venerdì 30 dicembre 2011

Emergency





Emergency è una ONG italiana, fondata nel 1994 a Milano da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti, insieme a Carlo Garbagnati.
Attuale presidente della ONG è Cecilia Strada, chiamata a ricoprire la carica che fu della madre, Teresa Sarti, fino alla morte di quest'ultima. Alessandro Bertani ricopre la carica di vicepresidente.

Presenza operativa

Emergency è presente in Afghanistan, Cambogia, Iraq, Repubblica Centroafricana, Sierra Leone, Sudan, dove ha costruito e gestisce ospedali per i feriti di guerra e per emergenze chirurgiche, centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime di mine antiuomo e altri traumi di guerra, un centro per la maternità, posti di primo soccorso per il trattamento immediato dei feriti, centri sanitari per l'assistenza medica di base. Tra questi vi è il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan: un centro regionale che fornisce assistenza specializzata a pazienti affetti da malformazioni e patologie cardiache ai pazienti del Sudan e dei paesi confinanti.
In Italia, a Palermo, dall'aprile 2006 Emergency ha reso operativo e gestisce un poliambulatorio, che fornisce assistenza sanitaria gratuita ai migranti. Nell'inverno del 2010 viene aperto un secondo poliambulatorio a Marghera.
Emergency ha portato a termine i suoi programmi in Ruanda, in Eritrea, a Jenin in Palestina e a Medea, in Algeria, in Kosovo, in Angola e in Sri Lanka.
Emergency è intervenuta in 13 paesi dal 1994 a oggi:
7 centri medici
Anabah, Kabul, Lashkar-gah (Afghanistan), Battambang (Cambogia), Sulaimaniya, Erbil (Iraq), Goderich (Sierra Leone)
1 centro cardio-chirurgia a Karthoum (Sudan)
4 centri pediatrici
Goderich (Sierra Leone), Mayo e Nyala (Sudan), Bangui (Rep. Centrafricana)
1 centro di riabilitazione e produzione protesi a Sulaimaniya (Iraq)
1 centro maternità ad Anabah (Afghanistan)
55 FAP (First Aid Post)
re-integrazione sociale di vittime di guerra
laboratorio di tappeti per vedove (Anabah), formazione professionale (Sulaimaniya)
assistenza ai prigionieri (Afghanistan)
1 poliambulatorio a Palermo (Italia) per assistere gli immigrati
interventi una tantum in altri paesi
Ruanda (1994), Serbia (1999), Eritrea (2000), Algeria (2003), Angola (2003), Palestina (2004), Sri-Lanka (2005)
Dal 1994 al 30 settembre 2010 Emergency ha aiutato più di 4.543.582 persone.

Campagne di comunicazione e sensibilizzazione

Parallelamente agli interventi umanitari all'estero, l'attività di Emergency in Italia è finalizzata alla creazione e diffusione di una cultura di pace, solidarietà e diritti umani. Questo lavoro è possibile grazie all'impegno sul territorio italiano di 166 gruppi e 20 riferimenti locali, con un numero di circa 4000 volontari; ogni gruppo territoriale promuove nella propria zona incontri rivolti a sensibilizzare ed informare l'opinione pubblica sui temi della pace e della solidarietà: interventi nelle scuole di ogni ordine e grado, presenza con banchetti informativi e di raccolta fondi a mostre, concerti, spettacoli, partecipazione ad incontri e dibattiti con la propria testimonianza.
Dalla sua fondazione, Emergency ha preso parte a molte campagne di sensibilizzazione a livello nazionale:
nel 1994 Emergency partecipa al bando delle mine anti-uomo promosso dal Trattato di Ottawa;
nel 2001 Emergency propone l'iniziativa Uno straccio di pace, contro la guerra in Afghanistan;
nel 2002 Emergency promuove l'iniziativa Fuori l'Italia dalla guerra, una raccolta di firme online contro la guerra in Iraq;
nel 2003 Emergency aderisce all'iniziativa Fermiamo la guerra, firmiamo la pace, una raccolta di firme per proporre una legge per l'attuazione dell'art. 11 della Costituzione Italiana (che ripudia la guerra). La legge è stata portata nel parlamento italiano e, dopo una breve discussione, è stata bocciata;
nel 2008 Emergency elabora il "Manifesto per una medicina basata sui diritti umani": il documento è stato sottoscritto da alcuni paesi africani (Sierra Leone, Sudan, Repubblica Centrafricana), che riconoscono la necessità di una sanità equa, di qualità e improntata alla responsabilità sociale.
nel 2009 Emergency promuove la campagna Io non ti denuncio in difesa del diritto all'accesso alle cure per chiunque, in dissenso ad una proposta di legge depennante la norma che non permette al medico di denunciare un immigrato senza documenti bisognoso di assistenza medica in una struttura pubblica.
Emergency ha inoltre organizzato eventi di raccolta fondi e formazione interna:
Nel 1999 in occasione dei primi 5 anni dell'associazione Jovanotti, Piero Pelù e Luciano Ligabue hanno prodotto un album singolo dal titolo Il mio nome è mai più, devolvendone i proventi commerciali ad Emergency ed in particolare ai progetti umanitari in Cambogia, nei paesi della ex Jugoslavia e in Sierra Leone.
Il 28 ottobre 2006 si è svolta la prima Giornata Nazionale di Emergency; l'associazione è stata presente in oltre 290 piazze italiane con banchetti e varie iniziative locali.
Dal 2002, ogni anno, oltre mille volontari dell'associazione si ritrovano in una città italiana che ospita l'"Incontro Nazionale di Emergency". Tre giorni in cui si tengono corsi formativi per i nuovi volontari e aggiornamenti per chi invece è già "pratico".
Dall'8 al 13 settembre 2009 si è tenuto a Firenze l'incontro nazionale dei 15 anni di Emergency, per la prima volta l'incontro nazionale dei volontari è stato aperto al pubblico. Nelle serate di venerdì e sabato artisti e intellettuali tra cui Patti Smith, Jovanotti, Gianni Mura, Marco Paolini, Piero Pelù e Fiorella Mannoia hanno festeggiato al Mandela Forum con almeno 20 000 persone e volontari questo compleanno.
Dal 7 al 12 settembre 2010 all'incontro nazionale di Firenze Gino Strada ha presentato il manifesto "Il mondo che vogliamo".

Controversie

Sostenibilità del modello di sviluppo sanitario di Emergency

Il modello di sviluppo sanitario proposto e applicato da Emergency è stato criticato a causa del suo approccio, considerato privo di sostenibilità a lungo termine, poiché non collegato ai servizi sanitari di base locali, e in grado di fornire solo risultati marginali a fronte di alte spese di mantenimento.
Il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan ha ricevuto particolari critiche. Il progetto è stato criticato perché costituirebbe un intervento scarsamente integrato in una realtà in cui mancano prima di tutto le strutture sanitarie di più elementare livello, e dove la cardiologia non costituirebbe la prima delle priorità. Creare un ospedale di questo tipo costituirebbe, oltre che uno spreco di investimenti, una fonte di ingenti spese di mantenimento future a fronte di risultati marginali nel livello generale di benessere sanitario di questi paesi, dove anche i benefici di cure cardiache di buon livello rischiano di essere vanificati in gran parte da altri tipi di emergenza sanitaria non attualmente affrontati.
Per il fatto, poi, che la ricostruzione e la sostituzione di valvole cardiache non sarebbe un'urgenza in contesti di tale povertà, Emergency annota che dal 2005 è la stessa OMS a definire le patologie cardiache come la prima causa di morte infantile in Asia e Africa per malattie non trasmissibili, la seconda in assoluto dopo l'AIDS. Questo accade perché circa il 50% delle persone colpite da febbri reumatiche e simili, un tipo di malattia diffusamente riscontrabile in tutto il mondo, può sviluppare a causa di questa un’infiammazione al muscolo cardiaco in grado di provocare insufficienza cardiaca anche a lungo periodo. La febbre reumatica è un’infezione organica, avviata da un processo infettivo prevalente delle prime vie aeree, che colpisce prevalentemente giovani tra i quattro e i diciotto anni; potrebbe essere facilmente curabile con antibiotici elementari, ma la maggior parte della popolazione di Africa e Asia non ha la possibilità di curarsi a causa dei costi insostenibili delle cure e dell'inaccessibilità delle strutture, difficilmente raggiungibili.

Posizione politica e mancanza di neutralità

Emergency è stata criticata dal giornalista Sergio Romano e dalla Croce Rossa Italiana per mancanza di neutralità in politica estera.

Ruolo di negoziazione nel caso Mastrogiacomo

Nel marzo 2007, durante il sequestro in Afghanistan del giornalista de La Repubblica, Daniele Mastrogiacomo, Emergency ha assunto una posizione di rilievo nelle trattative per la sua liberazione.

Arresto di tre operatori a Lashkar Gah

Il 10 aprile 2010, tre operatori di Emergency (Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani) sono stati arrestati a Lashkar Gah, nella provincia afghana di Helmand, con l'accusa - poi rivelatasi infondata - di aver complottato per uccidere il governatore della provincia. Nel corso delle operazioni della polizia afghana, coadiuvata da truppe ISAF, sono state trovate all'interno dell'ospedale gestito da Emergency cinture esplosive, granate e pistole. L'arresto dei tre ha suscitato particolare clamore. Gino Strada ha ricondotto l'operazione ad un tentativo di screditare quello che ha definito un "testimone scomodo", riferendosi alla sua organizzazione. Domenica 18 aprile 2010, i tre cooperanti di Emergency sono stati liberati, in quanto non colpevoli. Non è ancora chiaro quando, come e da chi siano state introdotte le armi rinvenute nell'ospedale. Le indagini sono tuttora in corso. Il 23 aprile 2010 Gino Strada ha annunciato di aver querelato Il Giornale e Libero, con l'accusa di aver scritto che i tre operatori arrestati avrebbero confessato. L'organizzazione ha, nel frattempo, sospeso le attività dell'ospedale di Lashkar Gah. Il 29 luglio 2010 Gino Strada ha reso noto che il governatore della provincia di Helmand ha autorizzato la riapertura dell’ospedale di Emergency a Lashkar Gah. L’attività è ripresa il giorno stesso.

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