sabato 10 dicembre 2011

John Dos Passos



John Roderigo Dos Passos è stato uno scrittore, saggista, giornalista, drammaturgo, poeta e reporter di viaggio statunitense. Occupa nella letteratura, non solo del suo paese, un posto del tutto particolare, grazie soprattutto al grande impegno civile e politico di uno scrittore sempre ancorato ai fatti, all'osservazione sociologica, alieno da quelle evasioni, da quelle mistificazioni tra letterarie e ideologiche che tipizzano invece la narrativa statunitense degli anni ruggenti.
John Dos Passos nacque a Chicago (Illinois) da padre statunitense di origini portoghesi, John Randolph Dos Passos, di professione avvocato e da madre statunitense, Lucy Addison Sprigg Madison, originaria di Petersbourg (Virginia). Giovanissimo, Dos Passos è un radicale, il che (negli Stati Uniti dell'epoca) significa soprattutto essere un anarchico. Non a caso, infatti, Dos Passos è stato tra i più accaniti difensori di Sacco e Vanzetti, i due emigrati italiani implicati in un clamoroso processo anche per le loro idee politiche di tipo libertario.
Egli compie gli studi a Harvard dove si laurea nel 1916 e dopo il college, inizia a studiare architettura, ma è ancora molto giovane quando decide di dedicarsi interamente al giornalismo e alla narrativa.
Sopraggiunta intanto la prima guerra mondiale, Dos Passos è dapprima sul fronte italiano nei ranghi della Croce Rossa dove presta servizio nella ambulanza francese e in seguito nel corpo sanitario statunitense.

La fama

Dos Passos esordisce nel 1917 con il suo primo romanzo, One Man's Initiation - 1917 che viene pubblicato nel 1920 lo stesso anno di This Side of Paradise di Francis Scott Fitzgerald.

Tre soldati

Con il suo secondo libro, Three Soldiers (I tre soldati) del 1921 lo scrittore si conquista un posto di rilievo tra i giovani scrittori del proprio tempo. John Andrews ne è il protagonista, un musicista che, stanco della propria libertà, va a combattere per ritrovare il senso della propria esistenza, convinto che il lavoro, il cameratismo e la durezza possano servire. Ma ben presto la vita militare, trascorsa prima in America e poi in Francia, lo sconvolgono tanto profondamente che decide di disertare. Ma, mentre sta componendo una musica che trae ispirazione dalla Tentation de Saint Antoine di Flaubert, la polizia lo scopre e lo arresta mentre i fogli della musica interrotta si disperdono nel vento, simbolico gesto della sua protesta non tanto sociale quanto estetica.

Manhattan Transfer

Nel 1925 lo scrittore pubblica Nuova York (Manhattan Transfer) in cui affronta il principio del collettivismo in modo più drammatico. Il romanzo, che vede condensarsi tutta New York, si avvale di una tecnica narrativa particolare che l'autore perfezionerà poi nella trilogia USA. In esso si segue l'intrecciarsi nell'arco di venti anni la vita di decine di personaggi appartenenti ai più svariati strati sociali, che l'autore descrive mentre crescono, invecchiano, salgono o scendono sulla ruota della fortuna.Tranne Jinny Herf, il personaggio centrale del romanzo che riesce a fuggire dal divorante ingranaggio, tutti gli altri scompaiono risucchiati dalla città vorace. Scritto con una prosa estremamente accurata, il libro non manca di perfette descrizioni di carattere impressionista. "Il mozzo guardava le nuvole, steso sul dorso. Fluttuavano verso est, simili a grandi edifici ammassati, che rompevano a tratti la luce del sole, candida e brillante come carta argentata".

La trilogia USA

Con la trilogia USA composta da The 42nd parallel (Il 42º parallelo), 1919 e The Big money (Un mucchio di quattrini) pubblicati rispettivamente nel 1930, 1932 e 1936, Dos Passos ritorna sul tema del collettivismo abbracciando questa volta non solamente la città di New York, ma tutta l'America. Dos Passos usa qui tecniche di scrittura sperimentali, inserendo ritagli di giornali, autobiografia, biografia e finzione realista per dipingere un grande panorama della cultura americana durante i primi decenni del XX secolo. Anche se ciascun romanzo è autonomo, la trilogia è progettata per essere letta come un'unica entità. Le riflessioni sociali e politiche di Dos Passos espresse in questi romanzi sono profondamente pessimistiche, riguardo alla direzione politica e economica in cui si muovevano gli Stati Uniti; pochi dei suoi personaggi riescono a restare fedeli ai propri ideali durante la Prima guerra mondiale. In 1919, l'autore parla del massacro di Centralia, Washington, avvenuto nel giorno commemorativo dell'armistizio della prima guerra mondiale. Questo scontro sanguinoso aveva contrapposto i Wobblies, lavoratori dell'IWW (Industrial Workers of the World) ai reduci dell'American Legion ed era stato determinato dalla paura del "pericolo rosso". A questo evento s'ispira Chaim Potok quando in L'arpa di Davita racconta di un giornalista americano morto in Spagna nel massacro di Guernica e che in gioventù era stato colpito profondamente dal massacro di Centralia.

Il declino

A metà degli anni trenta scrisse una serie di articoli critici verso il comunismo come teoria politica, dopo aver già ritratto in The Big Money un comunista idealista che viene gradualmente logorato e poi distrutto dal pensiero unico vigente nel partito. In quegli anni il comunismo stava guadagnando consensi in Europa, in opposizione al fascismo, e gli scritti di Dos Passos causarono una brusca flessione delle vendite dei suoi libri. Le sue opinioni politiche, che avevano sempre sostenuto i suoi lavori, si spostarono verso l'estrema destra (arrivò ad ammirare McCarthy nei primi anni cinquanta). Nonostante questo, un riconoscimento europeo per la sua carriera letteraria gli arrivò solo nel 1967, quando fu invitato a Roma per ritirare il prestigioso Premio Feltrinelli per i suoi meriti in campo letterario internazionale. Sebbene molti ammiratori di Dos Passos sostengano che i suoi ultimi lavori siano ignorati a causa delle sue idee politiche, tra i critici vi è un certo consenso nel riconoscere che la qualità dei suoi romanzi declinò drasticamente dopo la trilogia U.S.A.

Il dopoguerra

Tra il 1942 e il 1945 Dos Passos lavorò come giornalista occupandosi della Seconda guerra mondiale. Nel 1947 fu colpito da una tragedia: sua moglie, Katharine Smith, con cui era sposato da 18 anni, morì in un incidente stradale, nel quale Dos Passos rimase ferito perdendo un occhio. La coppia non aveva figli. Dos Passos si risposò due anni dopo con Elizabeth Hamlyn Holdridge (1909-1998), da cui ebbe Lucy Hamlin Dos Passos, unica figlia, nata nel 1950. Continuò a scrivere fino alla morte, sopravvenuta a Baltimora nel 1970.
Durante tutta la sua carriera, Dos Passos scrisse quarantadue romanzi, oltre a poesie, saggi e opere teatrali. Da ricordare anche la sua attività come pittore.

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