30.6.11

Remo Remotti


è un attore, pittore e scrittore italiano, nonché scultore, poeta, cantante, umorista e drammaturgo.

Ha lavorato, tra gli altri, con Francis Ford Coppola, Marco Bellocchio, Nanni Moretti, Ettore Scola, i fratelli Taviani, Werner Masten, Peter Ustinov, Nanni Loy, Maurizio Nichetti, Carlo Mazzacurati, Antonello Salis e Carlo Verdone.

A lui è stata dedicata la canzone A zio Remo di Loy e Altomare.

Ha partecipato a tre canzoni del full lenght: "Ancora Noi... Ancora Oi!" del gruppo Oi! romano Automatica Aggregazione uscito nel 2010 (più precisamente ha recitato alcuni versi nella prima, nella seconda, e nell'ultima traccia).

Successivamente torna a vivere in Italia e inizia il suo lavoro nel mondo dello spettacolo con Marco Bellocchio, Renato Mambor, Rodolfo Roberti, Nanni Moretti, Carlo Mazzacurati, Egidio Erodico e altri. Ha scritto e messo in scena quattro suoi pezzi teatrali.Nasce a Roma nel 1924, rimane orfano di padre a 12 anni, si laurea in legge e si trasferisce in Perù dove scopre il mondo dell'arte frequentando corsi serali. Rientrato in Italia trova lavoro a Milano e nel 1960 si sposa con Maria Luisa Loy, sorella del regista Nanni Loy. Frequenta l'ambiente artistico milanese ed espone i suoi quadri in gallerie private. Nel 1968 si trasferisce in Germania, dove era già stato per qualche tempo nel 1964 come assistente di Emilio Vedova, e vi rimane fino al 1971.

Nel 2001 è tra gli interpreti della serie televisiva Casa famiglia. Inoltre, ha recitato in Stiamo bene insieme, Quei due sopra il Varano, I Cesaroni, Il Papa buono, Un medico in famiglia "Chi ha incastrato Peter Pan?".

Ha preso parte a numerosi cortometraggi ed è stato premiato due volte come migliore attore. La prima con il regista Claudio Proietti e la seconda al XV festival di Trevignano 2009.

Dagli anni 2000 si cimenta in spettacoli dal vivo accompagnato da amici artisti quali Paolo Zanardi, gli Elettrofandango, Andrea Evangelisti e il presentatore Vladimiro.





1 commento:

  1. « La situazione edipica con questa giovane e bella madre poteva fare di me quello che si chiama un frocio perso, o peggio ancora «un frocio da pisciatoio». Mi sono salvato grazie alla mia passione per le donne e sono diventato invece un Casanova.
    Secondo gli psicoanalisti è la stessa cosa, secondo me invece sono due cose ben diverse »

    (Remo Remotti, Diario segreto di un sopravvissuto, p.11)

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