatti ed eleganza, uscire d'improvviso dalla penombra del corridoio e gridarle con perentorio entusiasmo: O grande amatrice!. Eleonora un po' spaventata, lo guarda per un attimo e prosegue. Il giovanotto è D'Annunzio.
Nel giugno 1892, è la data che D'Annunzio scrive, assieme alla dedica (Alla divina Eleonora Duse), su di un esemplare delle sue Elegie romane. Dai libri, nasce in Eleonora il desiderio di un incontro con l'autore. E nell'incontro si abbandona alla presa di quegli occhi chiari, si sorprende a dimenticare tutta la sua amara sapienza della vita e a godere della lusinga che essi esprimono.
Il momento fondamentale sia nella vita che nella carriera artistica di Eleonora Duse fu il definitivo incontro a Venezia, nel 1894, con Gabriele D'Annunzio, allora poco più che trentenne. Il tempestoso legame sentimentale ed artistico che si stabilì fra l'attrice e il giovane poeta durò una decina d'anni, e contribuì in modo determinante alla fama di D'Annunzio. Eleonora Duse, già celebre ed acclamata in Europa e oltre oceano, portò infatti sulle scene i drammi dannunziani (Il sogno di un mattino di primavera, La Gioconda, Francesca da Rimini, La città morta, La figlia di Iorio), spesso finanziando ella stessa le produzioni e assicurando loro il successo e l'attenzione della critica anche fuori dall'Italia. Ciò nonostante, nel 1896 D'Annunzio le preferì Sarah Bernhardt per la prima rappresentazione francese de La ville morte. Periodi di vicinanza e collaborazione fra i due artisti si alternarono a crisi e rotture; D'Annunzio seguiva raramente l'attrice nelle sue tournée, ma nel 1898 affittò la villa trecentesca della Capponcina a Firenze nella zona di Settignano, per avvicinarsi alla Porziuncola, la dimora di Eleonora. Nel 1900, D'Annunzio pubblicò il romanzo Il fuoco, ispirato alla sua relazione con Eleonora Duse, suscitando critiche vivaci da parte degli ammiratori dell'attrice.
Dopo la loro separazione Gabriele visse tutto il resto della sua vita (le sopravvisse quattordici anni) struggendosi nel ricordo dell'attrice. Infatti, quando ormai vecchio venne a sapere della sua morte, mormorò «È morta quella che non meritai»

16.8.11

Rossella Falk





è un'attrice italiana.
Il suo vero nome è Rosa Falzacappa. Diplomatasi all'Accademia d'arte drammatica, intraprende la carriera teatrale a partire dal 1949.
Tra il 1951 e il 1953 fa parte della prestigiosa compagnia Morelli-Stoppa, mentre nel 1954 è al Piccolo Teatro di Milano e nel 1955 entra a far parte della Compagnia dei Giovani.
Spazia dal più cupo Tennessee Williams (Un tram che si chiama Desiderio; Improvvisamente l'estate scorsa) all'Ibsen più provocatore (Spettri), restando però fedele al nostrano Luigi Pirandello.
Ha sempre privilegiato la carriera teatrale rispetto a quella cinematografica, anche se si è concessa alcune interpretazioni, come 8 e 1/2 (1963) di Federico Fellini o Io la conoscevo bene (1965) di Antonio Pietrangeli, e uno girato ad Hollywood, il cupo Quando muore una stella (The Legend of Lylah Clare, 1968) di Robert Aldrich,
In teatro è stata diretta dai massimi registi italiani tra i quali Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Orazio Costa, Giancarlo Cobelli, Giuseppe Patroni Griffi e Giorgio De Lullo a cui deve gran parte del suo successo avendola resa protagonista di molti dei suoi successi teatrali dall'epoca della Compagnia dei Giovani. Nel 1964 vince il premio San Genesio quale migliore attrice teatrale per l'opera Sei personaggi in cerca d'autore.
Allaccia amicizie con Maria Callas, Jean Cocteau e Dirk Bogarde. Dal 1981 al '97 la Falk sarà il direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma insieme a Giuseppe Battista e Umberto Orsini.
Dal 2004 al 2006 l'attrice porta in tournée in tutto il mondo lo spettacolo di successo Vissi d'arte, vissi d'amore un recital in cui racconta ed interpreta ricordi personali, interviste e scritti su Maria Callas.

8.8.11

Titina De Filippo







vero nome Annunziata, è stata un'attrice teatrale italiana. Fu fra le più grandi attrici del teatro napoletano del Novecento.

Figlia naturale e illegittima dell'importantissimo attore e commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo, e sorella maggiore di Eduardo e Peppino, nacque nel quartiere Chiaia in via dell'Ascensione.
Avviata immediatamente alla carriera teatrale, debuttò sui palcoscenici da bambina interpretando quasi sempre ruoli maschili nella compagnia del padre: il debutto avvenne nella parodia dell'operetta La geisha, per poi passare al ruolo di scolara, nel 1909, in Nu ministro 'mieze 'e guaie, traduzione napoletana di I guai di un ministro di Vito di Napoli e ancora Peppeniello in Miseria e nobiltà.
Raggiunta l'età adolescenziale, Titina visse una lunga fase per la quale l'età non le consentì l'assegnazione di alcun ruolo: troppo grande per fare il bambino e troppo giovane per essere un'attrice giovane, studiò i comportamenti delle altre colleghe. Nel 1912, tuttavia, venne scritturata nella compagnia di Vincenzo Scarpetta, dove nel 1917 troveranno scrittura anche i fratelli naturali. Nel 1921 lasciò la compagnia per lavorare in quella di Francesco Corbinci, anch'essa di stampo prettamente dialettale, nella quale passò dal repertorio della pochade a quello della commedia musicale. Nella stessa compagnia conobbe Pietro Carloni, un collega che sposerà nel 1922 e dal quale avrà il suo unico figlio, Augusto (1923 - 1997). Il periodo della gravidanza la costrinse ad abbandonare le scene per brevissimo tempo: Titina si produsse, in ogni modo, sia al Teatro Umberto che al Teatro Nuovo di Napoli, regredendo nella scala gerarchica dei ruoli teatrali: da prima attrice divenne attrice giovane. Nonostante la scarsa avvenenza fisica, Titina si produsse nella rivista a fianco di attrici e soubrette avvenenti, senza mai sfigurare: dal 1924 in poi, riuscì a divenire interprete di alcune commedie di Michele Galdieri. Tenta la strada della sceneggiata accettando un incarico in un'altra compagnia, ma torna comunque al Teatro Nuovo, portando avanti un repertorio di rivista.
Raggiunse il successo a 31 anni, quando recitò durante la stagione 1929-1930 al Teatro Nuovo di Napoli nella Compagnia Stabile Napoletana Molinari diretta da Enzo Aulicino, accanto a Totò, suo coetaneo. Nel 1931 fondò insieme ai due fratelli il famoso Teatro Umoristico I De Filippo che debuttò il 25 dicembre con la commedia Natale in casa Cupiello, scritta da Eduardo. Da allora li seguì ininterrottamente, costituendo una parte decisiva nei loro successi e distaccandosene momentaneamente soltanto nel 1939, quando apparve insieme a Nino Taranto nella rivista Finalmente un imbecille, scritta da Nelli e Mangini.
Al 1937 risale il debutto cinematografico tardivo, assieme ai due fratelli, con la pellicola Sono stato io! di Raffaello Matarazzo: negli stessi anni, abbandonata la compagnia dei fratelli, torna alla rivista all'età di quaranta anni.
Nel 1945, quando Eduardo e Peppino si divisero per i noti contrasti e insofferenze, rimase insieme al primo, che formò con lei la Compagnia di Eduardo e dove conobbe autentici trionfi con Napoli milionaria (1945), Filumena Marturano (1946), scritta appositamente per lei, e Questi fantasmi! (1947). Nel 1946, però, un grave affanno cardiaco inizia a manifestarsi, fino a farle accusare un grave malessere a Genova, nel corso di un'interpretazione della Filumena del dicembre 1948, che non le impedisce tuttavia di portare a termine la recita. Fattasi visitare a Milano sotto consiglio di Eduardo, le viene prescritto un mese di convalescenza che l'attrice passa a San Remo: dopo il mese di riposo, riprese l'attività artistica e le tournée in giro per l'Italia.
Scioltasi la compagnia Teatro Umoristico I De Filippo nel 1951, decise di ritirarsi dalle scene, in seguito a gravi problemi di salute, per dedicarsi alla pittura e al cinema, come caratterista gustosa e come sceneggiatrice e dialoghista, vincendo anche un Nastro d'Argento nella stagione 1951-1952 per la migliore sceneggiatura di Due soldi di speranza diretto da Renato Castellani. Tra gli altri, lavorò con Alida Valli, Anna Magnani, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Sylva Koscina e Ugo Tognazzi; comparve inoltre nel 1956 in un documentario diretto dal critico cinematografico Giulio Cesare Castello, Il museo delle voci.
Da tempo sofferente di una malattia al cuore, si ritirò definitivamente nel 1959: due anni dopo è costretta a rifiutare un invito di Vittorio De Sica per partecipare come guest-star al film Il giudizio universale (1961). Subito dopo la sua morte, a sessantacinque anni, lo stesso De Sica le dedica nei titoli di testa il film Matrimonio all'italiana (1964), trasposizione di Filumena Marturano. Sposata dal 1922 con l'attore Pietro Carloni, ebbe da lui il figlio Augusto (1923-1997), il quale lavorò saltuariamente nel cinema come aiuto regista e sceneggiatore, divenendo giornalista parlamentare, e pubblicò nel 1984 una biografia della madre.
Fu autrice di ventuno commedie teatrali; tra le più note: Quaranta, ma non li dimostra, scritta in collaborazione con il fratello Peppino, e Virata di bordo, interpretata da Nino Taranto.




4.7.11

Anna Marchesini









è un'attrice, doppiatrice e regista italiana.
Fa parte del celebre Trio con Massimo Lopez e Tullio Solenghi, che ha lavorato con continuità dal 1982 al 1994 e si è ricostituito, seppur per sole tre serate, per festeggiare i 25 anni dalla fondazione, nel 2008. Dopo lo scioglimento del Trio l'attrice ha continuato la sua attività al fianco di Solenghi dal 1994 al 1995 per poi proseguire da sola la carriera di attrice teatrale.

Nata ad Orvieto il 18 novembre 1953, frequentò la scuola elementare saltando la seconda classe e passando direttamente alla terza, riducendo così i suoi anni di studio. Dopo le scuole medie, frequentò il Liceo Classico di Orvieto e a soli 18 anni si iscrisse al corso universitario di Psicologia dell'Università di Roma, conseguendo la laurea a 22 anni nel 1975.
Nel 1976 entrò all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico e si diplomò nel 1979 come attrice di prosa.
Ancora allieva all'accademia, nell'estate del 1976 debuttò nello spettacolo Il Borghese Gentiluomo di Molière, sotto la regia di Tino Buazzelli.
Ogni estate (dal 1979 al 1981), eseguì una pièce estiva con la regia di Lorenzo Salveti, suo insegnante; alcune rappresentazioni realizzate furono Le Donne al Parlamento e Gli Uccelli di Aristofane.
Nel 1979, dopo il diploma, entrò in compagnia teatrale al Piccolo di Milano e sotto la regia di Virginio Puecher recitò in Platonov di Anton Čechov.
Nel 1980, per la regia di Mario Scaccia e Nino Mangano, prese parte a Il Trilussa Bazar di Ghigo De Chiara, nel 1981 al Barbiere di Siviglia sotto la regia di Mario Maranzana e nel 1982, per la regia di Tonino Pulci, al Fantasma dell'Opera.
Sempre nel 1982 lavorò per la prima volta con Tullio Solenghi, in un programma svizzero per italiani.
Già da tempo l'attrice si era impegnata in un'intensa attività nel campo del doppiaggio, campo che nel corso della sua carriera ritroverà in varie occasioni. È stata doppiatrice di Judy Garland nella seconda edizione restaurata de Il mago di Oz (1980) nonché di numerosi ruoli in cartoni animati trasmessi nei primi anni ottanta. La si può ricordare in cartoni animati tra cui Lo specchio magico o Time Bokan-La macchina del tempo. Nell'ambiente del doppiaggio nel 1982 incontrò Massimo Lopez, entrambi alle voci dei protagonisti della serie animata Supercar Gattiger.


Il Trio


Nel 1982 Il Trio Marchesini-Lopez-Solenghi esordì su RadioDue col programma radiofonico Helzapoppin (dal celebre musical 1938 Hellzapoppin' e dall'omonimo film del 1941 di Henry C. Potter). I tre furono scritturati dalla RAI di Genova per un programma radiofonico del sabato mattina di 13 puntate che però, per il buon successo, divennero 52.
Nel 1985, dopo aver inviato una videocassetta ad Enzo Trapani, il Trio fu scelto per 8 puntate televisive del varietà Tastomatto, affiancando Pippo Franco alla conduzione. Qui nacquero molti degli sketch che li resero famosi, in primis le parodistiche interpretazioni telegiornalistiche e pubblicitarie.
Nel 1985 Anna Marchesini prende parte al film A me mi piace, diretto da Enrico Montesano.
Con le 40 puntate di Domenica in nel 1984/1985, il Trio fu premiato come Rivelazione dell'Anno.
Nel 1987 i tre prendono parte a Fantastico 7. Grazie al programma diventano conosciuti a livello mondiale per uno sketch considerato offensivo nei confronti della madre di Ruhollah Khomeyni. Malgrado l'imbarazzo internazionale dovuto allo sketch, questo varrà loro un articolo sulla rivista americana Variety e alcuni spettacoli oltreoceano: al Lincoln Center di New York e a Buenos Aires.
Il grande impatto sul pubblico e il loro talento comico li lancia sul palco dell'Ariston per ben tre volte (Sanremo 1986, Sanremo 1987 e Sanremo 1989).
Contemporaneamente si ha il ritorno del Trio a teatro, pur non tralasciando gli impegni col pubblico televisivo. Sono quindi, rispettivamente, del 1987 e del 1991 gli spettacoli Allacciare le cinture di sicurezza e In principio era il trio. Entrambi i lavori ottennero un grandioso successo, furono portati in tournée per molti anni e furono ripresi in televisione più volte. Allacciare le cinture di sicurezza fu anche premiato con un Biglietto d'Oro.
La loro fama e comicità raggiunge il culmine nel 1990 con I promessi sposi, rilettura parodistica dell'omonimo dramma manzoniano, trasmesso su Rai 1 in 5 puntate, ascolto medio di 13 milioni di spettatori con picchi di 17 milioni.
Il 19 settembre 1991 Anna Marchesini sposa l'attore tarantino Paki Valente con rito civile a Parigi. I due avranno una figlia nel 1992, Virginia, e divorzieranno nel 2001.
Lo scioglimento del Trio avvenne nel 1994, quantomeno nelle sue produzioni, dato che nulla lasciò intendere la fine del gruppo comico (cosa confermata dal loro recente ritorno sugli schermi per la commemorazione dei 25 anni di attività). Sembra che il motivo fu il desiderio di Massimo Lopez di sperimentarsi da solo. Ne seguì una collaborazione Solenghi-Marchesini nel 1994: La rossa del Roxy Bar ma, contemporaneamente, la pubblicazione del libro Uno e Trino di Tullio Solenghi confermò la fine di un boom di comicità durato più di dieci anni.


Carriera solista


Nel 1995 Rai Uno commissiona all'attrice la registrazione di uno spettacolo comico solista, un monologo coi principali personaggi dell'artista.
Nel 1996/97 si ha l'ultima collaborazione Marchesini-Solenghi al Teatro Eliseo di Roma con lo spettacolo Due di Noi, una pièce di due atti unici che contiene una breve commedia comica, I Cinesi.
Nel 1998 ritorna con le sue caricature e parodie di personaggi noti al pubblico, in trasmissioni quali Quelli che il calcio e La posta del cuore. Lo strepitoso "rinato" successo la dirige nuovamente a Sanremo, questa volta solista, al fianco di Fabio Fazio, interpretando molti personaggi, da Rita Levi-Montalcini a Gina Lollobrigida.
Segue quindi il primo spettacolo teatrale da solista, Parlano da sole del 1998, debuttato al Teatro Olimpico di Vicenza. Lo spettacolo è diviso in due atti: il primo è una reinterpretazione de Un letto fra le lenticchie di Alan Bennett e de Anna Cappelli di Annibale Ruccello; nel secondo si ha l'interpretazione di molti dei suoi personaggi.
Del 1999 è invece Una patatina nello zucchero, con debutto sempre al Teatro Olimpico. Nel primo atto troviamo ancora Alan Bennett con i monologhi Una patatina nello zucchero e L'Occazione d'Oro; nel secondo un monologo della sessuologa Merope Generosa.
Nel 2000 si ha la pubblicazione del libro Che siccome che sono cecata (motto caratteristico di uno dei suoi personaggi più conosciuti, la signorina Carlo), edito da Mondadori e corredato di un video di 85 minuti per la collana I mostri della comicità.
L'attrice torna varie volte al doppiaggio; da citare il ruolo di Yzma ne Le follie dell'Imperatore della Disney (2000).
Il 2001 è l'anno dello spettacolo teatrale La cerimonia del massaggio tratto da un lungo racconto di Alan Bennett e riadattato a monologo di ben 10 personaggi. Lo spettacolo debutta al Teatro Eliseo e al Piccolo Teatro di Milano e sarà in tournée per 2 anni.
Segue la sua ultima comparsa al festival di Sanremo (2002), al fianco di Pippo Baudo nel ruolo della sessuologa Merope Generosa, famosa insegnante di educazione sessuale che, durante le sue lezioni, si lascia trascinare nel racconto delle sue esperienze disastrose con gli uomini, nonché da doppi sensi intercalati costantemente nelle sue frasi.
Nel 2005, da Le due zittelle di Tommaso Landolfi, rielabora un monologo comico di ben 15 personaggi differenti. L'attrice recita al Teatro Eliseo, al Piccolo di Milano e al Teatro Valle di Roma.
Nel 2007 Anna Marchesini stila 3 puntate per la televisione per ripercorrere, insieme a Tullio Solenghi e a Massimo Lopez, la loro carriera insieme.
Nel 2008 si ha il ritorno in televisione, dopo una lunga assenza dovuta alla lotta contro una grave malattia, l'artrite reumatoide, nella celebrazione dei 25 anni di attività de Il Trio, alla conduzione, insieme a Solenghi e Lopez, dello spettacolo Non esiste più la mezza stagione (titolo che deriva da uno dei più noti sketch teatrali del trio). Lo spettacolo, in onda su RaiUno, è in tre puntate (sabato 8-15-22 marzo) e ripercorre la carriera dei tre artisti comici.
Alla fine dello stesso anno debutta con la pièce teatrale, Giorni felici di Samuel Beckett.


Vita privata


Anna Marchesini è divorziata dall'attore Paki Valente e ha una figlia di nome Virginia nata nel 1992.
Nella seconda parte del 2006, in pieno periodo di repliche dell'ultimo spettacolo Le due zittelle, tutte le date rimaste (Arezzo, Firenze, Torino, Piacenza e altre) vengono improvvisamente annullate in tutta Italia. Un attacco di artrite reumatoide, malattia che da anni affligge l'artista, le causerà una lunga assenza dalle scene prima del recupero.
La sua casa di produzione, la Marisa srl, è una società di cui la stessa Marchesini è socia assieme alla sorella Maria Teresa. Il nome di tale società è stato spesso utilizzato negli spettacoli del Trio per personaggi vari, e continua tuttora ad apparire nelle produzioni più recenti degli spettacoli di Anna Marchesini.
Dal 2007 insegna all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico.





Anna Mazzamauro







Anna Maria Mazzamauro è un'attrice e doppiatrice italiana.
Nata nel 1941, inizia la carriera di attrice sul finire degli anni sessanta, quando diventa impresaria di se stessa, aprendo un piccolo teatro in centro a Roma, Il Carlino. In questo laboratorio sperimentale muovevano i loro passi anche Elio Pandolfi, i Vianella (Wilma Goich e Edoardo Vianello) e Bruno Lauzi. Dopo un disastroso incendio nel 1968 la compagnia chiuse e l'attrice passò al cinema debuttando in Pronto... c'è una certa Giuliana per te di Massimo Franciosa.
Nello stesso anno recita nella commedia musicale Non cantare, spara, insieme al Quartetto Cetra.
Resa celeberrima al grande pubblico dal personaggio della "Signorina Silvani", la vamp della serie di fortunati film sul Ragionier Ugo Fantozzi, la Mazzamauro non è solo una brillante caratterista e attrice comica, ma durante una carriera trentennale ha saputo distinguersi in numerosi ruoli drammatici.
Nei primi anni settanta si esibì in numerosi spettacoli teatrali di cabaret dove presentava una serie di personaggi femminili, caricature prese dalla società contemporanea, mettendo in evidenza una notevole dose di intelligenza e autoironia. Da uno di questi spettacoli venne pubblicato un Lp che immortala alcuni dei suoi tormentoni. Fra i partner di scena Lino Banfi e Oreste Lionello.
A suo agio più in teatro che al cinema, a causa della maggiore esperienza accumulata sul palcoscenico nel corso degli anni, fra le interpretazioni più interessanti ed efficaci quelle in Raccontare Nannarella, un recital dedicato ad Anna Magnani (nato nel 1970 e riproposto negli anni novanta), e Cyrano de Bergerac, dove l'attrice interpretava la parte del nasuto protagonista, parte certamente non facile per una donna. Da sottolineare anche il fatto che ad oggi sia stata l'unica donna nel mondo ad aver interpretato tale ruolo.
In televisione ha condotto Scuola serale per aspiranti italiani per la regia di Enzo Trapani su Rai 2, è stata chiamata da Corrado a far parte del cast del programma in diretta dal Teatro delle Vittorie in Roma Gran Canal, fra gli altri, con Tullio Solenghi e Patrizia Pellegrino (1981 su Rai 2). In seguito a questi spettacoli ha inciso su 45 giri alcune sigle e canzoncine per bambini, interessanti sotto il profilo del collezionisnmo musicale. Su Mediaset ha partecipato a Grand Hotel su Canale 5 nel 1985 a fianco dei migliori comici dell'epoca per la regia di Giancarlo Nicotra ed a Beato tra le donne con il figlio Enrico Papi per la regia di Beppe Recchia.
Fra le attività di doppiaggio, famosa quella della sorellina in Senti chi parla 2.
Nel 2002 ha recitato nella fiction di Canale 5 Ma il portiere non c'è mai?.
Ha una figlia di nome Guendalina nata nel 1970.

24.3.11

Liz Taylor



Elizabeth Rosemond Taylor, nota come Liz Taylor, è stata un'attrice inglese, considerata l'ultima grande diva dell'era d'oro di Hollywood per le sue doti recitative e la singolare avvenenza.

Elizabeth Taylor nasce ad Hampstead, Londra, seconda figlia dello storico Francis Lenn Taylor (28 dicembre 1897 - 20 novembre 1968) e di Sara Viola Warmbrodt (21 agosto 1895 - 11 settembre 1994), due statunitensi residenti in Gran Bretagna. Suo fratello maggiore è Howard Taylor (nato nel 1929), e alla figlia viene data la nazionalità statunitense. Entrambi i genitori erano originari di Arkansas City, nel Kansas. Suo padre era un commerciante di arte e sua madre una ex-attrice famosa col nome d'arte di Sara Sothern, ritiratasi dalle scene quando si sposò nel 1926 a New York.
Anche se molto spesso ci si riferisce a lei come Liz, ha sempre dichiarato di preferire il suo nome proprio per esteso; i suoi nomi di battesimo sono stati scelti in onore alla nonna paterna, Elizabeth Taylor, nata Elizabeth Mary Rosemond.
All'età di 3 anni Elizabeth inizia a prendere lezioni di danza. Dopo l'entrata in guerra del Regno Unito i suoi genitori scelsero di tornare negli Stati Uniti per evitare le ostilità. Elizabeth ed il fratello tornarono immediatamente con la madre, mentre il padre le raggiunse poco tempo dopo per finire di sistemare gli affari a Londra. La famiglia si trasferì a Los Angeles, dove viveva al momento la famiglia di Sara, i Warmbrodts.
All'età di nove anni, la Taylor appare nel suo primo film, There's One Born Every Minute (1942), prodotto dagli Universal Studios. Scaduto il contratto con la Universal, che comprendeva solo questa pellicola, Elizabeth viene ingaggiata dalla Metro-Goldwyn-Mayer, dove il suo primo lavoro è Torna a casa Lassie! (1943), che la porta all'attenzione del pubblico.
Dopo un altro paio di pellicole, una delle quali "in prestito" alla 20th Century Fox, appare nel suo primo film come protagonista, interpretando Velvet Brown, una bambina che allena un cavallo per vincere l'Aintree Grand National, nel film di Clarence Brown Gran Premio (1944), con Mickey Rooney. La pellicola ottiene un grandissimo successo, con un incasso di oltre 4.000.000$ al botteghino, e le fa guadagnare lo status di "bambina-prodigio". Il successo di pubblico e le ottime critiche spingono la casa di produzione a proporle un lauto contratto a lungo termine.
Frequenta la scuola direttamente negli studi della Metro-Goldwyn-Mayer, e successivamente si diploma alla University High School di Los Angeles il 26 gennaio 1950, lo stesso anno in cui, diciottenne, si sposa per la prima volta.

Il successo
Nel 1951 è impegnata contemporaneamente nel film Un posto al sole (A Place in the Sun) e nel kolossal Quo vadis? (apparizione non accreditata).
La Taylor ottiene tre nomination all'Oscar consecutive per L'albero della vita (1957) di Edward Dmytryk, interpretato accanto a Montgomery Clift, La gatta sul tetto che scotta (1958) di Richard Brooks, in cui impersona una procace moglie insoddisfatta a causa dell'indifferenza del marito (interpretato da Paul Newman), e Improvvisamente l'estate scorsa (1959) di Joseph L. Mankiewicz, con Clift, Katharine Hepburn e Mercedes McCambridge.
Nel 1961 vince finalmente l'Oscar alla migliore attrice per la sua interpretazione in Venere in visone (1960) di Daniel Mann, che vedeva nel cast accanto alla Taylor il marito Eddie Fisher. Nel 1967 vincerà nuovamente la statuetta per Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) di Mike Nichols, accanto all'allora marito Richard Burton, conosciuto sul set del kolossal Cleopatra (1963).
Nel 1963 diventa la star cinematografica più pagata quando le viene offerto un contratto da 1.000.000$ per interpretare come protagonista il kolossal Cleopatra della 20th Century Fox. Durante la lavorazione di questa pellicola incontra per la prima volta, sul set il futuro marito Richard Burton, che interpreta Marco Antonio. I tabloid scandalistici cominciano a parlare di una storia d'amore nata sul set tra i due attori, all'epoca entrambi erano sposati.
Coinvolta in questa nuova relazione sentimentale, la Taylor lascia il marito Eddie Fisher per Burton, non molto tempo dopo che lo stesso Fisher aveva lasciato a sua volta in maniera simile la moglie Debbie Reynolds per sposare Elizabeth Taylor. Anni dopo, Burton avrebbe ironicamente definito tutto l'affare come "la scandale". L'episodio, che consolidò la reputazione della Taylor come femme fatale, lanciò incredibilmente la carriera di Debbie Reynolds, cui vennero offerti numerosi ruoli romantici come tipica "fidanzatina" americana bionda, e portò Burton nell'Olimpo delle stelle di Hollywood. Solo Fisher non ottenne in realtà alcun vantaggio da tutto lo scandalo e dalla pubblicità gratuita che ne scaturì.

I matrimoni
Elizabeth Taylor è stata sposata otto volte e ha avuto sette mariti:
Conrad Hilton, Jr., erede della famiglia Hilton (6 maggio 1950 - 29 gennaio 1951) - divorziata
Michael Wilding, attore (21 febbraio 1952 - 26 gennaio 1957) - divorziata
Mike Todd, produttore (2 febbraio 1957 - 22 marzo 1958) - vedova
Eddie Fisher, cantante (12 maggio 1959 - 6 marzo 1964) - divorziata
Richard Burton, attore (15 marzo 1964 - 26 giugno 1974) - divorziata
Richard Burton (2° matrimonio) (10 ottobre 1975 - 29 luglio 1976) - divorziata
John Warner, senatore (4 dicembre 1976 - 7 novembre 1982) - divorziata
Larry Fortensky (6 ottobre 1991 - 31 ottobre 1996) - divorziata
Secondo il settimanale britannico "The Sunday Express", Liz sarebbe stata intenzionata a sposarsi per la nona volta con un fotografo di origini iraniane di nome Firooz Zahedi, diciassette anni più giovane della Diva, di cui si era follemente innamorata.
La Taylor ebbe due figli con Wilding, Michael Howard Wilding (nato il 6 gennaio 1953) e Christopher Edward Wilding (nato il 27 febbraio 1955), ed una figlia, Liza, da Mike Todd, (nata il 6 agosto 1957). Nel 1964 lei e Fisher iniziarono le pratiche per l'adozione di una bambina, poi in seguito adottata da Burton, Maria Burton (nata il 1º agosto 1961). Durante il suo matrimonio con Hilton, la Taylor si convertì al Giudaismo (dopo aver fatto parte della Chiesa Anglicana dalla nascita).

Teatro e televisione
Oltre al cinema, Elizabeth Taylor ha recitato in diversi programmi per la televisione, tra i quali il film per la TV del 1973 girato col marito Richard Burton intitolato Divorzia lui divorzia lei. Nel 1985 ha interpretato la giornalista di gossip Louella Parsons in Malice in Wonderland, accanto a Jane Alexander, che interpretava Hedda Hopper, ed è anche apparsa nella mini-serie Nord e Sud. Nel 2001 ha interpretato un'agente in These Old Broads. È apparsa anche in un elevato numero di altri show televisivi, tra i quali le soap opera General Hospital e All My Children e la serie d'animazione I Simpson (due volte, la prima nel ruolo di sé stessa e la seconda come voce di Maggie).
La Taylor ha recitato anche in teatro, debuttando a Broadway e nel West End nel 1982 con un revival di The Little Foxes di Lillian Hellman. Ha poi preso parte ad una produzione dell'opera di Noel Coward Private Lives nel 1983, nel cast del quale figurava anche l'ex-marito Richard Burton.

Altri interessi
Elizabeth Taylor ha sempre dichiarato la sua passione per la gioielleria. Nel corso degli anni ha posseduto una grande quantità di famosi gioielli, due dei quali, tra i più celebri, sono stati il diamante Krupp da 33,19 carati (6,638 g) e il diamante Taylor-Burton, a forma di "pera", da 69,42 carati (13,884 g), che, come si può intuire dal nome, è stato uno dei numerosi incredibili regali del marito Richard Burton. La sua collezione di gioielli è stata immortalata dal libro My Love Affair with Jewelry (2002). Nel 2005 si è messa in società con Jack e Monty Abramov della Mirabelle Luxury Concepts di Los Angeles per introdurre la House of Taylor Jewelry.
Ha anche creato e lanciato tre profumi col suo nome, "Passion," "White Diamonds" e "Black Pearls", che insieme hanno incassato complessivamente circa 200.000.000$ in vendite annuali.
La Taylor ha impegnato molto tempo e molte energie nella lotta all'AIDS, attraverso manifestazioni e raccolte fondi. È stata tra le fondatrici American Foundation for AIDS Research (amfAR, amfar.org) dopo la morte del suo collega ed amico Rock Hudson. Ha anche dato vita ad una propria fondazione. Fino al 1999, ha aiutato a raccogliere circa 50.000.000$ per la lotta alla malattia.
Nei primi anni ottanta si trasferì a Bel Air, Los Angeles, California, dove risiedeva ultimamente. La proprietà, la cui intimità è difesa da alte recinzioni e cancelli, è una delle fermate principali dei tour della case delle star, ed è segnata sulle mappe vendute ai turisti.

Gli anni recenti
Nel novembre 2004 la Taylor ha annunciato di avere una grave forma di insufficienza cardiaca, una condizione terminale nella quale il cuore non riesce a pompare nel corpo una quantità sufficiente di sangue. Si è infortunata alla schiena cinque volte, la prima delle quali all'età di 9 anni mentre girava There's One Born Every Minute (1942), è sopravvissuta ad un'operazione per la rimozione di un tumore benigno al cervello, un cancro alla pelle e a due polmoniti. Per lunghi periodi ha vissuto, anche per colpa della cattiva salute, da reclusa, dovendo spesso rinunciare ad apparizioni pubbliche. Secondo le ultime notizie la sua mobilità era ormai limitata ed era costretta su una sedia a rotelle.
Il 27 aprile 2006 si è diffusa la notizia che la Taylor fosse vicina alla morte proprio per i suoi problemi cardiaci, e che, consapevole della fine vicina, stesse dettando le sue volontà per i funerali. La notizia è stata prontamente smentita dal suo portavoce, Dick Guttman, secondo il quale le informazioni diffuse su Internet e da alcuni giornali non trovavano fondamento, mentre Elizabeth Taylor godeva di buona salute ed aveva una vita impegnata con le sue linee di profumi e gioielli e il suo impegno nella lotta all'AIDS.
Durante gli ultimi anni, secondo diverse fonti la Taylor si è attaccata sempre di più al suo cagnolino, un cucciolo di maltese di nome Sugar, senza il quale non si sposta mai. In un'intervista al magazine W ha raccontato che era più felice quando era con i mariti Todd e Burton, ma ora si deve accontentare di Sugar per avere un po' di compagnia. Dopo la morte del cane, avvenuta nel giugno 2005, la Taylor nel settembre dello stesso anno ha adottato un nuovo cane di nome Daisy.
Nel febbraio 2007 ha festeggiato i 75 anni con un favoloso party a Las Vegas, al quale è intervenuta anche la collega coetanea Debbie Reynolds.

Premi e onorificenze
Dame Elizabeth Taylor ha vinto due Oscar alla migliore attrice. La prima statuetta le venne attribuita per l'interpretazione in Venere in visone (1960) di Daniel Mann, e la seconda per Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) di Mike Nichols, che molti considerano la sua miglior performance. Per la stessa interpretazione riceve un BAFTA quale attrice britannica dell'anno.
La Taylor ha ricevuto dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences anche il Premio umanitario Jean Hersholt nel 1992. L'anno successivo, 1993, ha ricevuto dall'American Film Institute il Life Achievement Award, il premio alla carriera. Nel 2002 ha ricevuto l'onorificenza del Kennedy Center Honors dal John F. Kennedy Center for the Performing Arts.
Nel 1999 è stata nominata Dama dell'Order of the British Empire (DBE) dalla Regina Elisabetta II.
Nel 2001, il Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ha voluto premiarla con il Presidential Citizens Medal, riconoscendo i suoi meriti e il suo impegno per fini filantropici; la medaglia è la seconda più importante onorificenza civile statunitense, e viene assegnata a cittadini statunitensi "che hanno dimostrato un impegno o dei servizi esemplari" per il proprio paese e per i propri concittadini.
Le impronte delle mani e dei piedi di Elizabeth Taylor sono impresse ed immortalate nel pavimento davanti al Grauman's Chinese Theater, ed ha una stella sulla Hollywood Walk of Fame, al numero 6336 di Hollywood Boulevard a Hollywood, California.
Il 10 novembre 2005 ha ricevuto il Britannia Award for Artistic Excellence in International Entertainment.
Muore il 23 marzo 2011 all'età di 79 anni al Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles. Era da tempo malata di cuore. A luglio 2009, infatti, a causa di problemi alle coronarie, era stata costretta a un ricovero in una clinica di Los Angeles.

Curiosità
Fu una grande amica di Montgomery Clift fino alla sua morte avvenuta nel 1966. Nel 1963 Andy Warhol le dedica un ritratto, che viene realizzato con i suoi classici "Multipli" su fondo rosso, su fondo silver, su fondo giallo e su fondo bianco. L'opera fondo Silver, grande 40x40inches (cm.101,6x101,6) è alla Hufkins Gallery. È apparsa su 14 copertine dalla rivista People, seconda solamente alla Principessa Diana.
Nel 2001 le viene dedicato un aperitivo: lo spritz taylor.
Un omaggio del poeta e artista interdisciplinare Norman Zoia in occasione del viaggio di Liz a Venezia e di un sogno jesolano che l'ha voluta celebrare.
Lei e Burton hanno deciso che sarebbero stati sepolti vicini indipendentemente dal fatto di essere ancora sposati. Ebbe un lungo legame di amicizia con Michael Jackson, tant'è vero che testimoniò a suo favore durante l'ultimo processo (quello del quadriennio 2003-2006) in cui la popstar era accusata di pedofilia. Nel 1992 fece un discorso al Freddie Mercury Tribute Concert.