venerdì 5 agosto 2011

Carlos Monzòn





è stato un pugile e attore argentino.
Campione mondiale dei pesi medi dal 1970 al 1977.
La International Boxing Hall of Fame lo ha riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo.
Carlos Monzón nasce il 7 agosto del 1942: la madre lo mette al mondo stesa su di una coperta, è il sesto di dodici figli. La famiglia Monzòn si sposta da San Javier, un piccolo villaggio senza speranze, a Santa Fe. Durante il viaggio Carlos si ammala di tifo; il medico è pessimista sulle conseguenze della malattia, ma a dispetto di tutto ciò, Monzón svilupperà un fisico potente in grado di portarlo ai vertici della boxe mondiale di tutti i tempi.
Gli anni giovanili di Carlos Monzón sono caratterizzati soprattutto dal tentativo di guadagnare qualche soldo, lavorando come lustrascarpe o - in qualche caso - rubando e tralasciando gli obblighi scolastici.
Viene avviato alla boxe da Amilcar Brusa, l'uomo che rimarrà sempre al suo fianco nelle sue imprese. Dopo circa settanta incontri vinti fra i dilettanti, nel 1963 passa al professionismo; la sua prima borsa è di 3000 pesos, che corrispondono al guadagno di trenta anni di lavoro del padre. Subisce soltanto tre sconfitte nella sua carriera, ai punti, con avversari che avrebbe poi battuto in incontri di rivincita. Dotato di una notevole altezza, 184cm, per la sua categoria, 72,574 kg, deve la sua capacità di pugile alla assenza di difetti, o meglio non eccelle in tecnica o potenza ma è completo, ha tutto, pugno pesante, tecnica buona, ottimo incassatore e poi la sua migliore qualita, è freddo, tranquillo e determinato, o meglio, spietato.
Conquistato il titolo del Sud America, affronta la chance mondiale a Roma contro Nino Benvenuti il 7 novembre 1970. Monzòn - outsider sconosciuto ai più - vince per fuori combattimento alla dodicesima ripresa. Torna in patria da eroe: duecentomila persone salutano lui e la cintura di campione del mondo appena conquistata, e la sua faccia impassibile da indio si apre al sorriso. Sei mesi dopo a Montecarlo a Benvenuti viene concessa l'opportunità della rivincita. L'incontro si chiude al terzo round per getto della spugna e segna la fine della carriera per il pugile italiano.
A questa difesa del titolo ne seguono tredici, un record nella categoria. Sotto i suoi colpi cadono campioni quali Griffith, Briscoe, Nápoles, Tonna. Spettacolari i due incontri con il colombiano Rodrigo Valdéz, L'argentino lascia da re, si ritira il 30 agosto del 1977 dopo l'ultimo con Valdéz a cui passerà il testimone; al contrario di altri grandi pugili, non tornerà più sul ring, evitando di esibirsi in incontri che evidenziassero la sua ormai inevitabile decadenza.
Fuori dal ring Monzòn sbaglia tutto, anche quando pensa di far carriera come attore. Alle porte di Roma, gira "El macho", ed è quel soprannome che gli resterà addosso come i pugni che sferra alle comparse, finite all'ospedale per il solo torto di interpretare il ruolo di un bandito.
La vita privata è costellata da relazioni tormentate, fra le sue partners figurano Ursula Andress e Nathalie Delon ma spesso Monzòn tornerà all'attenzione delle cronache per aggressioni verso le proprie compagne; Il campione dimostra affetto e tenerezza esclusivamente per i suoi figli: tre avuti da Mercedes, la prima delle sue tre mogli, che accecata dalla gelosia spara all'ex campione quando questi le confessa un flirt avuto con Susana Giménez, la Brigitte Bardot del Sud America ed Il quarto figlio avuto da Alicia Muñiz, modella uruguaiana.
Nella notte di San Valentino del 1988, Monzòn e la Muñiz litigano e la donna rimane uccisa; il giudice non ha dubbi: è strangolata. Monzon nasconde il volto rigato di lacrime quando viene condannato a undici anni. Dopo sette anni di buona condotta e l'intervento di amici celebri, l'ex pugile riceve la promessa di libertà vigilata entro il 1995.
Dopo una battuta di caccia, Monzòn è in strada verso il carcere di Las Flores dove ha l'obbligo di dormire. Si immette nella corsia di sorpasso a 140 chilometri orari, l'auto sbanda e si ribalta più volte. Monzòn muore a soli cinquantadue anni.

Campione del mondo

Disputa il primo incontro da professionista il 6 febbraio 1963, battendo Ramon Montenegro alla seconda ripresa, ed arriva da semisconosciuto alla sfida per la corona mondiale dei pesi medi contro Nino Benvenuti il 7 novembre del 1970 a Roma.
In dodici riprese Monzon si rivela pugile completo ed essenziale, Benvenuti è la prima vittima illustre del suo terribile destro.
L' 8 maggio dell'anno seguente, a Montecarlo si disputa la rivincita e questa volta solo il lancio della spugna salva Benvenuti dai colpi impietosi dell'argentino.
Monzon chiuse la carriera nel 1977 dopo quattordici incontri per la difesa del titolo mondiale e dopo un'epica doppia sfida contro Rodrigo Valdéz.

Curiosità

È citato nella canzone Nuntereggae più di Rino Gaetano.
È citato da Terence Hill nel film Pari e dispari di Sergio Corbucci.
È citato da Woody Allen in Provaci ancora, Sam quando il protagonista ammette di ispirarsi a Monzón quando fa l'amore.

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