sabato 13 agosto 2011

Quartetto Cetra






è stato un quartetto vocale italiano, attivo a partire dagli anni quaranta.
Caratterizzati da notevoli capacità vocali evidenti nelle armonizzazioni delle canzoni e da testi spesso umoristici ma sempre di buon gusto, sono stati il gruppo musicale italiano attivo per il maggior numero di anni.
Sono stati spesso anticipatori in Italia di mode e generi musicali, come ad esempio il Rock and roll: già nel 1956 il Quartetto Cetra incise in italiano una sua versione di Rock Around the Clock, con il testo scritto da Tata Giacobetti, intitolata L'orologio matto.
Inoltre con programmi come Biblioteca di Studio Uno (con le celebri parodie letterarie e canzonettistiche) e Non cantare, spara sono entrati nella storia della televisione italiana.
Sono infine stimati da molti loro colleghi di generi anche lontani da loro, da Eros Ramazzotti ad Angelo Branduardi, da Francesco Guccini (che li paragona ai Beatles) a Fiorella Mannoia.

Dal Quartetto Egie e dal Quartetto Ritmo al Quartetto Cetra

Nel 1940 venne fondato a Roma da Enrico De Angelis, Giovanni Giacobetti (detto Tata), Iacopo Jacomelli e Enrico Gentile un quartetto vocale, che prese il nome di Quartetto Egie, dalle quattro iniziali dei nomi dei componenti, sulla scia della tradizione americana dei barbershop quartet e dei Mills Brothers.
Il Quartetto Egie debuttò il 27 maggio 1940 al Teatro Valle di Roma, eseguendo la canzone Bambina dall'abito blu.
Alcuni mesi dopo, nel 1941, Iacopo Jacomelli lasciò il gruppo e fu rimpiazzato da Antonio Virgilio Savona, un pianista che già da qualche tempo curava gli arrangiamenti del gruppo; in seguito alla sostituzione il gruppo rimase momentaneamente senza nome e poi, nello stesso anno, fu scritturato dall'EIAR e assunse il nome definitivo di Quartetto Cetra. Il nuovo nome non fu preso dalla casa discografica per cui il gruppo iniziò ad incidere i primi 78 giri, la Cetra, ma dallo strumento musicale caratterizzato appunto da quattro corde.

Il debutto e i primi anni

Il Quartetto Cetra debuttò nel 1941 alla radio nella rivista Riepilogando, dove oltre a esibirsi "in proprio" accompagnavano i cantanti più noti; pratica che svolgevano ogni sera nei principali caffè-concerto di Roma, tra cui il Camilloni di Piazza Esedra, dove si esibiva l'Orchestra del maestro Adriano Guarnieri (padre dell'attrice Anna Maria Guarnieri) e la cantante fiumana, e doppiatrice di Marlene Dietrich, Olga Stancick.
Il primo disco a 78 giri pubblicato fu, il 7 novembre dello stesso anno, L'arca di Noè/Il visconte di Castelfombrone, con ancora Enrico Gentile nella formazione.
Nel 1942 Felice Chiusano (cantante dell'EIAR) subentrò a Enrico Gentile, partito militare; nello stesso anno si trasferirono a Torino, dove lavorarono con il maestro Carlo Prato, Pippo Barzizza ed Alberto Rabagliati e dove si esibirono al Teatro Carignano con l'orchestra del maestro Cinico Angelini.
Alla fine del 1942 Enrico De Angelis, Felice Chiusano e Virgilio Savona vennero chiamati alle armi, ma continuarono occasionalmente ad esibirsi.
L'8 settembre del 1943 c'è da registrare la prima esibizione di Lucia Mannucci, allora cantante solista in ascesa e già fidanzata di Virgilio Savona, insieme al Quartetto Cetra: eseguirono insieme la canzone Dove siete stata nella notte del 3 giugno?.
Sempre nello stesso anno, il 14 luglio con un'insolita formazione, per l'assenza di De Angelis sostituito dal noto sceneggiatore Age (Agenore Incrocci), il gruppo partecipò allo spettacolo '"Ritmi e canzoni" al Teatro Nuovo milanese, attirandosi le ire dei cronisti del Il Popolo d'Italia per l'apertura alla musica d'oltreoceano.
Nel 1945 il quartetto incise il brano Pietro Wughi il ciabattino, primo Boogie-woogie italiano; nello stesso anno incisero due 78 giri con Natalino Otto, accompagnandolo come coristi insieme a Lucia Mannucci, usando la denominazione i 5 Shoe Shine.
Nel dopoguerra, e precisamente nel 1947, dopo una breve e felice esperienza come gruppo strumentale composto da Gorni Kramer alla fisarmonica, William Righi al clarinetto e al sax, Franco Cerri alla chitarra, Savona al pianoforte, Giacobetti al contrabbasso, Chiusano alla batteria, Enrico De Angelis lasciò definitivamente il gruppo per ragioni personali, e fu rimpiazzato da Lucia Mannucci, moglie di Virgilio Savona (i due si erano sposati il 19 agosto del 1944); così il Quartetto Cetra raggiunse la sua formazione definitiva, che fu mantenuta per tutto il resto della lunghissima carriera artistica del gruppo.
Passati alla Decca, incisero altri 78 giri per poi ritornare, nel 1949, alla Cetra: due canzoni del periodo Decca, Shangai Lil e Oggi ho visto un leon, vennero reincise per l'etichetta torinese con un nuovo arrangiamento, curato da Pippo Barzizza, diventando due tra le loro canzoni più note.

Gli spettacoli dal vivo

La loro carriera futura fu anche influenzata dalla loro idea di organizzare, nel 1950 nel locale Orientale di Alassio, una serie di serate tematiche animate da loro stessi, nelle quali il pubblico doveva partecipare indossando uno specifico abbigliamento. Favorevolmente impressionato da questa iniziativa, l'impresario Remigio Paone li invitò sia a ripetere l'esperimento nel suo nuovo teatro milanese, sia a partecipare come protagonisti nello spettacolo del 1951 Gran Baldoria, che rappresentò il nuovo corso della rivista italiana.
L'anno seguente, oltre alle apparizione cinematografiche con Renato Rascel e Paolo Stoppa, il riconoscimento del premio "Passerella d'oro", le esibizioni teatrali assieme ad Alberto Sordi e Wanda Osiris, il Quartetto fece capolino alla radio con la parodia della trasmissione Il convegno dei cinque e nel 1953 con Giringiro, un varietà improvvisato ogni sera presso la sede della tappa del Giro d'Italia ciclistico.

Lo stile

Lo stile iniziale del quartetto fu quello delle elaborazioni vocali jazz e swing, ispirato ai Mills Brothers statunitensi. Successivamente il gruppo trovò la propria formula, che combinava canzone e spettacolo: brani orecchiabili dai testi allegri ma con arrangiamenti raffinati, interpretati in scenette divertenti. Questa formula conquistò pubblico, e il Quartetto Cetra diventò presto popolarissimo prima alla radio, poi in teatro e infine alla televisione.
Un grande pregio riconosciuto al Quartetto Cetra fu quello di saper combinare l'elevata professionalità con l'intrattenimento popolare.
Come avvenuto per Carosello, intere frasi delle loro canzoni entrarono nell'immaginario collettivo, divenendo veri e propri modi di dire: basti ricordare "il pericolo numero uno: la donna!".

Il doppiaggio

Nel 1948 il Quartetto Cetra partecipò nel doppiaggio dei cori del film Dumbo (loro la canzone con cui i corvi sbeffeggiano l'elefantino sulle sue possibilità di volo e la canzone dei Rosa Elefanti). Per questo lavoro ricevettero una lettera autografa di congratulazioni da parte di Walt Disney. Altri film doppiati dal gruppo furono Musica, maestro, Lo scrigno delle sette perle, Il mago di Oz.

I successi musicali

Nel 1949 il Quartetto incise quella che divenne forse la loro canzone più nota, Nella vecchia fattoria, adattamento italiano della canzone popolare americana Old McDonald Had a Farm, conosciuta dai Cetra nella versione di Nat King Cole; rispetto all'originale, alzarono ogni strofa di un semitono rispetto alla precedente, vi aggiunsero un inciso e scrissero il testo in italiano (che non è una traduzione letterale dell'originale).
L'anno successivo ottennero nuovamente successo con Dimmi un po' Sinatra, scritta da Giacobetti su musica di Armando Trovajoli.
Parteciparono poi al Festival di Sanremo 1954 presentando le canzoni Arriva il direttore, Canzoni alla sbarra, Cirillino-Ci, Piripicchio e Piripicchia, Un diario ed Aveva un bavero, che riscuote il successo maggiore e si classifica al sesto posto nella classifica finale.
Sempre nel 1954 presentano Troppi affari, cavaliere!, reincisa nel 2004 dagli Avion Travel; due anni dopo portarono al successo la parodia del brano Musetto di Domenico Modugno.
Altri successi del decennio furono Vecchia America (musica di Lelio Luttazzi), In un palco della Scala, Un bacio a mezzanotte, Concertino e Passa la prima Milano-Sanremo (con musiche di Gorni Kramer), Un disco dei Platters e Che centrattacco! (scritte da Savona e Giacobetti).
Nel 1957 registrarono la versione italiana di Rock Around the Clock, intitolata L'orologio matto, rivelandosi tra i primi in Italia a promuovere il rock'n'roll.

Il teatro

Nel 1951 il Quartetto Cetra debuttò in teatro, nella rivista Gran Baldoria di Garinei e Giovannini, a cui seguirono numerose altre commedie musicali. I Cetra lavorarono in teatro con altre grandi celebrità come Wanda Osiris e Alberto Sordi.

La televisione

Già nei primi anni quaranta il Quartetto partecipò ai primi esperimenti di "radiovisione" e con la nascita della ufficiale televisione italiana nel 1954 arrivò anche il debutto televisivo del Quartetto Cetra: lo spettacolo si chiamava In quattro si viaggia meglio, allestito da Daniele D'Anza.
Seguirono molti altri programmi in cui il quartetto fu protagonista, come Buone vacanze (in due stagioni, 1959 e 1960). In particolare, furono un grande successo le loro parodie, in Biblioteca di Studio Uno, regia di Antonello Falqui, di alcuni classici della letteratura, come Il conte di Montecristo o I tre moschettieri.
Nel maggio del 1968 la RAI mise in onda la miniserie TV in 7 puntate (ne erano previste 8, ma la sesta e la settima vennero accorpate) Non cantare, spara commedia musicale per la televisione di Daniele D'Anza.

Successi degli anni sessanta

Dopo quasi vent'anni di incisioni alla Cetra, nel 1959 passarono ad una casa discografica appena nata, la Dischi Ricordi, riproponendo oltre a nuovi brani anche reincisioni di vecchi successi.
I ricordi della sera, sigla di Studio Uno nel 1961, riportò il Quartetto in classifica; successivamente venne anche incisa da Mina.
Nel 1962, passati alla Polydor, ottennero un buon riscontro con Ciabattino twist, interpretando un brano nello stile del ballo di moda quell'anno, e l'anno successivo con Però mi vuole bene, pubblicato come lato B.
Nel 1964 Vieni vicino...dammi la mano, sigla di Biblioteca di Studio Uno, diventò uno dei loro brani più noti; sul lato B del 45 giri inserirono una loro versione di Sole, pizza e amore, canzone che Giacobetti e Savona avevano scritto per il Festival di Sanremo 1964 e che era stata presentata da Aurelio Fierro insieme alla cantante brasiliana Marina Moran.
Nello stesso anno parteciparono a Un disco per l'estate 1965 con Se fossi Giulio Verne, che però venne eliminata.
Successivamente passarono alla CBS, ed ebbero successo con Juanita Banana, cover dell'omonima canzone dei Peels incisa anche da Henri Salvador, Non cantare, spara e Cinderella Rockefella, cover dell'omonimo brano del duo israeliano Esther & Abi Ofarim.
Sempre per la stessa etichetta incisero nel 1967 Tre minuti, versione in italiano di The 59th Street Bridge Song di Simon & Garfunkel.

Gli anni '70 e '80

Nel 1971 condussero il programma Stasera sì, con la direzione musicale di Mario Bertolazzi, programma a cui è legato un episodio spiacevole di minacce al gruppo: nel corso della puntata del 7 novembre il Quartetto aveva presentato Angela, canzone dedicata ad Angela Davis, ed il giorno dopo Felice Chiusano ricevette da uno sconosciuto un messaggio: "Dica al suo collega Savona di non fare il gradasso sul palcoscenico e di lasciar perdere la politica, di cantare Nella vecchia fattoria e di smetterla di sfruculiare con Angela Davis e tutto il resto... queste sono cose delicate, mi sono spiegato?". Chiusano raccontò l'episodio a Savona, che ne trasse ispirazione per comporre la canzone Sono cose delicate, incisa in proprio assieme ad altre canzoni di contenuto più "impegnato" che proprio in quegli anni andava realizzando parallelamente all'attività con il Quartetto (sua l'idea contestuale della collana discografica I Dischi dello Zodiaco).
Anche a causa di questo episodio, ridussero la collaborazione con la Rai e dopo il 1975 la interruppero passando alla TV Svizzera, per cui realizzarono i programmi Giochiamo ai quattro cantori (1976) e Ri...Giochiamo ai quattro cantori (1977), entrambi su testi di Dino Verde e con la regia di Mascia Cantoni: all'interno di queste trasmissioni i Cetra girarono 12 parodie di alcune opere liriche, riprendendo l'idea alla base di Biblioteca di Studio Uno.
Tra il 1979 al 1984 lavorarono per Antenna 3 Lombardia, animando alcune parodie dei grandi classici della storia e della letteratura nell'ambito dei programmi Cetrarca e Il Bingoo.
In RAI condussero poi tra il 1980 e il 1981 due edizioni di Buonasera con....
Nel 1984 sono ospiti del varietà televisivo Al Paradise, diretto da Falqui, dove presentano una fantasia dei loro successi. Spinto dal successo della loro apparizione, Falqui decide, sulla base di un progetto di Virgilio Savona, di dedicare al quartetto un intero spazio (chiamato "Cetra Graffiti") nella terza edizione del programma (1985). Nel loro spazio i Cetra ripercorrono, sfruttando nuove e vecchie canzoni, la storia dello spettacolo italiano, dagli anni d'oro della radio fino ai successi del varietà televisivo, passando anche per la grande epoca del teatro musicale.
Nella penultima puntata della trasmissione, riprendendo un vecchio progetto risalente ai tempi di Biblioteca di Studio Uno, i Cetra realizzano una parodia dei Promessi Sposi, a cui prendono parte personaggi come Al Bano e Romina, Gianni Agus e Minnie Minoprio.
Dopo le scomparse di Giacobetti (1988) e di Chiusano (1990), i due superstiti nel 1994 hanno ripercorso la storia del quartetto nel programma radiofonico Cetra Days, in onda ogni sabato mattina su Radiodue per 13 puntate, dalle 11 alle 12.

Le canzoni più famose

In oltre quarant'anni il gruppo propose oltre un migliaio di canzoni, molte delle quali scritte dalla coppia Giacobetti-Savona. Solo per citarne alcune, tra le più celebri: Aveva un bavero (Sanremo 1954), Il Visconte di Castelfombrone, Un disco dei Platters, Che centrattacco!!!, Nella vecchia fattoria, Vecchia America (di Lelio Luttazzi), Un bacio a mezzanotte (musica di Gorni Kramer), I ricordi della sera.
Però mi vuole bene (delizioso brano garbatamente intriso di black humour) racconta con la voce di Lucia Mannucci di una donna innamorata che non si rende conto dei tentativi del marito di ucciderla in vari modi (annegandola nel laghetto del parco, aprendo il gas della cucina) finché questi riesce nel suo intento facendola precipitare dalla Torre Eiffel. Il brano si chiude su un controcanto funebre: "Ma le voleva bene...".
Il pericolo numero uno è una canzone – sketch in cui un gruppo di soldati viene istruito dal sergente (Virgilio Savona, con esagerato accento siciliano) sui pericoli e soprattutto sul "pericolo numero uno: la donna!".
In un palco della Scala è un ricordo, su melodia lenta, dei tempi della Scala di fine Ottocento, con le musiche di Massenet, Bizet a scandire le serate operistiche per "signore in décolleté / discese da un romantico coupé". Sessant'anni dopo, nel gennaio del cinquantatré, le signore scendono da un "moderno cabriolet" per ascoltare "gli autori audaci, innovatori" che si affiancano ai grandi classici.
Il cammello e il dromedario racconta dell'insistenza di un ricco dromedario con un cammello perché questi, "essendo bisognevole", si decida a vendergli una delle sue gobbe in cambio di una fortuna; quest'ultimo rifiuta e "così si riconferma che il cammello è bigobbuto / e il dromedario monogobba resterà". Il brano ha una melodia arabeggiante.
Concertino riproduce, con l'abilità vocale dei Cetra, una serie di strumenti (chitarra, mandolino, contrabbasso) impegnati in un romantico concertino "al chiar di luna sotto il balconcino".
Vent'anni dopo, nel 2009, molti dei motivi lanciati dai Cetra sono stati ripresi dal gruppo di cabaret Oblivion.




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