martedì 2 agosto 2011

Aristofane





in greco Ἀριστοφάνης è stato un commediografo greco antico, uno dei principali esponenti della Commedia antica (l'Archaia) insieme a Cratino ed Eupoli, nonché l'unico di cui ci siano pervenute alcune opere complete (undici).
Non si hanno informazioni precise riguardo ad Aristofane: le poche notizie che possediamo sono contenute nelle sue commedie. Si sa che nacque nel demo attico di Cidatene, visse nel V secolo a.C., forse tra il 444 e il 388, che esordì nel 427 con i Banchettanti. Non fu tuttavia il poeta stesso a fungere da istruttore del coro, come era consuetudine, ma Callistrato, evidentemente la complessità scenica richiedeva uno specialista; ebbe possedimenti nell'isola di Egina. In quegli anni Atene combatteva Sparta nella Guerra del Peloponneso per mantenere l'egemonia sulla Grecia.

Le prime commedie perdute

La sua prima commedia, i Banchettanti, di cui restano alcuni frammenti, trattava il rapporto-scontro tra l'antica ed arcaica educazione e le novità, il cambio della mentalità, in modo simile alle Nuvole, che avrebbe rappresentato nel 423 a.C. quattro anni dopo.
La seconda commedia, i Babilonesi, anche questa interamente perduta, andò in scena nel 426 a.C. e destò le ire di Cleone, sempre avverso al commediografo, per l'allusione a Mitilene e per le accuse di reprimere gli alleati, anche i più fidi, per mantenere l'egemonia.Il mondo di valori di Aristofane sembra tendere ai piccoli proprietari terrieri, nocciolo duro dello stato ateniese (vedi per questa tematica le acute osservazioni di Paduano(Paduano G.Il giudice giudicato.Le funzioni del comico nelle Vespe di Aristofane, Bologna, 1974).Il suo eroe comico è anziano, legato alla terra, di cultura approssimativa ma intelligente. Fra lui e il "nuovo", cioè la cultura critica dei sofisti, si creano difficili rapporti, ovviamente ricreati in chiave comica.Esemplare in quest'ottica sono le "Nuvole" del 423, dove Strepsiade (contadino inurbato per ragioni matrimoniali) cerca di apprendere la dialettica socratica per ragioni personali, cioè per non pagare i debiti.

L'opera pervenuta

Ma, grazie al sostegno dei Conservatori, specialmente Nicia, nel 425 andò in scena la terza commedia, gli Acarnesi, pervenutaci. Aristofane era solito affrontare direttamente i problemi e stavolta trattava la pace, desiderata da molti cittadini ateniesi, facendo riferimento ai raccolti distrutti, all'esclusione della città dalle rotte commerciali e, in breve, al collasso della ormai precaria economia di Atene.
Il pericolo della fame, esaltato particolarmente dall'autore, scuote i cittadini, che vedono nell'eroe, un contadino, quindi un membro della classe sociale più colpita dalla guerra, l'assurdità dell'Assemblea ateniese. Aristofane, infatti, evidenzia quanto i suoi membri abbiano profitto dalla guerra, che invece stronca quasi tutti i cittadini.
Il protagonista Diceopoli vede in Pericle e nei Democratici la causa della guerra e difende Sparta, dai tempi di Licurgo conservatrice. Aristofane compiva così un coraggioso atto politico, poiché Atene era ancora governata dai Democratici.
Le critiche di Aristofane sono maggiormente espresse nei Cavalieri, commedia rappresentata nel 424. Il personaggio Paflagone - da notare la scelta di un nome barbaro - personifica l'odiato Cleone, che da servo diviene padrone nella casa del proprio signore con inganni e calunnie, sostenuto dai Cavalieri, ovvero i mercanti.
Le Nuvole risalgono all'anno successivo ed è certamente l'opera più significativa del grande commediografo, a cui deve gran parte della propria fama. Tramite il personaggio Strepsiade, vecchio e indebitato a causa del figlio, Fidippide, sbeffeggia Socrate, Euripide e tutti i sofisti in generale. Aristofane, infatti, vede nella loro filosofia la causa della crisi di Atene.
Nel 422 andò in scena un'altra sua nota commedia, le Vespe. Come i Banchettanti e le Nuvole anche questa tratta il rapporto tra la vecchia e la nuova generazione. Questa volta però Aristofane attaccava direttamente il sistema giuridico ateniese, poiché Cleone aveva aumentato il soldo dei giudici popolari, che lo gestivano, avviandoli verso la miseria morale.
Nello stesso anno ad Anfipoli morì Cleone e il commediografo iniziò a lavorare alla commedia la Pace, rappresentata nel 421. Ancora un contadino, chiamato Trigeo, è il protagonista.
Ma la commedia finì per essere illusoria, poiché i membri del Partito Democratico incitarono la popolazione a tornare in guerra. Nel 415 l'esercito di Atene conquistò la piccola isola di Melo, ne massacrò gli abitanti maschi e rese schiavi donne e bambini. L'anno dopo andò in scena gli Uccelli.

Le ultime commedie

Le ultime commedie che Aristofane scrisse con il massimo del suo sprezzante spirito ironico risalgono al 411, le altre sono state scritte tutte con un diverso interesse, come dimostra l'impostazione.
Le Tesmoforiazuse, la prima, bersagliava Euripide e la sua analisi dei personaggi femminili. Il problema del ruolo della donna è centrale anche nella Lisistrata, che ha come protagonista una donna che propone una sorta di "sciopero sessuale" delle mogli affinché i mariti smettano di combattersi.
Nello stesso anno tornò ad Atene Alcibiade, che scacciò il neo-nato governo dei Conservatori e restaurò la democrazia. Le Rane dimostrano le perplessità dell'autore dopo la sanguinosa vittoria del 406 nella battaglia delle Arginuse. In questo stesso anno morì Euripide.
Nel 405 Atene subì la sconfitta decisiva: gli Spartani, guidati dall'ammiraglio Lisandro, a Egospotami distrussero la flotta ateniese ed entrarono da vincitori nel Pireo.
Nel 392, quando ormai Atene era avviata al declino, andò in scena le Ecclesiazuse (Le donne a parlamento). Come dice il titolo stesso, l'opera tratta di un'utopia: Prassagora, vestita da uomo, si infiltra nell'Assemblea e propone come unica possibilità di salvezza per Atene la presa del potere da parte delle donne (argomento trattato anche da Platone). La parte finale è costituita da un'allegra e vorticosa scena erotica, a detta di alcuni esempio del cosiddetto "comunismo sessuale".
L'ultima opera di Aristofane è il Pluto, che tratta della ricchezza e della sua divisione morale. Il protagonista Cremilo accoglie nella sua casa un cieco, che si rivela essere il dio Pluto. Cremilo rifiuta la Penia, una condizione di dignitosa e dialetticamente convincente povertà, per arricchirsi grazie all'aiuto del dio.
In queste ultime commedie Aristofane tratta il cambiamento di mentalità, da comunitaria a individualista, la compattezza e la solidarietà delle nuove famiglie. A personaggi come Strepsiade, protagonista nelle Nuvole, l'autore preferisce ora la realtà dell'individuo e della società, quindi il suo nucleo basilare: la famiglia.
Aristofane morì probabilmente attorno al 385.

Opere giunte in forma integrale

Gli Acarnesi rappresentata sotto il nome di Callistrato, ottenne il primo posto alle Lenee del 425 a.C.
I cavalieri del 424 a.C.
Le nuvole del 423 a.C. (prima redazione)
Le vespe del 422 a.C.
La pace del 421 a.C.
Gli uccelli del 414 a.C.
Le donne alle Tesmoforie (Tesmoforiazuse) del 411 a.C.
Lisistrata del 411 a.C.
Le rane del 405 a.C.
Le donne al parlamento (Ecclesiazuse) del 391 a.C.
Pluto del 388 a.C.

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